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Fantaghirò è il nostro guilty pleasure delle feste che resiste al tempo

Fiaba, nostalgia e un pizzico di trash: Fantaghirò è il rito televisivo delle feste natalizie che ci fa sentire di nuovo bambini, anno dopo anno.

24 Dicembre 2025 18:36

Fantaghirò torna puntuale durante le feste e ogni volta conferma un paradosso curioso. Si tratta di una saga fantasy televisiva nata negli anni Novanta, con tutti i suoi limiti produttivi e le sue esagerazioni, ma tutt’oggi continua a essere un richiamo fortissimo per il pubblico. Le prime cinque miniserie dirette da Lamberto Bava – trasmesse tra il 1991 e il 1996 – sono diventate un classico delle feste, un titolo che riemerge ciclicamente nel palinsesto e che molti associano a un’idea precisa, tutta domestica, di vacanza: il divano, la TV accesa in sottofondo, la cucina in attività. Il tempo finalmente più lento.

Disponibile anche in streaming su Disney+, Fantaghirò cambia però volto a seconda di come la si guarda. In televisione conserva ancora una dimensione “rituale”, quasi collettiva, che si intreccia con la memoria dell’infanzia e con l’atmosfera delle feste. È qui che si gioca gran parte del suo fascino, non soltanto nella storia della principessa ribelle e del suo mondo incantato, ma nel modo in cui quella storia si è incollata, anno dopo anno, alle abitudini natalizie di noi che la guardiamo.

Perché non possiamo non amare Fantaghirò

Fantaghirò - Alessandra Martines
Fantaghirò – Alessandra Martines

Fantaghirò è il nostro guilty pleasure delle feste, quello di cui un po’ ci vergogniamo ma di cui non possiamo fare a meno, che in uno scatto d’orgoglio  difendiamo a spada tratta perché va bene che è trash, ma sempre meno di molti programmi di oggi. Non importa quante volte l’abbiamo vista:la saga resta una cosa da Natale, da televisione accesa mentre in cucina si prepara il pranzo, da total relax sul divano quando fuori fa freddo.

Le prime cinque miniserie sono diventate un punto fermo dell’immaginario televisivo italiano. E tutti (tutti!) i bambini dell’epoca hanno avuto il taglio “a scodella” di Alessandra Martines. Purtroppo. E se neanche una serie amatissima come Stranger Things, oggi, riesce a riportarlo in auge, forse qualcuno potrà finalmente capire il trauma di un’intera generazione.

Ma, dicevamo, Fantaghirò. Basta che parta la sigla o che compaiano i titoli di testa per essere catapultati indietro di trent’anni, quando (per noi quasi quarantenni di oggi) il Natale significava vacanze scolastiche, giochi sul tappeto del salotto e adulti che entravano e uscivano dalla stanza dando solo un’occhiata distratta allo schermo.

Le repliche natalizie, puntuali come un orologio, hanno fatto il resto riuscendo a trasformare un prodotto di un’epoca che non c’è più in un classico delle feste al pari di Parenti Serpenti – ma con molto meno cinismo e molti più buoni sentimenti. Ora quando la Rai o Mediaset paventano l’idea di non mandarla in onda (e spesso accade) è un colpo al cuore che però puntualmente rientra quando dall’alto degli scranni televisivi ci confermano che verrà trasmessa. E non potrebbe essere altrimenti. Quando Romualdo (Kim Rossi Stuart) fa la prima apparizione sul piccolo schermo, allora è chiaro che il Natale può ufficialmente iniziare.

In questo senso, Fantaghirò ha assunto lo stesso ruolo dei film che tornano ogni anno in TV: non li guardiamo perché sono perfetti, ma perché fanno parte del calendario delle feste, tanto quanto il panettone e la tombola.

