Amadeus, da insostituibile a meteora sul Nove: com’è cambiato il suo apporto in tv
Amedeo Sebastiani, nel giro di un anno e mezzo, è passato dall’essere uomo ovunque a diventare una meteora televisiva. Non è soltanto una questione di contesto televisivo diverso. Cos’è cambiato.
Amedeo Sebastiani è un grande appassionato di calcio, al punto da aver chiamato suo figlio Josè in onore a Mourinho. L’uomo che ha portato il triplete all’Inter, squadra del cuore del conduttore. Gli piace talmente tanto il calcio che applica le metafore sportive alla propria carriera professionale. Durante i suoi Festival di Sanremo, quando sembrava essere in bilico, faceva riferimento spesso alle emozioni contrastanti che ciascun allenatore prova prima di una partita importante.
Celebre una sua dichiarazione in sala stampa all’Ariston: “Io so di aver dato e fatto il massimo, poi se la Rai deciderà di puntare su altri la prenderò come quando un allenatore viene esonerato dalla società ma sa di aver dato tutto”. La Rai voleva, invece, continuare a puntare su di lui, ma il conduttore – proseguendo a ragionare per metafore – ha preferito seguire le sirene di mercato.
Amadeus, dalle stelle alle stalle
Nell’aprile 2024, infatti, Sebastiani – in arte Amadeus – firma un contratto con Discovery al termine di una florida carriera in Rai. Non solo i Festival di Sanremo con Fiorello, che lo hanno reso una colonna del piccolo schermo, ma anche la rinascita di un format noto come Affari Tuoi che – senza l’apporto di Sebastiani – avrebbe rischiato di spegnersi lentamente. Il conduttore lo ha cambiato in meglio, consegnandolo poi a Stefano De Martino rinnovato e pronto per fare incetta di ascolti. Stesso dicasi per Stasera Tutto È Possibile.

Il futuro di Sebastiani erano 4 anni di contratto in Warner Bros Discovery. Se ne parla già al passato perchè, nel giro di un anno e mezzo, la situazione si è capovolta. Quello che sembrava essere una certezza prima, ora non lo è più. Amadeus, infatti, al Nove era arrivato con le migliori premesse: un uomo in rampa di lancio che, dopo tanta gavetta, aveva ottenuto la propria ribalta in Rai. Approdava al Nove con l’ambizione di portare alla rete lo stesso contributo che ha portato Fabio Fazio nel talk show, guardando però all’intrattenimento. A ognuno il suo: Amadeus avrebbe dovuto inventarsi nuovi format per lanciare il Nove (e la Warner Bros) verso nuove vette di ascolto.
La prova del Nove tra ambizione e fallimento
Il passare del tempo, tuttavia, non ha aiutato il conduttore: Sebastiani porta sul Nove format già conosciuti che non rendono come sperato. Il remake de “I Soliti Ignoti” – cambiato esclusivamente nel titolo: “Chissà Chi È” – non ce l’ha fatta a imporsi nel recente passato contro lo “strapotere” mediatico di Affari Tuoi che lo stesso Sebastiani aveva contribuito ad alimentare quando era in Rai. Il primo programma targato Amadeus, sul Nove, finisce per sciogliersi come neve al sole. La Corrida, portata per la prima volta nella propria storia televisiva in Discovery, durante la prima edizione fa numeri interessanti e salva in corner Amadeus. Arriviamo, quindi, alla stagione televisiva odierna.
Sebastiani deve inventarsi un nuovo gioco in access e lo fa con The Cage, prima di continuare a veicolare talenti improvvisati con la nuova edizione de La Corrida. Accade, tuttavia, che la concorrenza in quell’orario si fa serrata anche altrove e Amadeus si ritrova a fare numeri non all’altezza dei propri trascorsi. Il conduttore, anche alla luce del contratto che ha, si sente sotto esame. In qualche maniera ci finisce e capita fuori dai radar Auditel, con certe risposte di pubblico era inevitabile. Al punto che le indiscrezioni sulla stampa nazionale, si vedano i retroscena raccontati da Affari Italiani, danno il presentatore in uscita dalla Warner Bros Discovery a gennaio prossimo.
La Corrida, una parziale operazione nostalgia
Nel 2026 l’emittente potrebbe non rinnovare il contratto a Sebastiani perchè, parlando sempre per mezzo di metafore calcistiche tanto utilizzate dal presentatore, non sono stati raggiunti gli obiettivi sperati al momento della firma sull’accordo condiviso. Una sorta di esonero in piena regola, sebbene di questa eventualità non ci siano ancora conferme – né tantomeno smentite – da parte dell’azienda o del conduttore stesso.

Si arriva, dunque, alla nuova edizione (la seconda targata Warner Bros Discovery) de La Corrida. L’unica possibile ancora di salvezza, in termini di Auditel, per Amadeus. I risultati, però, sono più bassi rispetto allo scorso anno. Se l’edizione passata era cominciata sfiorando il 7-7,5% di Share, attualmente il programma viaggia sugli standard del 4,5%. Troppo poco per un titolo cult come quello rappresentato dal format: comincia a esserci un problema anche con i trascorsi televisivi. Il programma che fu di Corrado non può accontentarsi di certi risultati.
Mediaset, solo una parentesi
Dunque, la pressione mediatica (e non solo) nei confronti del conduttore aumenta. Sebastiani, per farsi vedere di più e dimostrare che televisivamente esiste ancora, è andato anche a Mediaset: la parentesi ad Amici di Maria De Filippi e This Is Me doveva servire a ribadire una competenza (che nessuno ha mai messo in dubbio fra gli addetti ai lavori) agli occhi del pubblico per poi cercare una fidelizzazione altrove.
Amadeus, infatti, a Mediaset non ha sfigurato. Tuttavia, non è riuscito a portare il pubblico dalla sua parte. Ovvero sul Nove che, per l’ascoltatore medio (fatta eccezione per Che Tempo Che Fa di Fazio), è ancora una landa desolata dove ci si passa per caso e non con l’intenzione di restarci a lungo. Sebastiani è passato dall’essere volto di punta a diventare una piacevole casualità del piccolo schermo.
L’ultima sfida
È sempre una questione di equilibrio, ma tale contrappasso potrebbe ridefinire – in qualche maniera – il suo futuro professionale. Ancora un rebus. Quello che manca, da qualunque prospettiva, sono le soluzioni. La Warner Bros dovrà trovarle in fretta a scapito, o a vantaggio, di una personalità che ha sempre amato le sfide. L’ultima, più importante, è restare aggrappato all’etere radiotelevisivo per trasformare l’attuale indifferenza in nuovi applausi.