La Rai prepara il colpaccio: “Chi vorrebbe entro il 2026”
Co discrezione, ma con sempre maggiore insistenza, si parla di un colpaccio che l’azienda di Viale Mazzini avrebbe in serbo per il 2026.
La Rai è pronta a sorprendere ancora una volta il suo pubblico televisivo. Stando ai rumors che con discrezione, quasi sottovoce, circolano tra gli addetti ai lavori nell’aria ci sarebbe un progetto che promette di rivoluzionare il palinsesto tv entro il 2026. Si lavora insomma per preparare quello che non è esagerato definire un colpaccio in piena regola.
Si parla di un ritorno in grande stile. Il progetto sul quale si sta lavorando nelle retrovie vorrebbe riproporre al pubblico uno show che si è dimostrato capace di segnare un’epoca grazie a un indovinato dosaggio in grado di coniugare leggerezza, ironia e contenuti di qualità. Viale Mazzini punta su un’operazione nostalgia non declinata però in chiave passatista, ma con uno sguardo in avanti.
La Rai prepara un colpaccio per il 2026
Tra gli addetti ai lavori circola un’idea che farà piacere a molti spettatori. C’è la concreta possibilità di una reunion della Premiata Ditta. Pino Insegno, Roberto Ciufoli, Tiziana Foschi e Francesca Draghetti potrebbero tornare a ripresentarsi insieme al grande pubblico a molti anni di distanza dall’ultima apparizione televisiva. Al momento, va detto, il ritorno della Premiata Ditta è ancora nella fase delle ipotesi.
Di certo c’è che un ipotetico ritorno in scena dello storico quartetto romano – a eccezione di Francesca Draghetti, originaria di Parma ma da tempo residente nella Capitale e dunque romana d’adozione – avverrebbe non prima del 2026. Come anticipato, si parla di un “progetto che è nell’aria”. Se l’ipotesi dovesse realmente materializzarsi i quattro comici tornerebbero a riunirsi vent’anni dopo la quarta e ultima edizione di Premiata Teleditta, risalente al 2006.

A dire il vero nel 2017 i quattro attori avevano preso parte a Casa CRAI, la serie web ambientata in un supermercato nella nota catena e diffusa sulle piattaforme social dell’azienda. L’idea su cui sta lavorando ora si articolerebbe sulla costruzione di un vero spettacolo dal vivo. Non si tratta dunque di riproporre vecchi filmati (gran parte dell’archivio peraltro è di proprietà Mediaset).
Spazio insomma a sketch live con il coinvolgimento degli ospiti che nel corso del tempo hanno incrociato la loro strada con quella della Premiata Ditta. Rimane da definire anche il numero di puntate. Si parla di tre o quattro appuntamenti per quello che rappresenterebbe un ritorno ma anche una sorta di chiusura del cerchio. Il congedo del gruppo comico – che non ha mai ufficialmente annunciato lo scioglimento – coinciderebbe così con il quarantennale della sua fondazione.
Di fatto i componenti della Premiata Ditta continuano a frequentarsi e a collaborare insieme, anche in blocchi autonomi. Ad esempio Insegno e Ciufoli hanno collaborato diverse volte a teatro e presto torneranno su Rai 2 con Facci ridere. Sempre Insegno e Draghetti si sono spesso ritrovati in sala di doppiaggio.
Premiata Ditta, una storia iniziata quarant’anni fa
La Premiata Ditta nasce nel 1986. In origine il gruppo era un trio (mancava Tiziana Foschi) e si chiamava L’Allegra Brigata. Il passaggio alla formazione a quattro avviene per volere di Gianni Boncompagni, che voleva evitare la riproposizione della formula del terzetto composto da due uomini e una donna già abbondantemente sperimentata dal trio Lopez, Solenghi e Marchesini.

L’invenzione del nome Premiata Ditta si deve invece all’attore Pino Quartullo, come rivelato da Francesca Draghetti in un’intervista rilasciata a novembre 2024 proprio a TvBlog: «Quartullo ebbe questa illuminazione e il nome ci piacque da subito. Premiata Ditta ci suonava simile a quelle scritte che si trovavano nelle scatole di latta dei biscotti. Forniva un senso di prestigiosa artigianalità».
Il grande successo di pubblico per il quartetto arrivò con Ricomincio da Due, con Raffaella Carrà. La Premiata Ditta fece furore con la parodia di Beautiful. Dopo l’approdo in Mediaset nel 1995 i quattro continuarono a spopolare con Finché c’è Ditta c’è Speranza e soprattutto con la Premiata Teleditta.