56 Giorni, alla scoperta del thriller erotico con Dove Cameron: ossessione e mistero in un’estetica elegante
56 Giorni è un thriller passionale e ricco di colpi di scena che vede emergere, fra gli altri, Dove Cameron. La star si libera dall’etichetta di ex icona Disney e ritrova consensi in un ruolo dark.
Prime Video cambia i parametri del thriller. La piattaforma si attiene alle tendenze attuali, ma stravolge qualsiasi prospettiva. Il genere ha reso grande una determinata categoria di film e serie tv in passato. 56 Giorni è qualcosa di diverso: un’opera che gioca, cinematograficamente, con la tensione per renderla attrattiva.
Una trama fatta di quotidianità che diventa, scena dopo scena, il terreno migliore per evolvere sul piano di intrecci e colpi di scena. Protagonisti della storia sono Ciara e Oliver, due giovani che si conoscono in un supermercato e finiscono per piacersi immediatamente. Quest’attrazione, in un luogo apparentemente innocuo, diventa una relazione coinvolgente che porta quasi subito al divampare di un sentimento che sembra essere dirompente.
56 Giorni, una nuova concezione del thriller
All’apice del romanticismo e della complicità arriva il cambio di fronte. Viene ritrovato un corpo brutalmente ucciso e in stato di decomposizione all’interno dell’appartamento di Oliver. Da questo tipo di epifania parte un’inchiesta parallela che dura 56 giorni, titolo della serie, in grado di sconvolgere gli equilibri della coppia e tramare strategie precise che porteranno persino a rivelazioni sconvolgenti. 8 episodi da guardare in rapida successione perchè ogni puntata e collegata alla successiva, dunque non c’è tempo e modo di uscire dal vortice narrativo.
Il merito di tale altalena emotiva risiede nella mano e nell’occhio di James Wan: regista e sceneggiatore considerato uno dei maestri dell’horror contemporaneo. Impossibile non annoverare fra le note di merito opere come The Conjuring e M3gan. In questa serie, invece, figura come produttore esecutivo e supervisore artistico. Accanto a lui ci sono, in maniera più operativa e mai subordinata, Lisa Zwerling e Karyn Usher in grado di trasformare il disagio in stile narrativo e l’erotismo in tensione psicologica.
Tensione e frammentazione
La visione alimenta, episodio dopo episodio, consapevolezze che vengono distrutte ciclicamente per ricostruire una nuova atmosfera tensiva. Autentico collante fino al termine del racconto. Ecco che torna il concetto di “sorpresa” abbinato allo stupore collettivo. Questo riporta ai fasti di Hitchcock ma in chiave più moderna ed elegante. Il fascino del brivido viene instillato attraverso la frammentazione graduale della quotidianità e la distruzione dell’erotismo quando subentra la paura e le congetture fanno spazio alle certezze.

Ogni cosa viene scombinata come se fossimo al cospetto di un puzzle da 1000 pezzi con cui fare i conti: ogni volta che sembra avere una forma precisa, arriva un pezzo di trama in grado di rimettere tutto in discussione. Montagne russe sul piano personale, scenico ed emotivo. Questo deve attendersi lo spettatore anche grazie a una cura al dettaglio quasi maniacale che passa attraverso l’estetica mirata degli ambienti e una gestione delle luci, con una fotografia che gioca sui diversi gradi di cupezza e l’alternanza di luminosità e ombra, impeccabile.
Dove Cameron, da ex star Disney a icona dark
Passiamo agli attori: i protagonisti Avan Jogia e Dove Cameron sono la punta di un iceberg fatto di professionisti e professioniste tutti appartenenti alla Gen Z. Un segnale preciso che determina come si possa lavorare su cult di settore (nello specifico horror) anche con chi è abituato a percorrere altri terreni professionali. Prendiamo l’esempio di Dove Cameron: la serie 56 Giorni, nel suo caso, rappresenta una riaffermazione.
Attrice e modella che intende staccarsi dalla concezione di ex star Disney, dimostrando che può attingere a qualsiasi repertorio e registro con uguale intensità e risultato. 56 Giorni è una scommessa vinta per gli appassionati e per coloro che hanno preso parte a un progetto destinato a fare da spartiacque nell’evoluzione stilistica del thriller emotivo che strizza l’occhio al mercato dell’horror senza entrarvi direttamente.