Imma Tataranni: com’è finita, la spiegazione del finale e perchè Vanessa Scalera ha deciso di dire addio
Il finale della quinta stagione di Imma Tataranni segna l’addio di Vanessa Scalera al suo iconico personaggio, con un mix di risoluzione investigativa e cambiamenti personali per la protagonista.
Il sipario è calato su Matera, lasciando i sassi più silenziosi e i telespettatori con un groviglio di emozioni contrastanti. La quinta stagione di Imma Tataranni – Sostituto Procuratore si è congedata il 29 marzo con un episodio, “Nessuno si salva da solo“, che ha saputo mescolare il giallo più cupo alla risoluzione di un rebus sentimentale durato anni.
Ma oltre la trama, a far rumore è il peso di un addio che sembra definitivo: quello di Vanessa Scalera al suo personaggio più iconico.
L’ultimo caso: tra i forni e le cisterne di Matera
Il finale si apre con un presagio: un incubo in cui Imma oscilla sul cornicione della Procura, metafora perfetta di una donna in bilico tra il dovere e il desiderio di fuga. La realtà la richiama però immediatamente nel ventre della città, nel Palombaro lungo, dove viene rinvenuto il corpo di Canio, un giovane ex detenuto giustiziato con un colpo alla nuca.
Le indagini si trasformano in un viaggio nel mondo della panificazione tradizionale. Il dettaglio decisivo sono i calli sulle mani della vittima, segno di chi impasta a mano come si faceva un tempo.
Attraverso un labirinto di omertà e gelosie, Imma scoperchia una verità amara: non è stata la malavita a uccidere Canio, ma la furia cieca di un panettiere, suo mentore in carcere, incapace di accettare la relazione del ragazzo con la propria moglie.
Un delitto passionale che chiude l’attività investigativa della Tataranni nella sua terra d’origine.
La rivoluzione di Pietro e il bivio di Milano
Mentre Imma risolveva il suo ultimo enigma lucano, tra le mura domestiche si consumava una rivoluzione silenziosa. Pietro, interpretato da Massimiliano Gallo, compie il gesto di dignità che tutti aspettavano: rinuncia al successo facile nella First Energy, denunciando i metodi sporchi del suo capo, Fossati.
Questo atto di integrità non solo gli vale una promozione inaspettata ai vertici dell’azienda, ma provoca un effetto domino positivo sulla figlia Valentina, che decide finalmente di abbandonare la comunità naturista e tornare in famiglia.
Il vero colpo di scena arriva però dal CSM: la richiesta di trasferimento a Milano viene accolta. Imma è ufficialmente il nuovo Procuratore Capo del capoluogo lombardo. Proprio quando il distacco sembrava inevitabile, Pietro crolla e confessa l’errore del divorzio, dichiarandole un amore mai spento.
Il bacio passionale che suggella la loro pace non è un freno, ma un motore: Imma partirà per Milano, ma lo farà portando con sé la sua “famiglia imperfetta”.
Perché Vanessa Scalera dice addio?
Il finale di stagione ha il sapore di un “series finale” più che di un semplice arrivederci. La scelta narrativa di spostare l’azione a Milano e promuovere Imma a Procuratore Capo chiude coerentemente l’arco evolutivo del personaggio.
Vanessa Scalera, attrice che ha dato corpo e anima a questo sceriffo metropolitano, ha lasciato intendere la volontà di chiudere un ciclo artistico per non rischiare di cristallizzarsi in un unico ruolo.
La decisione di “dire addio” nasce dalla consapevolezza che la storia di Imma a Matera ha esaurito la sua spinta propulsiva. Portarla a Milano significa preservarne l’integrità, evitando che la serie si trasformi in una ripetizione di schemi già visti.
Per la Scalera, è il momento di esplorare nuovi territori creativi, lasciando ai fan il ricordo di una donna che ha saputo cambiare pelle senza mai tradire se stessa. Matera perde la sua paladina, ma il pubblico guadagna la certezza di un finale onesto e coraggioso.