Home Festival di Sanremo Sanremo 2026, Ditonellapiaga vera outsider del Festival. Siani nota stonata della kermesse. Le pagelle della quarta serata

Sanremo 2026, Ditonellapiaga vera outsider del Festival. Siani nota stonata della kermesse. Le pagelle della quarta serata

Sanremo 2026 manda in archivio anche la serata cover. Ditonellapiaga e Tony Pitony attualizzano Frank Sinatra e si aggiudicano il primo riconoscimento del Festival. Gli altri attestati onorifici li trovate nel pagellone di TvBlog.

28 Febbraio 2026 11:28

Sanremo 2026 si prende lo spazio che merita durante la serata delle cover: più che un appuntamento televisivo è diventato una maratona stile Mentana, ma senza politici. C’era Schettini che ha parlato dopo aver instaurato una collaborazione con il Governo, ma le due cose – secondo Carlo Conti – non sono collegate. Ci crediamo, quello che risulta meno credibile invece è lasciare anonimo Alessandro Siani per un giorno intero.

Chiamarlo Mister X per non scoprire troppo le carte poteva andar bene se ci fosse stato Celentano, Pieraccioni o Panariello. Insomma qualcuno che era stato annunciato, o comunque atteso, e poi non si è presentato. Come Pucci. Il noto interprete e regista doveva sostituire proprio il comico meneghino. Ci è riuscito, ma sulla resa non possiamo garantire. L’umorismo è quello solito: mai sopra le righe, perfetto quando non si vuole creare alcun tipo di scompiglio.

A tal punto che anche i pezzi di repertorio vengono riproposti con la stessa cadenza di 10 anni fa. La Rai avrebbe potuto mandare una registrazione almeno risparmiava i soldi del cachet. Veniamo all’altro argomento della serata: il bacio censurato tra Levante e Gaia durante I Maschi. Sconveniente mostrarlo in Eurovisione, nel 2026. Invece mettere in primo piano Raf che, scaramanticamente, si tocca le pudenda prima di entrare sul palco dell’Ariston è pura avanguardia.

Il bacio tra Gaia e Levante: censura o pressappochismo?

A parlare di pregiudizio, di censura, di due pesi e due misure, si fa un favore a tutti. La realtà è che l’equipe di Sanremo quest’anno è travolta da imprevisti e anche qualche errore grossolano. In pieno spirito Petrecca. I postumi di Milano-Cortina 2026, televisivamente parlando, sono ancora vivi. Quindi una telecamera che stacca al momento sbagliato, un pianoforte non accordato davanti a Ramazzotti e Alicia Keys, una grafica sbagliata per celebrare gli 80 anni della Repubblica, dover rettificare i codici di televoto ogni volta perchè il primo annuncio non è mai quello buono è segno di premeditazione o incompetenza?

Il bacio tra Levante e Gaia a Sanremo 2026
Il bacio tra Levante e Gaia a Sanremo 2026 (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Per come stanno andando le cose, ritenere che al Festival di Sanremo stia vincendo la strategia vuol dire mettere la testa sotto la sabbia. La realtà – che talvolta può far male – è che quest’edizione della kermesse canora verrà ricordata per il piattume e gli scivoloni di vario genere. Conti ha detto: “Solo chi non fa non sbaglia”. Errare è umano, perseverare è diabolico. E Carlo Conti, come parte della sua equipe, si dimostra diabolicamente disarmante. Veniamo ai voti della serata delle cover.

I voti della serata cover

Elettra Lamborghini&Last Ketchup: Asereje è un brano che ha fatto ballare un Paese intero, per un attimo è sembrato di rivivere quei tempi. Niente congiuntura economica, nuovo millennio appena cominciato, tanta speranza e Natale sul Nilo al cinema con quella canzone come colonna sonora. Operazione nostalgia. Voto: 7,5.

Eddie Brock e Fabrizio Moro: Portami via. Più che una canzone, è un appello dopo aver sentito questo remake. Voto: 5.

