Home Disney+ Disney apre a Sora: via libera ai video generati con i suoi personaggi

Disney apre a Sora: via libera ai video generati con i suoi personaggi

L’intelligenza artificiale non sta più ai confini, ma inizia a riscriverli insieme ai grandi studios. Un punto di svolta è in atto

16 Dicembre 2025 18:30

Di come l’intelligenza artificiale sia stata accolta dal mondo del cinema, diversamente, a seconda del “ruolo” che si riveste al suo interno, è stato chiaro fin da subito. Da una parte attori, doppiatori, tecnici, quindi tutta la parte “attiva” sul piede di guerra – che non hanno disdegnato affatto scioperi e proteste – dall’altra, case di produzione che non credono ai loro occhi di poter mettere mano su uno strumento che porta grossi risparmi di tempo e di denaro.

Una cosa che il mondo creativo accusa a questa macchina (infernale?), è proprio quella di essersi appropriata di quella scintilla che l’essere umano ha: l’estro, inventiva, immaginazione, fantasia, o se vogliamo dirlo in forma mistica, sostanzialmente “l’anima”.
Ma il punto del non ritorno, se non è stato già superato, è a pochi ciak, tanto che negli ultimi mesi, la promessa dei video generati dall’AI ha iniziato a sembrare più concreta che mai. Sequenze brevi, movimenti credibili, atmosfere cinematografiche costruite a partire da poche righe di testo.

Il debutto di Sora, un modello text-to-video e un’app per social media sviluppata da OpenAI, ha messo sull’attenti gli addetti ai lavori, ma ha anche riportato al centro un nodo che rimane ancora irrisolto dell’industria audiovisiva contemporanea: il diritto d’autore nell’era dell’intelligenza artificiale generativa. Un territorio instabile, fatto di sperimentazioni e limiti non sempre chiari, in cui l’innovazione corre più veloce delle norme.

Un’alleanza che ridisegna le regole del gioco

Quale nome si associa di più a fantasia e immaginazione se non quello di Disney? E come un paradosso di poco gusto, proprio Disney e OpenAI hanno siglato un accordo triennale che consente a Sora – e anche agli strumenti di generazione visiva collegati a ChatGPT – di utilizzare ufficialmente un vastissimo catalogo di personaggi e asset appartenenti agli universi Disney, Pixar, Marvel e Star Wars. Una collaborazione che segna un punto di svolta: per la prima volta, l’AI generativa entra in contatto diretto con l’iconica casa di produzione attraverso una licenza esplicita.

Sora Disney
Sora porta l’AI generativa nel cuore dell’immaginario Disney – sora.chatgpt – tvblog

Non si tratta solo di un via libera creativo. Disney diventa anche uno dei principali clienti di OpenAI, con l’obiettivo di integrare le API dell’azienda in nuovi prodotti e servizi. L’orizzonte va ben oltre la sperimentazione: si parla di funzionalità inedite per Disney+ e di un uso strutturato dell’intelligenza artificiale all’interno dell’ecosistema del gruppo. Grazie all’intesa, Sora può ora attingere a oltre 200 personaggi, ambienti, oggetti di scena e veicoli provenienti da alcuni dei franchise più riconoscibili al mondo. Dai classici dell’animazione come Topolino o Cenerentola fino ai mondi più recenti di Pixar, passando per supereroi Marvel e figure leggendarie della galassia di Star Wars.

È però fondamentale chiarire un punto: l’accordo riguarda i personaggi, non le persone. Volti, voci e sembianze di attori reali restano esclusi, a tutela dei diritti individuali degli interpreti. Un confine preciso che mostra come la partnership punti a un uso controllato e responsabile dell’AI. E questo fa ben sperare. Negli ultimi anni, Disney ha dimostrato di non tollerare l’uso non autorizzato delle proprie proprietà intellettuali da parte di piattaforme di intelligenza artificiale. I casi Midjourney e Character.AI lo confermano. Le cose oggi non cambiano più di tanto: creare contenuti con personaggi Disney al di fuori di ambienti autorizzati resta una violazione.

Sora, invece, opera all’interno di una cornice legale definita. Questo significa che immagini e video generati tramite la piattaforma, nei limiti previsti dalla licenza, non infrangono il copyright. Un passaggio chiave per l’intero settore, che potrebbe diventare un modello per future collaborazioni tra studios e sviluppatori di AI. L’accordo tra Disney e OpenAI non è solo una notizia tecnologica, ma un segnale di grande impatto: l’industria dell’intrattenimento smette di osservare l’AI da lontano e sceglie di entrarci in dialogo, ponendo regole chiare. Per creativi, registi e fan, si apre uno spazio inedito? Sicuramente quello in cui l’immaginazione incontra l’algoritmo.

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