Home Retroscena Anna Marchesini, l’incontro con Silvio Berlusconi e il contratto sfumato con Mediaset: il retroscena che poteva cambiare la storia di Cologno Monzese

Anna Marchesini, l’incontro con Silvio Berlusconi e il contratto sfumato con Mediaset: il retroscena che poteva cambiare la storia di Cologno Monzese

Anna Marchesini è stata e resta un simbolo anche televisivo. Le sue scelte, dentro e fuori dal palco, hanno cambiato il modo di fare intrattenimento. Il retroscena del contratto annullato con Silvio Berlusconi.

19 Novembre 2025 13:40

Anna Marchesini ha rivoluzionato il modo di fare teatro e televisione, i principi noti a tutti tra ribalta e retroscena sono stati stravolti in nome di esibizioni più moderne e dinamiche. L’attrice, tra espressioni e atteggiamenti ben precisi, ha dimostrato che in scena era ed è possibile fare qualsiasi cosa con il garbo e la determinazione di chi tende a non passare inosservata.

Una performer – così come un attore o attrice – deve mostrarsi senza orpelli e deve essere capace, quando e se necessario, di sparigliare le carte. Anna Marchesini ci riusciva con i suoi personaggi che, successivamente, sono arrivati in televisione. Rigorosamente grazie a Pippo Baudo che battezzò, in termini televisivi, quello che venne denominato il trio: Marchesini, Lopez e Solenghi.

Anna Marchesini, il sodalizio con Lopez e Solenghi

Tre professionisti, un solo risultato: il più alto possibile. Ciascuna rappresentazione non era esclusivamente una messinscena, ma una riproposizione di quello che andava o non andava nel Paese. I tre hanno elevato il concetto di satira. Le loro esibizioni erano una presa di coscienza costante, in mezzo a tante risate e qualche azzardo.

Anna Marchesini, nello specifico, trascinava il gruppo di lavoro non solo dal punto di vista scenico. Era una vera e propria guida anche in termini autorali. Da TastoMatto a I Promessi Sposi, fino a In Principio era Il Trio. Tutti format che lei ha curato in prima persona condividendo idee, numeri e gag con i propri compagni di avventura. I quali erano pronti a dire la propria, ma concepivano Anna Marchesini come faro.

Un faro per il trio

Solenghi e Lopez, che oggi lavorano insieme, tendono a sottolineare ogni volta che possono quanto manchi la lucidità della Marchesini all’interno della loro attuale esperienza lavorativa. L’attrice è venuta a mancare nel 2016 dopo il decorso della malattia che l’ha attanagliata per molti anni, la quale però non le ha tolto la voglia di fare e sperimentare nemmeno durante le ultime apparizioni che hanno impreziosito una florida carriera.

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Anna Marchesini (la sessuologa) – TvBlog

Tornando al passato, il percorso professionale del trio (Marchesini, Solenghi, Lopez) fu rigorosamente in Rai per una scelta precisa della donna. Anna Marchesini, nello specifico, non ha gradito l’ascesa della televisione privata. In altre parole: l’interprete gradiva la possibilità di avere un’alternativa in quello che allora veniva definito tubo catodico, ma non amava i metodi di Silvio Berlusconi. L’uomo che, a livello economico e contenutistico, ha dato vita a Mediaset: la prima alternativa concreta alla televisione pubblica.

Silvio Berlusconi e l’ascesa di Mediaset

L’ascesa di Silvio Berlusconi in tal senso è cosa nota: dal soprannome “Sua emittenza” allo sviluppo di Cologno Monzese fino al polo radiotelevisivo che conosciamo oggi. In mezzo tante trattative e altrettanti cambi di scuderia: Berlusconi, infatti, puntava tutto sul fattore economico. Cercava di prendere i protagonisti di Viale Mazzini per portarli a Cologno Monzese: questo passaggio era ben pagato e lasciava spazio alla creatività.

Il compianto Patron di Mediaset ingaggiava un professionista e gli lasciava, per così dire, campo libero: poteva esprimersi al meglio considerando quali fossero i contenuti necessari per mettere in difficoltà la concorrenza. In quegli anni il monopolio della Rai imperversava e l’alternativa generalista doveva, necessariamente, essere forte mischiando le carte e offrendo qualcosa di accattivante.

Lo sanno bene Gigi Sabani, Corrado, Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Mike Bongiorno e Loretta Goggi. I primi a passare la mano abbandonando l’allora televisione pubblica per concedersi una parentesi a Mediaset: la generalista iniziava a espandersi perché Silvio Berlusconi sapeva convincere tutti. O quasi. C’era ancora, nei primi anni Novanta, chi sapeva dire no. Una di queste fu senz’altro Anna Marchesini.

La trattativa con Anna Marchesini

Nei primi anni del trio, quindi qualche tempo prima degli anni 90, Berlusconi rimane affascinato dal talento di questi tre professionisti. Il Patron di Cologno Monzese vuole averli a Mediaset, che non era ancora il polo radiotelevisivo che conosciamo oggi. L’azienda era in ascesa, allora il fondatore si muove in prima persona per tentare il bliz. Solenghi e Lopez parlano, ancora oggi con un pizzico di malinconia, di un incontro fra le parti: un aperitivo in via dell’Anima con Silvio Berlusconi in prima linea. Talmente convinto di riuscire a strappare il sì del trio, da presentarsi direttamente con un calice di champagne in mano.

Anna Marchesini con Tullio Solenghi e Massimo Lopez
Anna Marchesini con Tullio Solenghi e Massimo Lopez (Wikipedia profilo ufficiale) – TvBlog

“Allora – domandò l’ex Premier – signora Marchesini cosa le piace della mia televisione?”. Perentoria, glaciale, netta la risposta dell’attrice: “Nulla”. A quel punto, la proposta contrattuale venne fatta con particolare persuasione: “Questo è un assegno in bianco – chiarì Berlusconi – mettete voi la cifra”. Quel numero non venne mai aggiunto e il trio rimase in Rai per le esibizioni più promettenti. Questo, in termini professionali, fu uno dei pochi rimpianti di Silvio Berlusconi: non essere riuscito a convincere Anna Marchesini.

Il progetto mai nato a Cologno Monzese

Alessandro Ferrucci, che ha intervistato Lopez e Solenghi su Il Fatto Quotidiano due anni dopo la morte di Anna Marchesini, racconta che i colleghi dell’attrice rimasero attoniti e a ripensare oggi a quell’aneddoto non possono che continuare a sorridere con un pizzico di nostalgia: “La non diplomazia di Anna, in certe occasioni, ci manca. Bilancia il nostro pragmatismo. I 12 anni con lei ci hanno arricchito e migliorato”.

Da quel no secco della Marchesini a Mediaset seguirono ulteriori sviluppi, dell’intrattenimento e del Varietà, ma se – ipoteticamente – l’attrice avesse accettato di passare a Cologno Monzese la storia dell’emittente e del polo radiotelevisivo sarebbe cambiata ancor più rapidamente. Berlusconi, infatti, aveva già pronta una serie di programmi per loro. Progetti che rimasero in un cassetto, proprio come il sogno del Patron di Mediaset di vedere Anna Marchesini sulle sue frequenze.