Home Notizie Francesca Barra, l’intelligenza artificiale e le immagini rubate senza consenso: responsabilità e rischi del piccolo schermo

Francesca Barra, l’intelligenza artificiale e le immagini rubate senza consenso: responsabilità e rischi del piccolo schermo

Francesca Barra, nota giornalista televisiva, è finita su un sito per adulti dove (con l’inganno) la sua immagine è stata collocata a foto intime. L’intelligenza artificiale un’arma a doppio taglio anche in tv.

28 Ottobre 2025 13:00

Francesca Barra e il confine tra vero, falso e verosimile. La giornalista televisiva sono giorni che sta denunciando un abuso subìto. La sua immagine – catturata con l’inganno – accostata a corpi senza veli su un sito per adulti. Questo è possibile fare, ma non solo, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie, infatti, consentono l’utilizzo di DeepFake, DeepNude e altri espedienti simili: ovvero l’utilizzo del volto di personaggi più o meno famosi per scopi diversi. Compreso quello di associarlo a un corpo senza veli per poi diffondere, senza il minimo consenso, le foto intime. Il corpo non è quello della Barra, ma il volto sì. Riproposto nel minimo dettaglio.

Questo diventa un problema, perchè – come afferma la giornalista – non esiste una legge che tuteli situazioni del genere. Manca proprio la cultura del consenso. Mentre l’opinione pubblica inizia a schierarsi e prendere posizione, la televisione rilancia la vicenda. Stavolta senza citare il nome del sito in questione, per non alimentare ulteriori curiosi che farebbero più male che bene alla causa. Il punto, ora, è un altro: l’intelligenza artificiale è un valore aggiunto oppure un mezzo oltraggioso per la televisione?

Francesca Barra, scoppia il caso: “La mia immagine rubata e messa su un sito per adulti”

La domanda prevede una risposta semplice che diventa, tuttavia, complicata nella sostanza. L’intelligenza artificiale non è un danno, dipende dall’uso che se ne fa. Anche in televisione. Se sulla Rete troviamo centinaia di immagini contraffatte e video alterati, anche a scopo di lucro, in grado di coinvolgere tantissimi altri volti noti oltre la Barra: da Annalisa a Veronica Gentili, passando per Chiara Ferragni, Michelle Hunziker e Laura Pausini, in televisione è necessario far passare il messaggio che i corpi – con o senza veli – non diventino merce.

Francesca Barra, giornalista di Rete 4
Francesca Barra al centro dello scandalo delle foto alterate su un sito per adulti (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Infatti dev’esserci una regolamentazione, che ancora non esiste proprio perché l’AI è una novità con cui il mondo sta prendendo le misure, che determini dove inizi e finisca il consenso. Qual è il confine fra intrattenimento e oltraggio. Quando, giustamente, si prende posizione per la diffusione di foto intime contraffatte senza alcun tipo di controllo in Rete, è necessario anche pensare che la stessa formula – in contesti diversi – è stata usata nel recente passato sul piccolo schermo.

Dal DeepNude al DeepFake: gli effetti dell’AI sul piccolo schermo

Quello che ha denunciato Francesca Barra si chiama DeepNude e prevede l’alterazione dell’immagine per farla diventare una foto intima o un video. Mentre, in televisione, spesso si è visto il DeepFake: ovvero la possibilità di ricreare il volto di un vip nei minimi dettagli per poi metterci la voce o l’interpretazione di un imitatore. Questo, per molti, è considerato puro e semplice intrattenimento. Invece è parte del problema, ecco perchè le trasmissioni che lo utilizzavano – almeno in Italia – sono state richiamate all’ordine.

Ricorrere a meccanismi simili richiede tutta una legislazione che, in Italia e non solo, deve essere ancora messa a punto. Per questo e altri motivi, il DeepFake in televisione non si vede più con la stessa frequenza di un tempo. Il pubblico deve capire, e questo passa soltanto con accortezza generale di chi i programmi li fa e li trasmette, che anche fare intrattenimento presuppone procedure da seguire e confini entro cui sottostare. Le parodie, anche con l’aiuto delle alterazioni AI, devono avere un’autorizzazione specifica. Il problema non esiste solo nello Stivale. La questione, per altre vie, è arrivata anche in America.

La protesta negli Stati Uniti

Infatti, negli States, attrici e attori sono scesi in piazza per chiedere maggiore tutela e autorizzazioni nell’uso dell’AI perchè si sono ritrovati in pubblicità ingannevoli di cui non erano assolutamente a conoscenza. Semplicemente il loro volto è stato estrapolato senza consenso. In questo Far West delle nuove tecnologie, non è ancora il momento della rivolta dei robot, ma l’opinione pubblica comincia a risentirsi.

Tornando all’Italia, la testimonianza di Francesca Barra resta un monito anche per chi non gestisce siti illeciti. Un’attenzione maggiore, rispetto a rischi e possibilità dell’intelligenza artificiale, è richiesta soprattutto a chi agisce e opera con certi strumenti per lavoro. La nuova cultura del consenso passa anche attraverso un certo tipo di intrattenimento: originale, aggiornato e consapevole.