Home Notizie Sabato sera, cercasi Varietà: perché non si torna a puntare sul grande intrattenimento televisivo

Sabato sera, cercasi Varietà: perché non si torna a puntare sul grande intrattenimento televisivo

Il Varietà televisivo sembra essere un’utopia, ma forse è quello che il pubblico vorrebbe vedere in tv. Cosa manca per riproporlo.

6 Ottobre 2025 18:58

Guardare la televisione, al sabato sera, è diventata una sfida all’ultima esibizione. Gli italiani, oramai, sono giudici indiretti messi sul divano a vedere gli altri che ballano (con o senza stelle) e provano a divertirsi. Mentre loro assistono inermi ai talenti – mancati o meno – di chi è in gara. Ballando Con Le Stelle e Tu Sì Que Vales sono praticamente speculari in questo: uno punta sui vip che si mettono in gioco sulla pista da ballo, con una giuria severa che mette i voti a qualunque performance sul palco.

L’altro fa praticamente la stessa cosa, scegliendo arbitrariamente se qualcuno vale o non vale, mentre perfetti sconosciuti si mettono alla prova su un palcoscenico di fronte alla giuria popolare. Il sabato sera in tv è diventato una perenne pagella, tra promossi e bocciati. Dove il pubblico si diverte (?) a vedere qualcuno promuovere o bocciare gli altri. Tra siparietti organizzati e risate finte.

Ballando Con Le Stelle e Tu Sì Que Vales, due facce della stessa medaglia

Una situazione che, forse, poteva andar bene fino a qualche anno fa, quando chiunque aveva la smania social e commentava ogni cosa sulle piattaforme per aggiungersi ai giudici che decidevano in diretta cosa fosse meglio fare. Ora i social sono rimasti, ma determinati talent show – spacciati per gran Varietà – cominciano a stancare. E lo dicono gli ascolti: Ballando Con Le Stelle, sistematicamente, arriva dietro Tu Sì Que Vales ma le percentuali non sono poi così distanti.

Bonolis nuovo giudice Tu si que vales
Tu Sì Que Vales e Ballando Con Le Stelle nel vuoto lasciato dal Varietà -foto rai-mediaset- tvblog.it

Significa che il pubblico sceglie indistintamente senza una preferenza netta per l’una o l’altra cosa, giusto per non trascorrere una serata con la televisione spenta. Ci sono le piattaforme, ma la grande e unica verità – che in pochi vogliono considerare davvero – è che il pubblico al sabato sera vuole divertirsi, emozionarsi. Fare festa anche se non può uscire di casa.

Che fine ha fatto il Varietà?

In tempi (andati) in cui la televisione presentava poche alternative stare a casa era un must, perchè il tubo catodico univa le famiglie e organizzava anche visioni comuni fra differenti quartieri. Ora, invece, stare a casa è una scelta: chiunque volendo potrebbe fare qualsiasi cosa ma resta a casa perchè vuole una compagnia diversa che non imponga necessariamente l’uscita o la spesa imprevista. Guardare la televisione è una conseguenza, ma non può diventare una sfida alla rassegnazione.

Loretta Goggi ricordo Pippo Baudo
Loretta Goggi e Pippo Baudo da giovani foto: Facebook @Loretta Goggi in FB – (tvblog.it)

Chiunque accende la tv, al sabato sera, sa già cosa aspettarsi. Questo è deleterio. Il sabato sera televisivo è sacro, lo ha dimostrato un evento tragico per l’intrattenimento italiano: la morte, recente, di Pippo Baudo. Uno dei maestri della televisione italiana è passato a miglior vita e su RaiPlay – oltre alla replica su Raiuno – hanno trasmesso una puntata di Papaveri e Papere. Il pubblico, rivedendola, è rimasto estasiato: un Varietà nel vero senso della parola. Dopo anni intrisi di talent, esibizioni e voti da presunti o veri maestri dalla penna rossa, si torna a vedere un grande spettacolo. Dove a intrattenere sono conduttori, attori e cantanti di un certo livello e il pubblico fa il pubblico.