Alessandro Siani: annunciarlo come Mister X ha alzato le aspettative. Carlo Conti voleva creare appeal: questo è il motivo ufficiale. Quello ufficioso è l’esigenza di evitare possibili polemiche in stile Pucci. Non è il pubblico dell’Ariston a essere severo, sono le battute a essere sempre uguali. Siani ha evitato quella sulla metropolitana, ma la vita è fatta anche di rinunce. Voto: 6-.

Mara Sattei, l’ultimo bacio (consentito all’Ariston)

Mara Sattei e Mecna: L’ultimo bacio riveduta e corretta anima diversi scenari che sembrano un film. Il migliore della serata, dopo quello di Gabriele Muccino. Voto: 6,5.

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko: l’artista è talmente coinvolgente da essere l’unica a farsi accompagnare da un ballerino anziché da colleghi cantanti. Come dire: di voce basta la mia. Ti lascio una canzone, ma Patty Pravo stasera ha fatto molto di più: ha scelto di emozionare. Voto: 7.

Levante e Gaia: loro sono brave, ma dell’esibizione non interessa a nessuno. Tutta l’Italia avrebbe voluto vedere il bacio che si sono date non inquadrato dalla Rai. Peccato, soprattutto perchè visto quello che è accaduto sul palco in queste serate un bacio tra due donne è stata la cosa meno divisiva e potenzialmente “scandalosa”. Voto: 6,5.

Bambole di Pezza e il lato Rock di Cristina D’Avena

Malika Ayane e Claudio Santamaria: Mi sei scoppiato dentro al cuore è un pezzo cardine di un genere musicale che ha segnato una generazione, per questo serviva un’accortezza maggiore e forse anche più rispetto. Voto: 4.

Bambole di Pezza con Cristina D’Avena: un abbinamento perfetto e vincente. Classicità e modernità che si fondono insieme per fare breccia nel pubblico. Occhi di gatto, un altro colpo è stato fatto. Voto: 8.

Dargen D’Amico, Pupo e Bosso: l’idea è bellissima, la metrica Rap anche. Su di Noi tra techno e HipHop è qualcosa di inedito e anche calzante, ma portarsi Pupo che ha preso i soldi dalla Russia fino a qualche tempo fa e proporre un brano riadattato contro la guerra suona come un ossimoro che stona. La pace si dimostra, non si canta. Voto: 5.

Nuovo Cinema Paradiso

Tommaso Paradiso e gli Stadio: un tributo anche alla passione per il cinema che caratterizza il cantautore. Uno dei suoi film preferiti è Borotalco che ha L’ultima Luna come colonna sonora. Omaggio perfettamente riuscito. Voto: 8.

Michele Bravi e Fiorella Mannoia: un tributo sincero, autentico e intenso a Ornella Vanoni. Non come quello fatto all’una meno venti l’altra sera con la nipote della compianta artista lasciata a fare anticamera come un’esordiente qualunque. Voto: 7.

Tredici Pietro, Galeffi, Fuskas e G: intenso e commovente il duetto con il padre ma Morandi Junior non avrebbe dovuto toccare un’opera così significativa. Vita va cantata in purezza, se non altro per rispetto a Lucio Dalla. Voto: 5.

Maria Antonietta&Colombre con Brunori Sas: il mondo non si è fermato mai un momento, ma questa versione per qualche istante ha fermato il tempo. Voto: 7.

Colpo di Fulminacci

Fulminacci con Francesca Fagnani: che belva si sente? Un Lupo che con Mina ha portato alla ribalta Parole Parole. Da Lupo a Lupa il passo è breve. La quota di Romanismo sul palco dell’Ariston è servita! Voto: 6.

LDA e AKA7 con Tullio De Piscopo: Andamento lento, ma il tempo vola quando ci si diverte e il noto batterista, a 80 anni, riesce ancora a divertirsi con la voglia e l’emozione di un esordiente. Voto: 6,5.

