Barbara D’Urso, il purgatorio televisivo di Carmelita: da insostituibile a sparring partner di Selvaggia Lucarelli
Barbara D’Urso a Ballando Con Le Stelle viene ricordata, mediaticamente, come sparring partner dialettica di Selvaggia Lucarelli: sono più celebri i suoi battibecchi che le coreografie mostrate dall’inizio del programma.
Aveva detto che del passato televisivo non avrebbe più parlato, il suo addio a Mediaset – tra allontanamenti non previsti e scelte destinate a cambiare – ha segnato un momento ben preciso nella vita di Barbara D’Urso. La quale è passata dall’essere volto di punta di Cologno Monzese a diventare un carattere “scomodo” di cui disfarsi.
Un’escalation che la donna ha provato a chiarire prima a mezzo stampa, con qualche intervista dove ha spiegato che la scelta di accompagnarla alla porta non è stata affatto condivisa ma si è trattato di decisioni aziendali, e poi con qualche riferimento sul piccolo schermo da colleghe e amiche delle quali si fida. Senza calcare la mano altrove, ma promettendo che – da un certo punto in poi – l’argomento Mediaset sarebbe diventato tabù. “Del passato non parlo”, ha scandito alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione di Ballando Con Le Stelle. Tanto basta per guardare oltre. Altro giro, altra tv. Almeno questo è quello che la conduttrice, ballerina per un anno, sperava.
Barbara D’urso, la nuova vita professionale su Raiuno
L’arrivo da Milly Carlucci – che l’ha corteggiata strenuamente per averla nel cast di Ballando – doveva essere per la D’Urso un punto di ripartenza. Una linea dritta su cui proseguire per mettere ordine all’interno del caos mediatico in cui, nei mesi scorsi, prima dell’inizio della trasmissione targata Ballandi, si è ritrovata. Essere sè stessa per mostrare e dimostrare di che pasta è fatta: “A Mediaset mi chiedevano determinate cose e io quelle facevo”, ha dichiarato la presentatrice rispondendo alle provocazioni di chi – mediaticamente – le ha sottolineato come fosse invischiata (rispetto ai trascorsi di Cologno Monzese) in un certo tipo di televisione trash.

Un contesto che, secondo la D’Urso, non rappresenta appieno la propria personalità e la presenza a Ballando Con Le Stelle dovrebbe servire proprio a determinare che – professionalmente – per lei, semi-citando una celebre canzone, oltre al trash c’è di più. Ambizione che, tuttavia, si scontra con una realtà del piccolo schermo che non perdona. Barbara D’Urso, da quando è cominciato lo show di Raiuno che anima il sabato sera, ha dimostrato di saper ballare. Nessuno, o quasi, però si ricorda delle sue performance. Non perché balli male o perchè il suo insegnante, Pasquale La Rocca, non sia all’altezza. Semplicemente di come balla Barbara D’Urso, in termini mediatici, non interessa a nessuno.
I battibecchi con Selvaggia Lucarelli
Lo Share si anima soltanto quando lei, volutamente o no, pungola Selvaggia Lucarelli in giuria. E viceversa. Un gioco delle parti che somiglia, stavolta sì, a un passo a due. Senza musica, però: la colonna sonora sono le frecciatine che si lanciano a vicenda. Dall’inizio del programma non c’è stata una puntata in cui è stato possibile avere uno scambio di battute pulito, senza riferimenti al vetriolo, per capire effettivamente l’evoluzione (nel ballo, ma anche nella capacità di occupare il piccolo schermo) di Barbara D’Urso. La donna è approdata a Ballando Con Le Stelle per togliersi di dosso l’etichetta di rappresentante del trash e rischia, se continua un simile dibattito attorno alla sua figura professionale, di rafforzare la convinzione opposta.

Si è passati a parlare delle sue ciglia, dei suoi sguardi, delle occhiatacce, dei riferimenti a frasi dette da altri su una sua possibile (o non possibile) vittoria finale, fino all’ultimo battibecco con Selvaggia Lucarelli dove è emersa la seguente conversazione: “Era un po’ un mappazzone – ha sottolineato la scrittrice rispetto alla performance della D’Urso – se non avessi saputo che fosse samba avrei fatto fatica a distinguerla. Sembra di vedere ogni puntata la stessa cosa. Non possiamo dire che siete pessimi, però…”.
