Home È sempre Cartabianca Scontro tra Tajani e la Berlinguer: “Signora, mi faccia finire o me ne vado”. La reazione della conduttrice di È sempre Cartabianca

Scontro tra Tajani e la Berlinguer: “Signora, mi faccia finire o me ne vado”. La reazione della conduttrice di È sempre Cartabianca

Si parla di Gaza e di guerra tra Israele e Iran a È sempre Cartabianca. Ed è subito botta e risposta tra il ministro degli Esteri e la conduttrice del programma.

18 Giugno 2025 21:29

Il mondo viaggia pericolosamente sull’orlo di un conflitto potenzialmente distruttivo per tutta l’umanità. L’attacco di Israele all’Iran è solo l’ultimo capitolo di un escalation che vede Gerusalemme impegnata su sette fronti e che ora rischia di allargarsi ulteriormente. In queste ore tutti i giornali riferiscono che la Casa Bianca sta valutando seriamente l’ipotesi di intervenire direttamente contro Teheran.

Il mosaico di quella che papa Francesco ha definito “terza guerra mondiale a pezzi” si sta completando in maniera sempre più chiara, con esiti difficilmente prevedibili ma sicuramente inquietanti. Mentre il Medio Oriente è in fiamme, in Italia si fatica a cogliere la portata di quanto sta accadendo e le polemiche spicciole continuano ad accendersi, in maniera surreale, per le piccole beghe di casa nostra.

Lo scambio Tajani-Berlinguer a È sempre Cartabianca

In un momento in cui avrebbero bisogno di dosi da cavallo di lucidità e analisi – non di emotività a buon mercato – gli spettatori si sono trovati davanti a una polemica in diretta televisiva che ha solamente confuso le idee e soprattutto ha riportato nel cortile di casa nostra eventi di portata internazionale. Il ministro ha ribadito la linea italiana (due popoli due stati) per una possibile soluzione del conflitto israelo-palestinese, che per inciso praticamente tutti gli analisti di geopolitica danno per morta e sepolta, soprattutto dopo il 7 ottobre.

A Bianca Berlinguer, che lo ha incalzato sull’inerzia del governo italiano a GazaCosa ha fatto il governo per scoraggiare Israele?»), il titolare della Farnesina ha ricordato l’estrema difficoltà di far uscire qualcuno da Gaza in questo momento, un’operazione che richiede il placet della difesa e dei servizi israeliani (Mossad e Shin Bet), oltre che dell’ANP.

Purtroppo poi è stato lo stesso Tajani a iniziare una polemica “noi contro voi” prendendo di mira giornalisti e opposizione. In più ha accusato la conduttrice di È sempre Cartabianca di interromperlo continuamente impedendogli di sviluppare il suo ragionamento. Pronta la risposta di Bianca Berlinguer («Capisco che non  siete molto abituati a ricevere domande, ma non facciamo domande»).

«Se non si fa finire la risposta, non è un’intervista», ha ribattuto Tajani rispedendo al mittente quella che senza mezzi termini ha definito una «lezioncina» di giornalismo. «Io faccio le domande che ritengo utili fare», ha controbattuto la conduttrice. «Sì, ma non mi interrompa – ha replicato ancora il vicepremier – perché se mi vuole interrompere allora è inutile che io venga qua. Me ne vado e finita l’intervista».

Polemiche televisive, «noi contro voi»: ha senso in questo momento storico?

Davanti a questo botta  e risposta, la domanda che sorge spontanea a noi è: in questo momento, in cui servirebbero soprattutto lucidità e sangue freddo, si fa un servizio al pubblico televisivo a buttare in caciara temi decisivi per il futuro di tutti?

Invece di proiettare sui fatti  tragici della politica internazionale polarizzazioni che hanno senso – forse – soltanto nel ristretto perimetro dei nostri confini nazionali non sarebbe meglio approfondire in maniera più analitica – e meno succube dei canoni della politica spettacolo (senza dimenticare che esiste anche l’informazione spettacolo) – la posta in gioco nel conflitto tra Israele e Iran?

Potrebbe anche essere un salutare bagno di realtà. E magari, ha visto mai?, si potrebbe finalmente trovare un punto di incontro su una verità scomoda quanto si vuole ma piuttosto radicata nei fatti: che l’Italia non ha alcun peso – tradotto: zero voce in capitolo – nella guerra tra Tel Aviv e Teheran (e dunque anche a Gaza). Una realtà amara e impopolare che forse proprio per questo tutti, a destra come a sinistra, preferiscono nascondere sotto il polverone mediatico.

È sempre Cartabianca