Raf&The Kolors: The Riddle in una versione riveduta e corretta in cui ballavano tutti, avrebbero potuto richiamare Fru dei The Jackal per completare l’opera. Voto: 6.

Aristony Pitony

J-Ax e Ligera Country Fam: in un mondo dove la satira ancora fatica, il brano di Cochi e Renato ricorda che volendo “la vita l’è bela”. Soprattutto per chi non smette di crederci. Voto: 7,5.

Ditonellapiaga&Tony Pitony: l’aspettativa era talmente alta che avrebbero dovuto ribaltare il teatro. Il risultato è stato un mix tra talento e perfezione, hanno vinto la serata cover. Quindi l’artista romana, in gara, si conferma outsider della kermesse. Voto: 6,5.

Enrico Nigiotti e Alfa: En e Xanax, la rivoluzione è riuscita. Una versione profonda, anche se completamente diversa, di un capolavoro. Voto: 6,5.

Serena Brancale, Gregory Porter e Delia: la serata cover differisce dalla gara consueta perché tutto dipende dalle armonie dei singoli pezzi, per Brancale non cambia nulla. Passa dal dialetto, all’Italiano e infine arriva allo spagnolo con una cadenza vocale disarmante. Perfetta. Voto: 7.

Sayf, Mario Biondi e Alex Britti: le cover cambiano tutto. Sayf ha fatto un Festival altalenante. Hit The Road Jack ha mostrato un artista vero con qualità che la kermesse aveva tenuto sopite. Talvolta, per scoprirle, è sufficiente avere i complici giusti. Voto: 7,5.

Belen torna all’Ariston

Francesco Renga e Giusy Ferreri: il tributo a David Bowie è un misto tra intensità e controllo vocale. Due timbriche diverse che si completano, anche grazie al lavoro di Mogol. Voto: 6,5

Arisa con il coro del Teatro Regio di Parma: il pathos e l’armonia caratterizzano questa esecuzione. Quello che le donne non dicono riesce a restituirlo al meglio la vocalità di Rosalba Pippa, con il placet della Mannoia. Voto: 6,5.

Samurai Jay, Roy Paci e Belen Rodriguez: l’esibizione era ad alto contenuto di appeal, la complicità fra l’artista e la performer è davvero altissima. Un’alchimia che sul palco dell’Ariston diventa dirompente. Ossessione sul serio. Voto: 6,5.

Michele Zarrillo e Sal Da Vinci: quando parte Cinque Giorni, cantano anche i sassi. Sarà per sempre sì (cit). Voto: 7.

Fedez&Masini con Stjepan Hauser: che vi ha fatto Gianna Nannini per deturparle una delle sue canzoni più rappresentative? Voto: 5.

Pausini di riflessione

Ermal Meta e Dardust: dal produttore al consumatore, un’intesa che emerge anche fuori dallo studio di registrazione. Voto: 6,5.

Nayt con Joan Thiele: giocate con i fanti, lasciate stare i Santi. De Andrè va toccato con la delicatezza di una carezza e il riguardo che si deve a un cantautore più unico che raro. Voto: 4.

Luchè e Gianluca Grignani: l’esibizione è stata intensa così come il gelo calato a fine canzone. Quando Grignani ha ritirato i fiori di Sanremo dicendo: “C’è il numero di Laura Pausini dentro? Perfetto, così la posso chiamare”. Pace fatta tra i due? Forse no. Voto: 6.

Chiello con Saverio Cigarini: Morgan non lo ha voluto accompagnare perché, afferma, lo avrebbe messo in ombra. Farlo esibire all’1.15 invece lo ha valorizzato? Voto: 5,5.

Leo Gassmann con Aiello: Era già tutto previsto, tranne lo sfogo del padre Alessandro sui social che hanno costretto a restare a casa perché parente di un concorrente in gara. Il caso è scoppiato dopo l’esibizione dei Morandi. La nuova polemica è servita. Voto: 6,5.

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