Non solo La Casa di Carta, su Prime il nuovo film con Ursula Corbero
Su Prime Video è arrivato un nuovo film che vede protagonista Ursula Corbero, volto amatissimo de La Casa di Carta.
Per tutto il mondo è stata Tokyo, l’anima ribelle de La Casa di Carta. Un ruolo che l’ha resa un’icona globale. Ursula Corbero è invece oggi pronta a dimostrare il suo talento anche in altri prodotti televisivi. Dopo il successo fenomenale della serie Netflix, Corbero approda infatti su Amazon Prime Video con un nuovo progetto che promette già di tenere incollati gli spettatori al piccolo schermo. Diretto da Ines Pintor Sierra e Pablo Santidrian, e tratto dal bestseller di Ariana Godoy nato su Wattpad, la nuova fatica Prime si chiama Segui la mia voce. L’ambizione è quella di raccontare qualcosa di vero sulla salute mentale, la solitudine e il bisogno di connessione.
La trama del film Segui la mia voce
La storia ruota attorno a Klara, una ragazza che torna a casa dopo aver trascorsi 76 giorni in ospedale per ricovero a causa di problemi di salute mentale. La fanciulla soffre infatti di agorafobia, attacchi di panico e un’ansia che la paralizza. La sua è una vita che si muove in spazi chiusi e sicuri, e a supportarla ci sono sua sorella e il compagno, e un terapeuta che la sostiene nel percorso di guarigione. A rompere il suo isolamento è però Sigue mi voz, un programma radiofonico notturno condotto da Kang, una voce calma e accogliente che diventa per la ragazza un filo invisibile verso il mondo esterno.

All’inizio sembra che tra i due possa esserci una storia d’amore, ma questa si evolve sempre di più in un legame emotivo profondo, basato sull’ascolto, sulla fiducia e su un senso di appartenenza reciproca che nasce senza contatto fisico né pregiudizi. In realtà Klara non è l’unica a mostrare il suo dolore: anche Kang, che è uno studente immigrato coreano, nasconde le proprie ferite. Proprio in questo riconoscersi silenzioso che la trama si evolve ed esplora un significato ancora più profondo.
Le curiosità sul film
Le riprese della pellicole sono avvenute in diversi luoghi, tra cui Madrid e Seoul. Una duplice ambientazione che non ha svolto solo una funzione estetica, ma rappresenta nel concreto il legame culturale e le barriere geografiche che divide la protagonista – di origini europee – dallo speaker radiofonico coreano.