Addio definitivo a Striscia la Notizia dopo 38 anni: Mediaset spegne anche i social
Striscia la Notizia, dopo 38 anni, va verso la cancellazione definitiva: stoppati anche tutti i canali social ufficiali del tg satirico
Per quasi quarant’anni Striscia la notizia ha occupato uno spazio centrale nella televisione commerciale italiana, costruendo un linguaggio riconoscibile tra satira, attualità, costume e denuncia. Oggi, però, il programma ideato da Antonio Ricci attraversa la fase più delicata della sua storia: non compare nei palinsesti Mediaset 2026-2027 e, al momento, non esiste un annuncio ufficiale che ne certifichi la cancellazione definitiva.
Striscia la Notizia, assenza che pesa nei palinsesti Mediaset
Durante la presentazione della nuova stagione televisiva, Pier Silvio Berlusconi ha spiegato che sul futuro di Striscia la notizia sono ancora in corso valutazioni. L’assenza del programma dall’offerta annunciata per il 2026-2027 rappresenta comunque un segnale rilevante, soprattutto dopo il tentativo di rilancio in prima serata.

La trentottesima edizione è andata in onda su Canale 5 dal 22 gennaio al 19 febbraio 2026 con cinque appuntamenti condotti da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Il debutto ha raccolto 2,783 milioni di spettatori e il 18,6% di share, ma la nuova collocazione non ha prodotto una continuità sufficiente a riportare il format al centro della strategia di rete.
Alle incertezze sul palinsesto si sono aggiunte indiscrezioni riguardanti la gestione dei profili social della trasmissione. Anche questo elemento ha alimentato le ipotesi di una conclusione del rapporto, senza però trasformarle in una decisione formalmente comunicata da Mediaset.
Dal debutto su Italia 1 al successo nell’access prime time
Striscia la notizia debuttò il 7 novembre 1988 su Italia 1, con Gianfranco D’Angelo ed Ezio Greggio alla conduzione. Il passaggio a Canale 5 arrivò l’11 dicembre 1989, aprendo una lunga stagione nell’access prime time.
Il programma ha unito il ritmo dello spettacolo alla struttura del telegiornale, affidandosi a inviati, personaggi ricorrenti e simboli entrati nell’immaginario popolare, dal Gabibbo al Tapiro d’oro di Valerio Staffelli. Un modello che ha permesso alla trasmissione di raccontare disservizi, truffe e casi di interesse pubblico attraverso un registro immediato e facilmente riconoscibile.