Streaming Community, cosa rischia chi lo usa: tutto quello che c’è da sapere
Streaming Community, che cosa si può rischiare oggi se lo si utilizza.
Streaming Community, grazie al suo vastissimo catalogo, permette di vedere film, documentari e serie tv gratis, prelevati da piattaforme in streaming a pagamento, senza spendere un euro. Il servizio è dunque gratis ma con una certa frequenza bisogna accettare la visione di banner e spot pubblicitari. Un vero paradiso non solo per i giovanissimi ma anche per moltissime famiglie che scelgono sempre più di non seguire una televisione vincolata da un palinsesto dove e quando vogliono. Ovviamente ciò è fattibile non solo da pc o dalla Tv ma anche da smartphone e tablet.
Tuttavia il servizio non è sempre disponibile. Scompare e poi riappare all’improvviso, cambiando sovente dominio. Inizialmente pareva essere collegato a una società francese e poi a uno strettamente connesso al mondo dell’istruzione. E anche adesso sarebbe visitabile con tanti titoli da visionare in chiaro, sempre rigorosamente free, dunque senza rispettare il diritto d’autore. Ora però si sussurra nell’Etere della possibilità di alcune multe per chi lo utilizza.

Streaming Community, si parla di sanzioni, ecco che cosa si sa e le ipotesi
A parlare di possibili sanzioni da 154 euro (cifra riducibile di un terzo sa pagata subito ma che può lievitare notevolmente se si risulta particolarmente recidivi fino a 5.000 euro) è stato AgCom nelle scorse settimane. Massimiliano Capitanio, commissario AgCom, ha spiegato che l’obiettivo sarebbe quello di sanzionare non solo i gestori dei siti ma anche gli utenti qualora rimanessero un tot di tempo a visionare un flusso /contenuto caricato. “La piattaforma è illegale e gestita da associazioni criminali”, ha dichiarato Capitanio a Fanpage.it.
Secondo AgCom dunque, questa misura è necessaria se si vuole concretamente disincentivare l’uso continuativo di servizi che diffondono contenuti in maniera del tutto illecita, esattamente come si è fatto per il caso delle partite trasmesse in maniera illegale. Tuttavia la piattaforma non è stata oscurata tramite il Piracy Shield dal momento che, ad oggi, quello strumento è applicato e applicabile solo per eventi sportivi, partite in primis, trasmessi senza alcun permesso.
In ogni caso, la faccenda risulta ancora complicata e confusa. Gli utenti vogliono saperne di più.
A fare maggior chiarezza sulla questione su Tik Tok, tramite un video, ci ha pensato l’avvocato Giuseppe di Paola.
“A me non risulta che sia stato predisposto un sito spia da parte della Polizia Postale o dalla Guardia di Finanza. I domini originali sequestrati vengono spesso reindirizzati su una pagina ufficiale della forza di polizia che può registrare gli accessi. Al di là di questo il semplice accesso al sito non è sufficiente per una sanzione: la norma punisce chi effettivamente utilizza l’opera protetta. Un click non basta.”, queste le sue esatte parole riportate anche da Fanpage.it.