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Quanto costa il menù di Capodanno 2026 nei ristoranti di Alessandro Borghese

Un Capodanno di lusso, invenzione e ritualità italiana nei due ristoranti di Alessandro Borghese a Milano e Venezia: prezzi importanti ma non impossibili sull’onda del grandissimo successo delle sue rubriche televisive

28 Dicembre 2025 16:00

In casa Borghese il Capodanno non è una semplice cena, ma un rito. Un modo per chiudere l’anno con una promessa di bellezza, di abbondanza, di cura. Da Milano a Venezia, le due case firmate “AB – Il lusso della semplicità” diventano il palcoscenico di una notte che lo chef immagina come un viaggio: un percorso che intreccia territorio, memoria, gioco e naturalmente una buona dose di teatralità, elemento che Alessandro Borghese non ha mai nascosto di amare. Non è un caso che ogni piatto sembri un personaggio e ogni servizio una scena madre.

Capodanno con Alessandro Borghese

Per il 2026 Borghese sceglie un titolo evocativo e un po’ filosofico: “L’Essere svela l’Essenza”. Una frase che riporta all’idea di autenticità, quella semplicità raffinata che lui stesso ha trasformato in firma personale, e che torna a più riprese nelle sue creazioni. Ci riesce giocando sul filo sottile tra l’immaginazione e la tradizione, con un menù che punta più alla piacevolezza dell’esperienza che allo stupore fine a sé stesso.

Milano: la festa secondo Borghese

Nel ristorante milanese di Viale Belisario, in piena zona CityLife, la notte di San Silvestro ha il passo elegante delle grandi occasioni. Tutto comincia con il cosiddetto Prologo, una sequenza di assaggi che preparano l’ospite come si farebbe con gli spettatori in sala prima dell’alzata del sipario.

Il bauletto di pan brioche alle erbe aromatiche con gambero rosso, la millefoglie di pane guttiau con sedano rapa e caviale Cru Royal, il lecca lecca di baccalà mantecato: ogni boccone ha una sua piccola storia, una costruzione precisa, una scelta precisa di contrasti.

Poi arrivano le Scintille, dove gli scampi imperiali Porcupine diventano un piccolo gioiello di tecnica, poggiati su un’acqua di pomodori affumicati e accompagnati da una giardiniera che profuma di cucina domestica. È un equilibrio che Borghese ama da sempre: da una parte l’affumicatura, dall’altra il conforto dei sapori familiari.

La Pienezza dell’Essenza passa attraverso un raviolo di rombo con carciofi e mentuccia, mentre l’Intensità di gusto trova la sua forma in una spigola d’amo marinata alle erbe fini. Tutto scorre in un crescendo morbido, fino all’Interludio, uno sgroppino che pulisce il palato e prepara al gran finale dolce: il “Chocolatissimo di Capodanno”, mousse ai quattro cioccolati con frolla al cacao e ciliegia boero, un dessert che sembra pensato per rimanere nella memoria.

A mezzanotte non può mancare la tradizione: cotechino, lenticchie e panettone, seguiti dalla prima Cacio&Pepe del 2026, vero rito borghesiano che gli ospiti aspettano come un segnale di buon auspicio.

Il costo della serata milanese è di 300 euro, bevande escluse.

Alessandro Borghese
Alessandro Borghese, da poco in TV con l’undicesima edizione di Quattro Ristoranti – Credits SKY (TVBlog.it)

Venezia: la magia del lago e delle tradizioni

A Ca’ Vendramin Calergi, nel suo ristorante lagunare selezionato dalla Guida Michelin, Borghese compone un menu che parla veneziano ma con un dizionario nuovo. Anche qui l’apertura è una sequenza di chic-chetti, reinterpretati con lo stile dello chef: il pastrami di tonno rosso speziato e affumicato, il mini club sandwich in un boccone, l’hot dog di laguna rifinito con ketchup di peperone e ’nduja.

Il percorso “L’Essere svela l’Essenza” si muove poi verso i piatti più articolati: una zuppa di conchigliacei abbinata a una crema di mais dolce alla brace, seguita da un pane sfogliato ripieno di granseola. La Pienezza di Essere è affidata agli gnocchi ripieni di cavolo nero con baccalà confit e ai ravioli con ricotta fermentata, melagrana e anguilla affumicata, una sintesi perfetta della cucina veneziana rielaborata.

Si arriva così al rombo cotto a bassa temperatura, al beurre blanc al limone e al caviale Asetra, prima della cialda croccante al caramello che ospita una ganache al porcino e tartufo bianco: un boccone nato per sorprendere.

Il dessert è un omaggio alla città: una brioche veneziana tiepida farcita con crema allo zabaione e gelato alla vaniglia. Anche qui, allo scoccare della mezzanotte, arrivano il musetto e le lenticchie e anche qui, naturalmente, la prima Cacio&Pepe del nuovo anno.

Il costo del menu veneziano è di 500 euro a persona.

Una scelta controcorrente: la chiusura a Natale

Curiosamente, mentre il Capodanno è uno degli appuntamenti più celebrati nei ristoranti di Borghese, il Natale è per lui un momento di silenzio. Entrambi i suoi locali infatti chiudono, per lasciare allo staff la possibilità di tornare in famiglia, spesso lontana. Una scelta che lo stesso chef ha raccontato più volte con orgoglio: “Nessun successo ha valore se a chi lavora con te togli ciò che è importante”.