Sanremo 2026, i Conti non tornano: co-conduttrici ancora in stand-by per il Direttore Artistico, il retroscena sul cachet
Il Festival di Sanremo si avvicina, ma le co-conduttrici non sarebbero state ancora scelte. Questione di budget, il retroscena sul possibile cachet dei partecipanti confermerebbe uno stallo.
La quiete prima della tempesta. Sanremo 2026 sta attraversando una fase strana, dove a regnare è il silenzio. Una calma quasi surreale. Infatti, dopo le polemiche legate all’annuncio dei big da parte di Carlo Conti (che non hanno suscitato il favore del pubblico sui social), tutto è piombato in una serenità che sembrerebbe stonare con le premesse della kermesse canora più attesa del Paese. Le polemiche, questo lo diceva Pippo Baudo, fanno parte del Festival della Canzone Italiana. Tranne quest’anno. Tutto sembra fermo, in effetti lo è davvero, perché manca poco più di un mese al via e tanti – forse troppi – sono ancora i nodi da sciogliere.
Uno, non proprio di trascurabile importanza, riguarda le co-conduttrici. Carlo Conti ha annunciato, infatti, esclusivamente la presenza di Gianluca Gazzoli, come co-conduttore, nella serata finale della kermesse. Per il resto silenzio assoluto. Nessun nome, sia maschile che femminile, è stato fatto. Le indiscrezioni ci sono, ma restano poco sollecitate perché non ci crede neppure chi le ha messe in giro inizialmente. Sembra davvero una bolla che sta per scoppiare, ma c’è dell’altro.
Sanremo 2026, rebus co-conduttrici
Un retroscena, che avrebbe portato alla luce La Nuova Sardegna, in grado di spiegare perchè – attorno a Sanremo 2026 – regna l’omertà più assoluta. Mancano i nomi? No, manca il budget. Questo asserisce il quotidiano facendo riferimento alle parole rilasciate da Williams Di Liberatore, Direttore intrattenimento prime time. Il dirigente Rai ha fatto sapere che i costi per la realizzazione del Festival sono in linea con quelli dello scorso anno. Si parte da un budget di 7.930.000 euro.
Non proprio una cifra qualsiasi, è il 58% in più della somma prevista rispetto all’ultima convenzione. La coperta, tuttavia, sembrerebbe essere corta ugualmente. Il capitale di partenza, infatti, deve andare a coprire tutte le spese. La questione legata ai rimborsi alle major discografiche ha tenuto banco, relativamente al resto, nelle scorse settimane.
I numeri del Festival
I rubinetti in tal senso sono stati aperti maggiormente: le etichette discografiche non sono contente, ma accettano e comprendono lo sforzo compiuto da Viale Mazzini. Se, però, si apre da una parte, bisogna chiudere dall’altra. Le major discografiche avranno qualche rimborso in più a scapito di altro. Tra le voci da ritoccare, in agenda, c’è proprio quella legata a co-conduttori e co-conduttrici.
Infatti, sempre secondo quanto si apprende da La Nuova Sardegna, i nomi che dovrebbero affiancare il Direttore Artistico non sarebbero ancora stati annunciati per questioni economiche. I ruoli femminili sarebbero in fase di valutazione, ma mancherebbero gli estremi per chiudere. Tradotto: ci sono alcuni profili da valutare, ma le trattative sarebbero in stand-by perché l’obiettivo principale è tagliare le spese.
Tagli al budget
Dunque le indiscrezioni sulla presenza di personalità come Delogu, Fialdini, fian’anco Barbara D’Urso, ci sono ma c’è anche la volontà di prendere tempo per evitare di spendere più del dovuto. I compensi saranno rivisti, quindi, non solo per le co-conduttrici ma anche per gli ospiti di un certo spessore. Il riferimento è alla presenza possibile, ma non ancora confermata, di Laura Pausini ed Eros Ramazzotti.
La disponibilità da parte di entrambi ci sarebbe, ma per arrivare al sì definitivo occorre capire se gli artisti accetteranno un taglio nel cachet. Discorso analogo per Vanessa Incontrada e Clara, altre presenze annoverate nella lista dei volti papabili, che potrebbero anche arrivare all’Ariston ma non in qualità di ospiti fisse.
Corsa contro il tempo
Rimane, allora, un grande punto interrogativo da risolvere prima che sia troppo tardi. Prendere tempo, in questi casi, è doveroso. L’unica verità, a meno di due mesi dall’inizio della kermesse, però è che il tempo stringe e il conto alla rovescia non comincia solo per gli appassionati ma anche e soprattutto per gli addetti ai lavori chiamati a trasformare ogni problema in una soluzione definitiva. In gioco non c’è solo il futuro imminente della kermesse, ma un blasone da difendere per un evento che l’Italia esporta anche in Eurovisione. Il prossimo 24 febbraio 2026 ci saranno i blocchi di partenza, ma la deadline deve cominciare molto prima.