Il fascino dell’imperfezione

Fantaghirò - Kim Rossi Stuart
Fantaghirò – Kim Rossi Stuart

Rivedere la serie oggi significa fare i conti con tutti i suoi limiti. Gli effetti speciali sono artigianali (la CGI non era ancora approdata in TV, almeno non da noi), le scenografie sono quelle tipiche degli anni Novanta, tangibili e piene di cartapesta, i dialoghi hanno una solennità che oggi fa sorridere. È una fiction che non ha paura di essere ingenua, a volte persino goffa, in cui la recitazione è qualcosa su cui sorvolare. Ma forse è proprio questo che funziona ancora.

Fantaghirò è trash nel senso più affettuoso del termine. Non finge di essere quello che non è, non rincorre il realismo, non strizza l’occhio allo spettatore con manierismi inutili, non vuole essere moderna. È una fiaba che va dritta per la sua strada e che una volta che ci ha conquistato non ci lascia più andare.

E quella  interpretata da Alessandra Martines è una principessa diversa da quelle a cui eravamo abituati e anticipa di qualche anno anche le principesse Disney più audaci. Ribelle, ostinata, poco incline alle regole, Fantaghirò combatte, si traveste da uomo, rifiuta il destino che le viene imposto. Fa tutto questo con naturalezza e ci propone un modo diverso di essere femminili, di essere donne. Diventando un’eroina, una delle prime, che ha segnato un’intera generazione senza nemmeno accorgersene.

Accanto a lei, il principe Romualdo rappresenta il romanticismo più classico: bello, leale, pronto a sacrificarsi. La prima crush di moltissime ragazzine. Il loro è un amore totale, semplice e molto canonico, che oggi può apparire ingenuo ma che allora era l’essenza stessa del lieto fine. Oggi è vero, i tempi sono cambiati, ma quanto è bello ritrovare un sentimento così banale come l’amore senza cucirgli addosso mille ansie e turbamenti?

La Strega Nera e Tarabas: i personaggi che hanno reso iconica Fantaghirò

Fantaghirò - Brigitte Nielsen
Fantaghirò – Brigitte Nielsen

Tutto bello, ma ammettiamolo: se Fantaghirò è diventata un cult gran parte del merito va ai suoi antagonisti. La Strega Nera interpretata da Brigitte Nielsen è l’esempio perfetto di come sarebbe la cattiva delle fiabe se fosse in carne e ossa. I suoi costumi improbabili, gli atteggiamenti sopra le righe e una presenza scenica impossibile da ignorare: ogni sua apparizione è memorabile, teatrale, assolutamente fuori misura. In una parola: perfetta.

Poi c’è Tarabas, il villain tormentato, cupo, incredibilmente affascinante, che mette in crisi la protagonista (e noi) fornendo un’alternativa concreta al più belloccio Romualdo. Insomma, un’altra crush. Con il tempo Tarabas è diventato uno dei personaggi più amati della saga e la sua ambiguità ha introdotto una complessità nuova che ancora oggi divide il pubblico: c’è chi resta fedele a Romualdo e chi, ancora oggi, sceglie Tarabas senza esitazioni. Anche questo fa parte del gioco.

Quando vederla in TV quest’anno

Insomma, alla fine Fantaghirò è molto più di una fiction fantasy. È un rifugio sentimentale, emotivo, un modo per riconnettersi con un’idea di Natale e delle festività in generale che oggi sembra lontana. La guardiamo con ironia e un pizzico di imbarazzo, consapevoli dei suoi difetti, ma anche con un affetto sincero.

Ma la domanda che tutti stavate aspettando è: ci sarà quest’anno in TV? La risposta è sì, ma a Capodanno. Il canale Mediaset Twenty Seven (tasto 27 del telecomando) propone una maratona per passare in modo diverso la notte che ci porta al nuovo anno. Dalle 19.00 del 31 dicembre verranno trasmessi in sequenza i cinque film per la TV di Lamberto Bava, pronti a brindare con Fantaghirò?