Jessica Donadio in esclusiva a TvBlog: “Mediaset è stata una grande scuola, oggi sogno Pechino Express e mi diverto a CittàCeleste”
Jessica Donadio, conduttrice televisiva e radiofonica, si racconta in esclusiva a TvBlog tra il passato a Mediaset e il presente ricco di nuove sfide tra radio e televisione.
La televisione è un mezzo importante che è cambiato negli anni, ma non ha perso la sua risonanza. Gli addetti ai lavori devono conoscerne prerogative e potenzialità, per questo – più di qualcuno – ha una formazione capillare che attraversa le varie sfumature dell’etere partendo dalla radiofonia. Jessica Donadio è proprio questo tipo di professionista: una conduttrice a tutto tondo che fa della dizione il suo punto di forza e della presenza scenica un valore aggiunto.
Lei oggi è un punto fermo per alcune realtà private in ambito radiotelevisivo, arriva dalla scuola Mediaset che le ha garantito una formazione a 360 gradi. Il suo vero ambito, però, è la radio: in quel contesto, grazie a La Voce del Coniglio Rosa e non solo, si è fatta le ossa e ha capito come gestire una scaletta e un impianto vero e proprio. Poi ci sono i formati e le sue creazioni, un lasciapassare che le hanno permesso di arrivare a CittàCeleste e GoldTv. Oggi è una professionista affermata che cerca costantemente nuove sfide e non intende cullarsi sugli allori.
Jessica Donadio e La Voce del Coniglio Rosa
Il futuro è ancora da scrivere, ma non mancano le novità e le occasioni da cogliere al volo. A TvBlog racconta in esclusiva il momento che sta vivendo, tra lavoro e passioni personali, per improntare un avvenire positivo tanto quanto è stato il suo recente passato tra radio e televisione. Il grande salto è possibile, ma soltanto alle sue condizioni: un sogno nel cassetto fatto di un reality specifico. Pechino Express, perchè quello che conta – per lei – è avere un microfono a portata di mano e lo zaino in spalla.

Lei nasce con La Voce del Coniglio Rosa a livello radiofonico: questo trampolino di lancio cosa le ha restituito in termini mediatici e professionali?
“È stata una bellissima impresa, ho iniziato a coltivare questa passione a 13-14 anni, poi si è sviluppata con il tempo. All’inizio non sapevo dove muovere i primi passi, poi sono approdata nella redazione online di un giornale calcistico. In quel contesto c’erano delle dirette con una Web Radio. Le facevamo il lunedì mattina, il direttore di quella realtà mi ha preso e mi ha proposto un programma tutto mio. Allora nasce La Voce del Coniglio Rosa, poi quando ha chiuso questa realtà che prendeva il nome di Ryar Web Radio il Coniglio Rosa è rimasto prendendo nuove strade e acquisendo nuove sfumature. A Radio Godot Enzo Cagnetti mi ha preso come una figlia, anche lì sono stata per 6-7 anni. Recentemente invece La Voce del Coniglio Rosa ha smesso. Ultimamente sono sempre in radio con una collaborazione radiofonica insieme a Ernesto Gandini. È nata questa alchimia dalla conoscenza in comune con il compianto Massimo Raso, mio mentore, occupandomi di due rubriche all’interno di PopUpWeekend. Devo, quindi, moltissimo a La Voce del Coniglio Rosa perchè mi ha portato dove sono oggi”.
Musica, viaggi e non solo
Il mezzo radiofonico le ha aperto anche altre porte: cosa sta sviluppando parallelamente?
“Attualmente sono in televisione, conduco insieme a Ennio Abbondanza il suo programma calcistico su Città Celeste. Si parla di Lazio e delle sue vicende tra campo e società. Quindi il mio compito è fare da contrappunto informativo nel corso della trasmissione, interagisco molto con il pubblico e questo mi permette di acquisire ulteriormente la grammatica televisiva a livello proprio di gestione spazio e contenuti all’interno di uno studio televisivo. Alla fine di ciascuna puntata c’è anche spazio per parlare di radio e altre cose di interesse generale tra musica, viaggi e non solo”.
La scuola di Cologno Monzese
Le realtà locali stanno diventando una cassa di risonanza importante, a livello televisivo e radiofonico, la sua immagine e presenza mediatica ne ha giovato? Se sì, in che modo?