L’ultimo scontro
Selvaggia Lucarelli, subito dopo, interrompe il giudizio tecnico (che stava finendo) per sottolineare: “Neanche mi guardi in faccia, Barbara, così diventa difficile. Sembra che rifiuti quello che dico”. In un istante il ballo è passato in secondo piano, per iniziare un altro tipo di coreografia – stavolta di stampo dialettico – che non ha risparmiato sorprese e ulteriori frecciatine.
Pronta la risposta di Barbara D’Urso: “Io guardo Pasquale perchè stai parlando con lui, ma ora ti guardo fissa”. L’atmosfera si accende immediatamente e la curiosità dei telespettatori aumenta. Le scintille sono sempre ben accette, dal punto di vista mediatico, ma il vero quesito è un altro: tutto questo fa bene, professionalmente, a Barbara D’Urso? La domanda diventa lecita nel momento in cui la conduttrice ed ex volto di punta di Canale 5 ha fatto presente, in ogni occasione, che Ballando Con Le Stelle avrebbe dovuto e potuto rappresentare il proprio riscatto professionale (in tv, perchè a teatro e in altri contesti è sempre andata bene) dopo un periodo buio.
È possibile, dunque, riscattarsi mettendo in atto i medesimi meccanismi che l’hanno portata ad essere (anche) aspramente criticata e allontanata altrove? Se un certo tipo di televisione urlata e cicaleggiante era il problema di fondo, perchè riproporla in un nuovo contesto dove l’esigenza primaria era quella di farsi valere per altro e farsi conoscere sotto un’altra veste?
Da capro espiatorio televisivo a sparring partner dialettica
Barbara D’Urso, fra le altre cose, ha sottolineato che non fossero vere le voci che avrebbero voluto attribuirle un cachet astronomico per essere presente a Ballando Con Le Stelle: “È tutto molto lontano dalla realtà, io ho accettato il cachet – come tutti immagino – che mi ha proposto la Rai con molta fiducia”. Qualsiasi cifra sia, perchè non è un problema di numeri, è giusto – in ambito professionale – riproporre gli stessi schemi dialettici e le medesime tecniche di dibattito viste nei suoi programmi del passato a Cologno Monzese?
Barbara D’Urso è passata dall’essere un capro espiatorio perfetto per Piersilvio Berlusconi a diventare la sparring partner dialettica di Selvaggia Lucarelli, perché la scrittrice è calata perfettamente nel proprio ruolo di giurata divisiva e pungente, mentre l’ex conduttrice si trova costretta esclusivamente a ricevere e incassare i colpi tra frecciatine al veleno e riferimenti costanti a trascorsi che vorrebbe cancellare. Almeno dalle discussioni a favore di telecamera. Quando intendeva ripartire televisivamente, voleva davvero farlo in questo modo?
Una vittoria di Pirro
La risposta può saperla soltanto lei, magari un giorno la dirà attraverso un contesto che gradisce, come TvTalk che ha detto di amare anche se non lo guarda spesso: potrebbe, quando e se vorrà, sottolineare se effettivamente è appagata di questo ruolo che la Rai le ha ritagliato. L’esperienza a Ballando Con Le Stelle sarà sicuramente una sorta di “limbo” mediatico in attesa di vederla impegnata in altri contesti, forse proprio a Viale Mazzini, ma questo “purgatorio televisivo” potrebbe rappresentare un prezzo troppo alto da pagare sul piano del consenso generale.
L’ex conduttrice per il pubblico, ormai, è sinonimo di battibecco costante: viene attesa soltanto per capire su cosa litigherà con Selvaggia Lucarelli e questo non rende giustizia a una professionalità che c’è ma dovrebbe emergere. Stando così le cose, vien fuori soltanto la figura mediatica di una D’Urso perennemente in ostaggio della provocazione. Un gioco delle parti da cui Carmelita, così la chiamano i fan, ne esce fortemente ridimensionata. Ballando Con Le Stelle non è ancora finito, ma Barbara D’Urso dovrebbe iniziare a domandarsi perché finisce intrappolata – suo malgrado o no – nei medesimi meccanismi che le hanno reso professionalmente difficile la vita passata. Trascorsi da cui ancora è difficile divincolarsi, anche per questi fuoriprogramma (?) che favoriscono lo Share ma non il Curriculum.