Morto Jerry Adler, l’indimenticabile Hesh de I Soprano
Addio all’attore americano Jerry Adler, scomparso a 96 anni, volto cult della serie HBO I Soprano e protagonista di una lunga carriera tra Broadway, cinema e televisione.
Agosto porta un altro lutto al mondo dello spettacolo, che saluta Jerry Adler, attore americano e volto indimenticabile della televisione soprattutto per il suo ruolo morto apprezzato di Herman Hesh Rabkin ne I Soprano.
L’attore si è spento a New York, aveva di 96 anni. Il grande pubblico lo ricorda soprattutto per un ruolo che assunse una importanza fondamentale nella storia della serie TV Sopranos: Herman “Hesh” Rabkin, consigliere e amico fidato di Tony Soprano, con il passare degli episodi e delle stagioni si rivelò un personaggio carismatico, ironico e ambiguo, che contribuì a definire il successo di una delle fiction più celebrate di sempre.
Chi era Jerry Adler
Jerry Adler, nato a Brooklyn il 4 febbraio 1929 da una famiglia ebrea, aveva iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo dietro le quinte, come assistente e direttore di scena nei teatri di Broadway. Nel 1956 fu stage manager di My Fair Lady, spettacolo leggendario interpretato da Rex Harrison e una giovanissima Julie Andrews.
Per decenni Adler lavorò con alcuni dei giganti del teatro e del cinema mondiale: da Arthur Miller a Orson Welles, da Marlene Dietrich a Katharine Hepburn. Una carriera solida, discreta, costruita lontano dai riflettori.
La fama dopo i 60 anni
Paradossalmente la fama arrivò molto tardi, quasi in età da pensione. A 60 anni suonati Jerry Adler, quasi controvoglia, iniziò ad apparire in televisione, e in breve tempo divenne un volto ricorrente. Un volto inconfondibile, ma anche tanti anni nel dietro le quinte alle spalle e accanto di grandissimi attori lo avevano reso un personaggio estremamente affidabile e preparato.
Oltre a I Soprano, otto anni di programmazione, uno dei maggiori successi di sempre tra le fiction televisive di inizio millennio, partecipò a numerose altre serie di enorme popolarità come Rescue Me, dove interpretava il capo dei vigili Sidney Feinberg, e The Good Wife, nei panni dell’odioso avvocato Howard Lyman.
Non mancarono ruoli meno evidenti ma significativi in altre serie Transparent, Mad About You, Broad City e Un medico tra gli orsi. Sempre capace di passare dal dramma alla commedia con naturalezza, Jerry Adler seppe lasciare un segno anche in parti brevi.
Jerry Adler, dalla TV al Cinema
Il cinema gli offrì ruoli memorabili. Nel 1993 fu diretto niente meno che da Woody Allen, che lo aveva avuto come direttore di scena a teatro in Misterioso omicidio a Manhattan. Nel 2008 Charlie Kaufman lo scritturò in Synecdoche, New York, mentre nel 2014 fu tra i protagonisti di 1981: Indagine a New York di J.C. Chandor. Un curriculum che, pur senza il peso delle grandi star hollywoodiane, anche perché Adler, legatissimo a New York, non volle mai trasferirsi a Los Angeles, racconta di un professionista apprezzato e rispettato.
La fine della carriera di nuovo a teatro
A Broadway Jerry Adler tornò, dopo tanti anni da tecnico e manager di scena anche come interprete: nel 2000 in Taller Than a Dwarf e nel 2015 in Fish in the Dark di Larry David, il suo ultimo ruolo importante, dove interpretava il padre del protagonista. Un cerchio il suo che si è chiudeva, dalle quinte al palcoscenico, quarant’anni come assistente e quasi venticinque come interprete di successo.
Il ruolo di Hesh Rabkin
Il suo Hesh Rabkin, ex produttore musicale ebreo legato alla famiglia mafiosa di Tony Soprano, era uno dei personaggi più complessi e stratificati della serie. Con il suo cinismo arguto e la calma apparente, Hesh rappresentava un ponte tra due mondi – quello della cultura ebraica e quello della mafia italoamericana – dando alla serie profondità storica e realismo culturale. Una figura amata dal pubblico e rispettata dalla critica, al punto da diventare simbolo dell’intera epopea televisiva creata da David Chase.
Non male…
Jerry Adler lascia la moglie Joan Laxman, psicologa, sposata nel 1994. In queste ore sono moltissimi i messaggi di cordoglio di colleghi e fan. Frank J. Reilly, suo amico e attore, lo ha ricordato così: “Non male per uno che ha iniziato a recitare solo a 65 anni”.