Home Retroscena La Roma di C’è ancora domani: mappa delle location tra Testaccio, Cinecittà e i quartieri nascosti

La Roma di C’è ancora domani: mappa delle location tra Testaccio, Cinecittà e i quartieri nascosti

C’è ancora domani, ecco i luoghi magici di Roma in cui è stato girato il grande successo di Paola Cortellesi.

23 Settembre 2026 12:53

Paola Cortellesi ha girato C’è ancora domani a Roma, tra Testaccio, Cinecittà, Monti, Trastevere e altri angoli della Capitale. L’obiettivo era riportare in vita, nel 2023, la Roma popolare del secondo dopoguerra e dare alla storia di Delia un paesaggio credibile, vicino, quasi familiare. Ma non tutto, nel film, è dove sembra. Cortili veri, interni costruiti in studio e strade distanti tra loro vengono cuciti insieme come se facessero parte dello stesso rione. Un trucco semplice, molto da cinema fatto a mano, che ha dato forza alla prima regia di Cortellesi.

Testaccio, il cuore popolare del film: dal cortile di via Bodoni al mercato ricostruito

Il cuore di C’è ancora domani batte a Testaccio. È qui che prende forma la vita quotidiana di Delia, interpretata da Paola Cortellesi, e della sua famiglia nella Roma degli anni Quaranta. Il luogo più riconoscibile è il cortile del palazzo in cui vivono Delia, Ivano e i figli: esiste davvero, si trova in via Giovanni Battista Bodoni 98, all’angolo con via Torricelli. Chi ci passa oggi lo riconosce al volo, anche senza il bianco e nero. I muri, l’aria da case popolari, quello spazio interno che nel film diventa il centro di entrate, uscite, litigi e silenzi di casa.

Sempre a Testaccio sono state girate o ambientate altre scene importanti. In piazza Testaccio è stato ricostruito il mercato dove lavora Marisa, l’amica di Delia interpretata da Emanuela Fanelli, con la sua bancarella di frutta e verdura. Il posto di blocco americano, quello in cui Delia incontra William, è stato collocato in via Flavio Gioia, vicino al Lungotevere e non lontano da via Bodoni. L’officina di Nino compare in via di Monte Testaccio, mentre le file delle donne per procurarsi da mangiare sono state girate in via Antonio Cecchi. Pochi indirizzi, tutti molto riconoscibili. E una Roma popolare costruita dettaglio dopo dettaglio.

Gli interni di Delia a Cinecittà e il richiamo a Bellissima di Visconti

Il cortile di via Bodoni è vero. La casa seminterrata di Delia, invece, no. Gli interni dell’abitazione sono stati ricostruiti negli studi di Cinecittà dalla scenografa Paola Comencini, con spazi bassi, stanze strette e oggetti di tutti i giorni. Nel film non si avverte lo stacco. Si entra dal cortile e sembra davvero di scendere nell’appartamento della famiglia. In realtà, come spesso accade al cinema, quella continuità nasce da scenografia, luci e montaggio.

Location C'è ancora domani
C’è ancora domani, dove è girato il film? (TvBlog.it)

Secondo quanto ricostruito da Italy for Movies, la casa realizzata in studio richiama anche l’abitazione di Anna Magnani in Bellissima, il film diretto da Luchino Visconti nel 1951. Un riferimento che non arriva per caso. Il bianco e nero di C’è ancora domani, gli ambienti popolari, i corpi che si muovono dentro stanze compresse, parlano con una certa memoria del cinema italiano del dopoguerra. Cortellesi non copia quel mondo. Lo riprende, lo rilegge, lo avvicina al suo racconto. E lo fa con una Roma che sullo schermo sembra compatta, ma che in realtà nasce da un lavoro molto costruito.

Da Monti ai Parioli: i luoghi lontani che nel film sembrano vicini

La Roma di C’è ancora domani non finisce a Testaccio, anche se il film la fa sembrare un piccolo universo unico, fatto di strade, botteghe e cortili. Uno degli esempi più curiosi è il vicolo dove Delia e Marisa si fermano a fumare una sigaretta. Sullo schermo pare a due passi dal mercato di Testaccio. In realtà si trova nel rione Monti, in via degli Ibernesi. La distanza sparisce senza farsi notare. Più che una scorciatoia geografica, è una scorciatoia di racconto.

Sempre a Monti, in via della Madonna dei Monti, sono stati girati gli esterni del palazzo della famiglia benestante del notaio per cui Delia lavora. Gli interni, però, appartengono a un edificio signorile di via Cola di Rienzo, nel quartiere Prati. La merceria vista nel film si trova invece in via Locchi 4, ai Parioli, mentre il negozio di ombrelli è stato individuato a Torpignattara. C’è anche Trastevere nella mappa: alcuni vicoli sono stati usati per i flashback sulla storia tra Delia e Ivano, e la chiesa del loro matrimonio è Santa Maria in Cappella. La scuola legata a uno dei passaggi centrali del racconto, invece, è stata ricreata negli spazi dell’ex ospedale Carlo Forlanini, a Monteverde.

L’effetto Cortellesi: come il successo del film ha trasformato le location in mete per i fan

Dopo l’uscita di C’è ancora domani, il rapporto tra il film e la città è cambiato. Testaccio, soprattutto, è diventato una piccola meta per spettatori, curiosi e appassionati di cinema. C’è chi cerca il cortile di via Bodoni, chi la piazza del mercato, chi le strade percorse da Delia. Italy for Movies ha raccontato questo effetto di ritorno sulle location: non un turismo organizzato in grande stile, ma visite spontanee, telefoni in mano, foto davanti ai palazzi, domande ai residenti. “È qui che hanno girato?”, si sente chiedere spesso.

Il successo del film ha fatto il resto. C’è ancora domani ha chiuso la sua corsa nelle sale italiane con quasi 37 milioni di euro al botteghino, diventando il maggiore incasso del 2023 in Italia. Un risultato che ha rafforzato anche l’immagine della sua Roma in bianco e nero: una città di cortili, officine, mercati, chiese e vicoli, vera e allo stesso tempo ricomposta. Cortellesi e la sua squadra non hanno cercato un quartiere rimasto fermo agli anni Quaranta. Hanno preso pezzi diversi della Capitale e li hanno cuciti insieme. Sullo schermo, però, sembrano un solo posto. Ed è anche per questo che il film continua a funzionare.