Morgan e Bugo, le brutte intenzioni e la maleducazione sul palco di Sanremo: 6 anni fa il siparietto che ha cambiato il concetto di backstage televisivo
Morgan e Bugo, la lite all’Ariston: Sanremo si avvicina e uno dei momenti più iconici della kermesse compie 6 anni. Le brutte intenzioni, la maleducazione e la brutta figura di ieri sera: un mantra che diventa fenomeno sociale.
Sanremo è Sanremo anche per gli imprevisti che segnano un’epoca. Quando si credeva di aver visto tutto, compresa l’incursione di Cavallo Pazzo sul palco dell’Ariston (“Questo Festival è truccato: lo vince Fausto Leali”) davanti a Baudo incredulo, sono arrivati Morgan e Bugo. I due si sono presentati in concorso con la canzone “Sincero”: duetto promosso e voluto da Amadeus, che decise di annoverarli tra i big in gara.
La coppia era sicuramente inedita e imprevedibile, non solo sul piano musicale. Infatti i due non hanno mai brillato per complicità, sin dalle prime battute della kermesse sono sembrati due poli opposti che hanno finito con l’attrarsi esclusivamente per esigenze professionali. Tradotto: la stima, di entrambi, verso l’altro era (ed è) ai minimi termini. Soltanto che allora nessuno poteva immaginarlo. Correva l’anno 2020, il Festival di Sanremo era condotto da Amadeus e Fiorello.
Morgan e Bugo, le brutte intenzioni sul palco dell’Ariston
L’anno prima dell’edizione passata alla storia per aver avuto il Teatro Ariston vuoto a causa dello scoppio della pandemia, con lo showman di Augusta e il collega costretti a intrattenere delle sedie vuote per cercare di alimentare lo spettacolo televisivo. Precedentemente a questi momenti indelebili, ne sono accaduti altri. Uno su tutti riguarda la lite avvenuta – nel 2020 – sul palco dell’Ariston tra il leader dei Bluvertigo e il collega Bugo.
Tutto comincia all’inizio della kermesse, nelle prime apparizioni entrambi sembrano posati. Le esibizioni del pezzo, dal titolo “Sincero” sembrano buone. C’è a chi piace e chi, invece, preferisce altro ma è nell’ordine delle cose. La giuria non può (e non deve) farsi piacere ogni cosa. Passa qualche giorno e i dissapori cominciano ad affiorare. Morgan – in alcuni collegamenti televisivi prima dell’esibizione serale – lancia qualche stoccata a Bugo. Indirettamente. Quest’ultimo incassa e non reagisce. Si arriva, dunque, al 7 febbraio 2020: entrambi sono protagonisti di una lite molto accesa nel backstage di Sanremo. A notte fonda, vengono chiamati per salire a cantare. Siamo, dunque, già formalmente nel giorno 8 febbraio 2020.
Amadeus e Fiorello increduli
L’inizio della fine: Bugo, ancora visibilmente scosso per quello che è successo precedentemente con il collega, inizia a cantare. Fa la sua parte e cede la parola a Morgan. Il quale, però, non canta la sua strofa: improvvisa un pezzo musicato sulla base della canzone originaria. “Le brutte intenzioni, la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera”. Morgan canta, Bugo si rende conto che ha storpiato volutamente la canzone, infuriato abbandona il palco. Silenzio. Morgan resta solo al centro del Teatro Ariston. Pubblico incredulo.
Le luci si alzano, Amadeus entra in Teatro. Che succede? Se lo chiede Morgan e Sebastiani di rimando si interroga: “Dov’è Bugo?”. A quel punto, per cercare di mettere fine all’imprevisto, entra in scena Fiorello e cerca di riordinare le cose. Senza riuscirci. Allora trasforma un momento di impasse in un pezzo comico d’avanguardia: “La colpa è tua, Amadeus! Chi li ha fatti mettere insieme sti due? Tu e ora te ne prendi la responsabilità. Anzi, sapete che vi dico? Anticipiamo tutto di una serata e domani non veniamo!”.
La diatriba legale
Il pubblico in delirio, tra risate e incredulità. Morgan e Bugo furono squalificati, ma quel momento rimane uno dei più controversi (e divertenti per il pubblico in teatro e a casa) della kermesse canora. La vicenda tra i due artisti è finita anche in tribunale con un’udienza a Imperia nel febbraio 2024. Bugo ha denunciato Morgan per diffamazione.
Quel che resta, oltre alla diatriba legale, è un siparietto che viene riproposto ciclicamente sui social e quella canzone improvvisata da Castoldi è diventata un ritornello più cantato dell’opera musicale portata in gara. Il Festival di Sanremo trae giovamento persino dagli imprevisti più duri da contenere: un “frullatore mediatico” capace anche di strappare un sorriso, dopo 6 anni la goliardia – rispetto a quel momento – è l’unico stato d’animo ancora tangibile.