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James Cameron contro Netflix: il dibattito che potrebbe cambiare le sorti dell’audiovisione

James Cameron, noto regista e produttore, attacca duramente Netflix e i suoi vertici. Il dibattito, sul futuro dell’audiovisivo, potrebbe animare e cambiare le prossime tendenze in fatto di film e serie tv.

27 Novembre 2025 15:53

Netflix pigliatutto. Alcune settimane fa è uscita l’indiscrezione che vorrebbe il colosso di Ted Sarandos interessato all’acquisizione del catalogo cinematografico della Warner Bros Discovery. La società, nella fattispecie, vorrebbe concentrarsi più sulla parte televisiva e cedere il reparto cinematografico (inclusi i titoli di maggior rilievo) a terze parti vorrebbe dire incamerare introiti e salvare un industria al collasso. L’offerta fa gola a molti, infatti – oltre Netflix – ci sono altri potenziali acquirenti che stanno bussando alle porte della Warner: in primis Paramount.

L’azienda ha infatti espresso interesse notevole per il pacchetto azionario della concorrenza, Netflix tuttavia avrebbe compiuto un passo in più mettendo un consulente di mercato a controllare la contabilità della Warner. Tradotto in termini pratici: Netflix si sta informando sulla situazione economico-finanziaria del comparto Warner per garantire un’offerta ponderata. Segno che il passo vuole essere fatto. È solo una questione di tempo, ma Discovery – sul piano cinematografico – avrà presto un nuovo proprietario. Certezza che ha smosso, fra gli altri, anche James Cameron.

James Cameron attacca Netflix

Regista e produttore, noti i suoi lavori più iconici: da Avatar a Titanic, passando per Terminator e Alien, che non ha nascosto la propria rimostranza in merito a un possibile passaggio di consegne. “Penso che la Paramount possa essere la scelta migliore. Se Warner Bros andasse a Netflix, sarebbe un disastro. Scusami, Ted, ma cavolo! Sarandos ha dichiarato senza mezzi termini che i film per il cinema sono morti. Il cinema è morto, citazione senza virgolette”.

Netflix, la polemica  James Cameron
Netflix, la polemica James Cameron (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Il discorso di Cameron, all’interno di The Town, podcast del noto insider Marr Belloni, ha tolto qualsiasi filtro alle divisioni della categoria. La settima arte, in questo momento, è divisa. Lo streaming non fa paura: si teme per il futuro delle sale cinematografiche. Finché c’era il sentore di un pluralismo condiviso, gli addetti ai lavori sembravano viaggiare tutti sulla stessa lunghezza d’onda.

Il futuro della settima arte

Non appena il colosso Netflix ha cominciato ad allargare le maglie in ambito produttivo, sono cominciate le esitazioni e anche gli scontri dialettici. Nello specifico Cameron appartiene a coloro che si definiscono cultori della sala. Non propriamente un purista del cinema, ma pensa – e non lo ha mai nascosto – che il valore della sala (anche per un certo tipo di indotto che viene alimentato e condiviso) non possa essere sostituito.

Inoltre il regista e produttore ritiene Sarandos un “furbacchione che convince i creduloni”. Anche tale definizione si rifà a una promessa che il Patron di Netflix avrebbe strappato agli scettici. Ovvero che, in caso di acquisizione degli Studios cinematografici della Warner Bros, i titoli cinematografici non sarebbero diminuiti. Insomma Netflix, questo ha garantito Sarandos, riporterebbe i film in sala. L’attacco di Cameron, però, è frontale: “Se un’opera rimane in sala 10 giorni e poi passa direttamente su piattaforma, è un attacco al cinema e a chi vi lavora”.

La compravendita può cambiare le sorti dell’audiovisivo

Secondo Cameron, l’idea che Netflix stia salvando il cinema non è vera: si tratta di una scorciatoia mediatica che favorirebbe soltanto l’impoverimento di piccole e medie produzioni in tutto il mondo. Questo il pensiero del regista e produttore. Parole che hanno aperto una vera e propria faida tra artisti del settore. Ci sono i pro Cameron e i contro Cameron. Una vera e propria divisione che animerà il dibattito nei prossimi mesi. Tutto dipenderà dall’esito di una compravendita che sembra già essere uno spartiacque.