Caso Tatiana Tramacere, la dura posizione di Roberta Bruzzone: “Le emergenze inventate non meritano rispetto”
Sul caso di Tatiana Tramacere, la ragazza scomparsa e poi ritrovata per scelta volontaria, la criminologa Roberta Bruzzone chiede che sia lei stessa a coprire i costi delle ricerche parlando senza mezzi termini di reato penale e di emergenza inventata
L’intervento di Roberta Bruzzone sul caso di Tatiana Tramacere, la 27enne di Nardò scomparsa per dieci giorni e poi ritrovata in una mansarda insieme a un amico, ha acceso un dibattito piuttosto vivace.
Roberta Bruzzone sul caso Tramacere
La criminologa, volto noto della TV e consulente forense, ha definito la vicenda “un esempio di emergenza inventata” e ha chiesto che il caso diventi un precedente “chiaro e non equivocabile su quello che non può essere non solo consentito, ma nemmeno tollerato….”
Secondo Roberta Bruzzone, se verrà confermata la natura volontaria dell’allontanamento, non è accettabile che i costi delle ricerche, giorni e giorni di perlustrazioni di personale specializzato e agenti delle forze dell’ordine ricadano sulla collettività. Nelle ultime ore, il caso ha mobilitato centinaia di volontari, unità cinofile, droni, elicotteri e forze dell’ordine, mentre il Paese seguiva l’evoluzione temendo un epilogo tragico.
“Un’intera comunità – ha scritto Roberta Bruzzone sui suoi profili social – è stata tenuta con il fiato sospeso. Non si può giocare con le istituzioni, con le risorse pubbliche e con la paura delle famiglie. Le emergenze vere meritano rispetto. Quelle inventate, no”.

“Paghi e si assuma le sue responsabilità”
Il commento arriva mentre sul caso continuano gli accertamenti. Per ora non risultano ipotesi di reato formali anche se l’ipotesi di procurato allarme è quanto mai verosomile. Secondo alcuni esperti, tra i quali il penalista Pierpaolo Dell’Anno, la configurazione del procurato allarme sarebbe tuttavia difficile da sostenere, poiché presuppone una segnalazione volontariamente falsa, cosa che al momento non risulta attribuibile alla giovane. Il procurato allarme, in definitiva, prevede che qualcuno attivi una emergenza: cosa che in effetti in questo caso non si è verificata.
Resta però aperto un piano diverso: quello del costo umano, operativo ed emotivo. La famiglia di Tatiana ha parlato di sollievo, ma anche di “incredulità” e della necessità di capire che cosa abbia spinto la giovane a isolarsi senza avvertire nessuno. Diversa invece la situazione del giovane che la ospitava, uno dei primi a essere stato ascoltato: sarebbe stato lui a sviare le indagini, con la ragazza nascosta nella sua mansarda anche durante una perlustrazione.
Il parere di Roberta Bruzzone
Per Roberta Bruzzone, il punto centrale è il messaggio pubblico, ovvero ciò che la gente assumerà da quanto avvenuto: “Se tutto finisce senza conseguenze, il rischio è che questo diventi un modello. E questo sarebbe un segnale gravissimo. Sarebbe come dire che qualsiasi atto simile a questo passerebbe senza conseguenze. Non è ammissibile…”
Il caso ora resta nelle mani della Procura e della valutazione dei magistrati. Nel frattempo, sui social e nei programmi televisivi dedicati alla cronaca, il dibattito è destinato a proseguire.
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