Home Notizie Addio a Pippo Baudo, il padre della televisione italiana: le reazioni del mondo della politica, della TV e della cultura

Addio a Pippo Baudo, il padre della televisione italiana: le reazioni del mondo della politica, della TV e della cultura

La notizia della morte di Pippo Baudo, 89 anni, ha colto di sorpresa il sabato di Ferragosto con moltissime reazioni di affetto e cordoglio da parte di tutte le voci più autorevoli della cultura e delle istituzioni.

16 Agosto 2025 23:20

La notizia coglie di sorpresa le redazioni italiane, ormai in chiusura al termine del sabato di Ferragosto. Pippo Baudo se n’è andato sabato 16 agosto, all’età di 89 anni, lasciando un vuoto che va ben oltre gli studi e i palinsesti televisivi.

Il leggendario conduttore siciliano è morto al Campus Bio-Medico di Roma, dove era ricoverato da alcune settimane. La notizia è stata confermata dal suo storico avvocato, Giorgio Assumma, e ha immediatamente scatenato una valanga di reazioni commosse da parte di tutto il mondo dello spettacolo, della politica e della cultura italiana.

L’ultima apparizione TV di Pippo Baudo

La notizia è stata battuta dalle agenzie poco prima delle 21. Alle 22.55 RAI Uno sospende la programmazione per una edizione straordinaria di pochi minuti. E subito dopo va in onda una lunga carrellata di quasi tute le trasmissioni più significative in cui Baudo era stato il grande protagonista. Dal bianco e nero al colore, dal 4:3 ai 16:9 fino alla sua ultima presenza in TV, 2021, ospite di Ballando con le Stelle come ballerino per una notte. Quaranta minuti di omaggio davvero straordinario e toccante, che hanno percorso non meno di 40 anni della storia della TV italiana. Subito dopo una delle ultime apparizioni ufficiali di Baudo, ospite di Gigi Marzulloper la presentazione di un suo libro.

Pippo Baudo, una carriera straordinaria

Pippo Baudo è stato senza dubbio il volto più emblematico della TV italiana, capace insieme a pochi altre figure eccellenti come Corrado, Enzo Tortora e Mike Bongiorno, di traghettare lo spettacolo più popolare in anni in cui fare televisione significava davvero avere in mano un potere enorme e una responsabilità.

Quella di Baudo è stata una figura trasversale capace di attraversare decenni di storia senza mai perdere centralità né identità. La sua carriera, iniziata negli anni ’50, è passata per tutti i programmi cardine del varietà italiano: Canzonissima, Fantastico, Domenica In, ma soprattutto il Festival di Sanremo, che ha condotto in 13 edizioni, diventando sinonimo stesso del Festival, sia come conduttore che come direttore artistico.

La morte di Pippo Baudo: Giorgia Meloni e le istituzioni lo ricordano così

La morte di Baudo è stata accolta con profondo cordoglio da moltissimi volti noti e da tute le voci più autorevoli delle isituzioni italiane. Giorgia Meloni lo ha definito “uno dei più grandi protagonisti della storia della televisione italiana”.

Ignazio La Russa lo ha ricordato come “un buon amico che ha dato lustro alla nostra Sicilia”, mentre Matteo Salvini ha scelto una semplice ma sentita dedica: “Buon viaggio, caro Pippo” attraverso i suoi social.

Antonio Tajani ha ricordato il suo ruolo nel raccontare l’Italia dagli anni ’60 al nuovo millennio, mentre la RAI, in un comunicato congiunto dei vertici, ha parlato di Baudo come di “una parte fondamentale della nostra storia culturale, l’architetto stesso della RAI, una colonna di una parte insostituibile della cultura nella storia di questo paese”.

Il ricordo commosso di Fabio Fazio

Il tributo più articolato è arrivato da Fabio Fazio, che lo ha definito “la televisione stessa”. “Pippo ha strutturato la TV. Quella lingua lì l’ha scritta lui. Il varietà come lo conosciamo oggi lo ha inventato lui. Sanremo, come lo viviamo, è stato plasmato da lui” ha scritto Fazio, oggi a Nove dopo moltissimi anni in RAI.

Ricordando poi la loro frequentazione umana più che professionale, sottolineando la naturalezza con cui Baudo sapeva stare in video. Non era un mistero che Baudo vedesse proprio in Fabio Fazio uno dei conduttori in grado di raccogliere la sua eredità. A cominciare dalle due edizioni di Sanremo condotte da Fazio che Baudo aveva giudicato entusiasticamente: “Quasi migliori persino delle mie…” aveva detto nel 2001.

Ventura, Conti, D’Urso, Gerry Scotti

Anche Simona Ventura e Barbara D’Urso hanno affidato ai social messaggi di gratitudine e dolore. Barbara D’Urso ha scritto: “Baudo è stato un maestro per chiunque faccia questo lavoro, padre della TV italiana. Ha formato generazioni di artisti”.

Carlo Conti ha parlato di un collega innarrivabile, forse addirittura immeritato: “Affiancarlo e anche solo guardarlo da lontano è stato un privilegio impagabile. Con te ho imparato tanto, con te si spegne la TV che hai inventato”.

Molto commosso anche Gerry Scotti, che ha ricordato una telefonata negli anni ’80: “Una sua chiamata mi spinse a intraprendere la carriera in TV. Gli volevo bene e me ne voleva: sono onorato di questo sentimento”.

La ex moglie, Katia Ricciarelli

Straziante il saluto di Katia Ricciarelli, ex moglie di Baudo: “Sono sconvolta. Quando ho perso mia madre mi sono sentita sola, ora con la morte di lui mi sembra proprio… basta. È stato il più grande di tutti. Il nostro è stato un vero amore. Ci siamo amati tanto, e come tutte le cose enormi è stato difficile stargli accanto”.

La cantante ha denunciato anche come Baudo fosse stato lasciato solo da molti negli ultimi anni, pur rimanendo un uomo generoso e disponibile, soprattutto con i più giovani.

Renzo Arbore ha ricordato l’importanza artistica del collega: “Era un militante della grande RAI. Nei suoi programmi c’era sempre un’intenzione artistica, un’idea. Un autore straordinario, ha inseguito ostinatamente l’idea di creare generazioni di artisti che potessero fare bella figura in TV. Ha letteralmente dato lavoro a centinaia di persone che gli devono molto, se non tutto”.

Pausini, Morandi: la musica lo ricorda come un padre

Laura Pausini lo ha chiamato “il mio secondo papà”, ricordando il 1993 e il suo esordio a Sanremo grazie proprio alla scelta di Baudo. “Mi ha cambiato la vita. È diventato un mio familiare”.

Gianni Morandi, commosso, ha ricordato come Baudo lo abbia aiutato a superare un momento di crisi negli anni ’80: “Gli devo moltissimo, mi aiutò a ritrovare fiducia perché non riuscivo più a lavorare e non sapevo davvero cosa fare. Ero in crisi e lui mi ha mostrato l’uscita. Era un maestro, un organizzatore di spettacoli, un uomo di grande umanità, l’ultimo grande personaggio in grado da solo di creare TV di altissimo livello”.

L’artefice della TV come appendice del romanzo popolare

Con la sua scomparsa si chiude davvero un’epoca. La televisione italiana moderna nasce con lui e con lui si identifica. E anche se il tempo ha provato a metterlo da parte, è bastata la sua morte per ricordarci che nessuno, dopo Baudo, ha saputo davvero essere Pippo Baudo.