Papaveri e Papere, un’utopia da rincorrere

Non giudica: guarda, ammira, ride. Si stupisce, riflette, ascolta. Si emoziona grazie a una coreografia, un balletto, un monologo. Uno sketch. Tutte cose appartenenti al passato, ma di cui – sicuramente – c’è ancora voglia. Anche perchè, in quel frangente di ricordo e cordoglio, la platea sui social ha cominciato a chiedersi: “Perchè non c’è più una televisione di questo tipo?”. La risposta più immediata è stata perchè non ci sono quasi più persone come Baudo, Corrado, Enzo Tortora.

pippo baudo chi è il figlio
Il Varietà è la vera eredità di Pippo Baudo – tvblog.it

Un’analisi più attenta però sottolineerà – a più riprese – come il Varietà sia diventato una sorta di utopia televisiva. Spaventa anche solo a pensarci: non va più, dicono molti. La realtà è che per mettere su uno show degno di nota servono soldi e capacità. Rai e Mediaset ce l’hanno, ma conservano anche la paura del flop. In Italia si rischia poco e si preferisce l’usato sicuro: se qualcosa funziona, dev’essere spremuto fino all’inverosimile. Prima di passare, inevitabilmente, ad altro.

Ballando Con Le Stelle ha vent’anni, Tu Sì Que Vales 12. Per quanto ancora è necessario trovare la stessa minestra riscaldata sulle reti principali delle maggiori emittenti italiane? È il momento di una sferzata: è il momento del Varietà. Lo hanno provato a fare, a Mediaset, in tempi recenti, con Michelle Hunziker: la prima edizione di Michelle Impossible, infatti, è andata molto bene. La seconda meno, in fase calante, per via del medesimo schema riproposto senza alcun tipo di novità. Un Varietà – quand’anche valido – ha bisogno di freschezza e innovazione anno dopo anno.

Lo show è ancora alla portata di tutti?

Questo lo sapeva bene Baudo, Bongiorno, Corrado e i giganti di un tempo che non c’è più. Lo sa bene, guardando al presente, anche Fiorello considerato un maestro del Varietà. Lui, giustamente, non vuole più farlo alla sera. In primis per sopraggiunti limiti di età e in secundis perchè serve un ritmo e una scrittura diversa. Sono necessarie idee e c’è ancor più bisogno di investimenti importanti. Occorre qualcuno che possa tirar fuori il meglio dal presente televisivo italiano per plasmarlo in show.

fiorello furto in casa
Il Varietà può ancora rivoluzionare la televisione italiana (foto ig @rosario_fiorello) tvblog.it

Il Varietà italiano è atteso come una cura e lo si può intuire anche dal fatto che, quando in Rai torna Stasera Tutto È Possibile, che non è un Varietà ma ci va molto vicino, le persone aspettano e guardano compiaciute. Il divertimento torna a farla da padrone in televisione e il pubblico – quando il presentatore saluta – ha sempre l’impressione che vada via uno di famiglia. In Rai, dopo Stasera Pago Io e Il più grande spettacolo dopo il weekend, ci sono stati esempi di Varietà godibili. L’ultimo – in ordine di tempo, escludendo Viva RaiPlay che è andato in onda principalmente su piattaforma – Laura e Paola con Pausini e Cortellesi insieme che hanno dimostrato di saperci fare e tenere uniti ospiti e sorprese in corso d’opera con maestria. Senza strafare, ma convincendo.

Cambiare rotta è possibile

Recentemente, a Viale Mazzini, tolti gli esperimenti con Meglio Stasera – il quasi one-man-show di Stefano De Martino, in termini di Varietà, c’è il deserto. Eppure basterebbe davvero poco per dare una svolta: prendere un qualsiasi budget degli attuali programmi del sabato sera, in tal caso Ballando Con Le Stelle, e dirottarlo su una nuova creatura che prenda le mosse dal passato senza scimmiottarlo. I professionisti a sostenere un cambio di rotta simile non mancherebbero. Discorso analogo per Mediaset.

È sufficiente un primo passo per abbandonare il torpore e l’abitudine che pervade l’attuale sabato sera televisivo italiano. Il pubblico accetta a capo chino una situazione, come quella attuale, per inerzia ma c’è voglia di uscire da un’anestesia locale che potrebbe presto trasformarsi in accanimento. I talent show restano una risorsa, ma non possono diventare l’unico espediente possibile quando si parla di intrattenimento.