Belve Crime su Rai 2: Raffaele Sollecito da Francesca Fagnani: “Sette italiani su dieci pensano ancora che io sia colpevole”
Questa sera alle 21.20 su Rai 2 torna Belve Crime con la sua seconda puntata. L’ospite più atteso è Raffaele Sollecito, assolto definitivamente nel 2015 per l’omicidio di Meredith Kercher. Un caso che continua a fare discutere: le minacce in questura, la foto del bacio, la lettera ad Amanda Knox in carcere e la paura di impazzire.
Si rinnova questa sera l’appuntamento con Belve Crime, in onda alle 21.20 su Rai 2 con la sua seconda puntata, quella spostata dalla programmazione di lunedì scorso, 11 maggio, per lasciare spazio alla prima serata dell’Eurovision Song Contest. Francesca Fagnani aveva già rassicurato il pubblico sui social: “Ci vediamo martedì 19 maggio.” Appuntamento mantenuto con un ospite molto atteso, Raffaele Sollecito.
Undici anni dopo l’assoluzione definitiva per il delitto di Perugia, Sollecito torna in televisione e sceglie lo sgabello più scomodo della TV italiana. Non lo fa per riabilitarsi — la Corte di Cassazione lo ha già sancito innocente da undici anni — ma per raccontare cosa significa essere stati al centro di uno dei casi giudiziari più mediatizzati della storia italiana e non riuscire mai a uscirne davvero fuori.
Il peso di un’assoluzione che non basta
Il caso dell’omicidio di Meredith Kercher, studentessa inglese assassinata in via della Pergola, a Perugia durante il suo progetto ERASMUS, ha rappresentato per anni quasi quello che per molto tempo sono stati i casi di Cogne, con la morte del piccolo Samuele Lorenzi, o quello di Garlasco, tutt’ora al centro di tutte le prime pagine dei notiziari.
Meredith originaria di Southwark fu brutalmente uccisa nella casa che condivideva con altre studentesse. Le indagini puntano su Amanda Knox, oggi 38enne, giornalista e scrittrice con diversi titoli in catalogo la cui autobiografia Free: My Search for Meaning è un best seller, e il suo fidanzato di allora, Raffaele Sollecito. Il caso diventa subito mediatico ma alla fine l’unico colpevole in carcere per quell’efferato omicidio è Rudy Hermann Guede, un cittadino ivoriano, condannato nel 2010 a sedici anni di carcere. È stato scarcerato per fine pena detentiva già cinque anni fa. Condannato per omicidio in concorso. Ma in concorso con chi non si sa. Visto che sia Amanda che Raffaele furono condannati in primo grado ma assolti definitivamente nel 2015 “per non aver commesso il fatto” dopo un processo durato otto anni.
Sollecito 19 anni dopo la morte di Meredith Kercher
La presenza di Raffaele Sollecito da Francesca Fagnani è un colpo importante nello spin-off Crime di Belve: “Moltissime persone ancora oggi credono che io abbia pagato troppo poco – dice Sollecito – almeno Il 70 per cento delle persone crede che io sia colpevole.”
Oggi vive tra Berlino e la Puglia, lavora come ingegnere informatico. Una vita strappata alla vicenda di cronaca: “Ci sono state aziende che mi hanno stracciato il contratto dopo avermelo fatto firmare appena hanno scoperto la vicenda che mi riguardava.”
Quelle notti in questura
La parte più dirompente dell’intervista riguarda i primissimi giorni dell’indagine. Sollecito era in questura a Perugia da persona non ancora indagata, e senza avvocato. Lo chiamano semplicemente come persona informata.
“Lei dice: vi ho riferito nel precedente verbale un sacco di cazzate perché Amanda mi aveva convinto della sua versione dei fatti” lo incalza Francesca Fagnani. La risposta è immediata e dura: “Quella frase non la dico io. Mi hanno detto: ti conviene firmare questa frase perché ti può aiutare. Tutto questo dopo che i poliziotti mi avevano minacciato e senza che fosse presente un mio avvocato.”
La giornalista chiede ancora di spiegare cosa intenda con “minacciato”. E Sollecito non si sottrae: “Sono stato in questura tutta la notte. Ero lì per dare chiarimenti, senza essere indagato. Ma quando sono arrivato mi hanno messo la luce in faccia e, oltre a intimidirmi, uno dei poliziotti mi ha detto: se ti alzi da questa sedia ti riempio di botte e ti lascio in un lago di sangue. Mi hanno detto che stavo continuando a proteggere quella ‘vacca’… mi dicevano che sarei stato tutta la vita in carcere.”
Il termine offensivo, stando al racconto di Sollecito, si riferiva ad Amanda Knox.
La foto del bacio e la lettera ad Amanda
Francesca Fagnani affronta anche la celebre foto del bacio tra Sollecito e Amanda Knox scattata nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo di Meredith Kercher — immagine diventata simbolo, per molti, di una reazione emotiva incompatibile con l’innocenza: “È stata una manipolazione. Io volevo solo tranquillizzare Amanda con un bacio sulle labbra.”
Sul rapporto con Knox dopo l’arresto — i due ruppero la relazione mentre erano ancora in carcere e sotto accusa — Sollecito è più aperto di quanto ci si aspettasse: “Dopo un po’ di tempo le scrissi una lettera in carcere e lì trovai il muro. Ci ho sofferto.”

La detenzione e la paura di impazzire
C’è anche il capitolo della detenzione in isolamento, di cui Sollecito aveva già parlato in passato ma che qui assume una forma più diretta. Fagnani gliela ricorda: “Ha detto di aver avuto una specie di deprivazione sensoriale, che certe volte non si rendeva nemmeno conto di essere nudo o vestito.” E Sollecito conferma: “Sì. Ho avuto paura di impazzire.”
Il caso e la storia
Raffaele Sollecito aveva 23 anni quando il corpo di Meredith Kercher fu trovato il 2 novembre 2007 in via della Pergola a Perugia. La sua storia sarà introdotta da Elisa True Crime, youtuber e podcaster il cui contributo nella prima puntata aveva ottenuto un ottimo riscontro. Belve Crime ha chiuso il primo passaggio del 5 maggio con il 7,4% di share e oltre un milione di spettatori.