“Assolutamente sì, dare una continuità all’interno di una trasmissione sicuramente porta tanto ascolto non solo in termini di Auditel. Le persone, con il passare delle puntate, iniziano ad affezionarsi e ti identificano. Quindi diventi una sorta di punto di riferimento per quel format specifico. Da questo, poi, si aprono tante altre porte: sono stata contattata anche da Gold Tv per fare dei programmi. A livello mediatico, sicuramente, certe realtà aprono tante porte. Io devo ringraziare, da questo punto di vista, anche Mediaset. Quei 6 mesi che ho fatto in azienda mi hanno formato sotto ogni punto di vista. Sono stata “svezzata” a livello radiofonico e televisivo nel modo migliore possibile: una redazione come quella del TG5 ti abitua ad affrontare ogni situazione. Certe esperienze entrano a far parte del tuo bagaglio e sono tutte cose che poi ritrovi strada facendo”.

Com’è cambiata la tv
Lei, da spettatrice, che tipo di fruitrice è?
“Io sono una fruitrice televisiva molto particolare. La televisione la guardo sempre meno, oggi è cambiata – a mio modo di vedere – proprio la disponibilità di certe cose da parte dell’utente. C’è sempre meno tempo: le persone hanno la giornata scandita diversamente rispetto a molti anni fa. Secondo me funziona la fruizione in pillole con contenuti disponibili a qualunque ora e in maniera rapida. Ormai non c’è più, a mio avviso, il concetto di evento televisivo in maniera standard. Forse solo con Sanremo, per il resto gli utenti si costruiscono il palinsesto che vogliono con contenuti on-demand. Anche io faccio così, preferisco vedere una serie tv o un film mentre faccio altro contemporaneamente. Oppure, se c’è qualcosa a livello di intrattenimento che preferisco lo guardo successivamente. Compatibilmente con i miei orari”.
Quindi la sua prospettiva di lavoro, nel prossimo futuro, quale sarà?
“Posso dire assolutamente che io faccio televisione perchè mi piace comunicare con il pubblico, amo portare i miei interessi alla ribalta mediatica. Una cosa che rivendico è essere riuscita, fino a oggi, a fare sempre quel che mi aggrada particolarmente. Ho sempre avuto modo di portare una parte di me e di quel che sono sul piccolo schermo, l’ho fatto anche in radio. Chi mi ascolta, in ogni ambito, sa che quella persona sono effettivamente io e non ho una doppia faccia. Sono molto contenta di questo. All’interno della radio e della tv porto avanti diverse rubriche che sono motivo d’interesse personale: passo dai tarocchi, che facevo in passato, ai viaggi che racconto all’interno di PopUpWeekend. Per non parlare del wellness e adesso, dal 2020, mi sto appassionando alla fisica quantistica e all’interno di Città Celeste ogni tanto parlo anche di questo. In maniera, naturalmente, comprensibile a tutti cercando di strizzare anche l’occhio all’intrattenimento. Dunque spero di continuare, nel lavoro, a far questo: portare alla ribalta, in ogni contesto, quel che più amo”.
Il futuro tra conferme importanti e nuove sfide
In tutto questo mix di esperienze, cosa bolle in pentola per l’autunno?
“Spero di continuare con la radio, assieme a Ernesto Gandini abbiamo anche tanti altri progetti in divenire. Mi è stato proposto di portare avanti un piccolo podcast di 10 minuti – le tematiche sono ancora da stabilire – all’interno di un circuito radiofonico a cui le emittenti possono attingere per prendere contenuti di vario genere tra cui anche i racconti a episodi. Poi ho il format del taxi che potrebbe approdare in televisione perché, da tempo, vorrei raccontare le sfaccettature del mio lavoro sotto un’altra veste e il concetto del viaggio unito al racconto televisivo o radiofonico mi intriga molto. Vediamo cosa nasce nel prossimo futuro. Si stanno aprendo anche altre strade parallele con Città Celeste ed Ennio Abbondanza che vorrei coltivare”.
Sognando Pechino Express
Avendo già lavorato in grandi aziende televisive, se arrivasse l’opportunità di un reality show la valuterebbe?
“Mi sono arrivate diverse proposte, ma i reality in maniera classica non fanno per me. L’unico contenuto a cui parteciperei con piacere è Pechino Express, senza dubbio. Anzi, diciamolo a Costantino: se ha aperto le selezioni, io sono pronta. Ho già lo zaino in spalla (ride ndr). Questo è l’unico formato che accoglierei con soddisfazione perchè mescola la componente del viaggio all’intrattenimento, infatti in passato avrei voluto fare DonnAvventura. Oggi le prospettive sono leggermente cambiate e Pechino lo sento più nelle mie corde”.