Home Notizie Fiorello torna in Rai e scuote il palinsesto: la sua “incursione” serale ha riscattato il valore del Varietà

Fiorello torna in Rai e scuote il palinsesto: la sua “incursione” serale ha riscattato il valore del Varietà

Fiorello torna su Raiuno con un anticipo di Pennicanza che sveglia tutti. 22,4% di Share in cinque minuti. Il valore del Varietà è riscattato.

20 Ottobre 2025 13:27

Fiorello torna in Rai e fa quello che gli riesce meglio. Sparigliare le carte. Aveva avvisato del suo ritorno, tra indizi disseminati durante la settimana scorsa e dirette social con qualche altro particolare. Pochi, ma buoni, dettagli e tanta sorpresa. Così – nella domenica di Raiuno – Fiorello s’inserisce con uno show lampo come è stato definito. Cinque minuti, senza Bruno Vespa, per annunciare La Pennicanza.

Mission perfettamente riuscita. Il risultato è un Varietà pronti-via dove c’è tutto: tempi, sorprese e dinamismo. In particolare c’è il pubblico che guarda. E in Rai, soprattutto di questi tempi, è l’unica cosa che conta. I dati del preserale sono più che buoni, ma la realtà dei fatti è che a partire da luglio scorso De Martino con Affari Tuoi soffre la concorrenza di Gerry Scotti.

Fiorello, 5 minuti in Rai per riscoprire il Varietà

Il collega (e amico di Fiorello) su Canale 5 riesce sempre a far meglio in termini di pubblico: La Ruota della Fortuna è più seguita, al punto che Rosario Fiorello – alla sua maniera – lo fa notare portandone un frammento televisivo su Raiuno. Mediaset in Rai. Fenomeno televisivo dell’anno. Da studiare, così come sicuramente vanno analizzati i dati.

Biggio e Fiorello con la prima e ultima puntata del loro show lampo hanno totalizzato il 22,4% di Share. Affari Tuoi, nonostante il gancio eccellente, realizza il 22,9% di Share. Vuol dire che molta gente ha guardato Fiorello inizialmente e, poi, ha cambiato canale. Spostandosi altrove. Verosimilmente sul canale principale della concorrenza. Una riflessione che deve spingere Viale Mazzini a interrogarsi sul futuro e le formule del preserale.

La Pennicanza scuote il palinsesto

Questioni che a Rosario Fiorello interessano relativamente. Lui, con la collaborazione di Fabrizio Biggio, pensa a La Pennicanza. Format radiofonico dove lo show viene fatto – in prevalenza – con musica e voce. Il resto, ovvero le sorprese con relative incursioni che potrebbero capitare, lo mette lo showman di Augusta. Il quale ha un unico pensiero: riscattare, a dovere, il Varietà. Non solo in televisione, ma con qualsiasi mezzo possibile.

Rosario Fiorello nello studio di Cinque Minuti
Fiorello torna in radio con La Pennicanza (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Ne aveva già parlato alla camera ardente di Pippo Baudo: “Chi raccoglierà l’eredità della sua televisione?”. Questa era la domanda principale che si poneva. Fiorello, con il suo operato, vuole divertirsi ma soprattutto divertire. Dimostrare che, in tempi dove la comfort zone televisiva regna sovrana, portare una scossa è ancora possibile. Novità che guardano avanti senza dimenticare il passato. Anzi, prendendolo come spunto.

L’eredità di Baudo e Vianello

Questo ha fatto ieri il mattatore siciliano, con uno staff d’eccezione al seguito: coreografie, canzoni e monologhi pungenti. Un mix di 5 minuti che vale una stagione. Fare il massimo è ancora possibile, in barba alle complicazioni e ai vincoli che potrebbero esserci. Fiorello, per sua stessa ammissione tra il serio e il faceto, in Rai fa quello che vuole.

La realtà, però, è leggermente diversa: lo showman di Augusta non fa quello che vuole, ha semplicemente il coraggio di osare. E non l’ha trovato adesso con l’età. È una caratteristica che ha sempre avuto, proprio come ce l’aveva Baudo, Tortora e Vianello. Tutti diversi, ma in grado di mettere a disposizione del pubblico qualcosa in più.

Lo show come filosofia di vita

Il Varietà non è solo un tipo di programma, televisivo o radiofonico, è una filosofia di vita. Un metodo di lavoro che non può prescindere dalla capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo con idee sempre innovative. Le incursioni in altri programmi, oggi, sono all’ordine del giorno televisivamente parlando. Fiorello le faceva quando questa possibilità era vista come un azzardo. Lo stesso vale per la radiofonia. Lo showman si è permesso di portare altre radio (frammenti di trasmissione) nel proprio spazio.

Lo ha fatto a Deejay, lo ha riproposto a Radio2 e forse – a La Pennicanza – farà altre cose ancora. Le chiamano, giustamente, innovazioni ma sono suggestioni che attraversano la mente di chiunque quando si tratta di ragionare fuori dagli schemi. La differenza tra Fiorello e gli altri è che lo showman, dopo aver pensato a un espediente potenzialmente assurdo e discretamente compromettente, lo porta a compimento. Tra il dire e il fare c’è di mezzo Fiorello, che si tratti di radio o televisione. E questo, non solo in termini di ascolti, fa ancora tutta la differenza del mondo.