La serie Netflix più spietata di Squid Game che tutti stanno guardando
Squid Game è sinonimo di brutalità e spietatezza. Eppure c’è una serie Netflix che potrebbe anche essere più crudele.
Il prossimo 27 giugno finirà l’attesa degli appassionati di Squid Game. Il terzo atto della serie cult sudcoreana quel giorno farà il suo debutto su Netflix. La prossima stagione di Squid Game si annuncia come quella della chiusura del cerchio per il mortale gioco di sopravvivenza, vera e propria distopia sotto forma di reality diventata subito un un autentico fenomeno culturale.
Gi-hun, il Giocatore 456 interpretato da Lee Jung-jae, tornerà a mettersi in gioco nella micidiale competizione a premi con unico obiettivo: smantellare l’infernale macchina di morte supervisionata dall’enigmatico Front Man, il burattinaio che nel drammatico finale di Squid Game 2 ha freddato davanti ai suoi occhi l’amico Jung-bae. Per qualcuno però c’è una serie Netflix ancora più spietata di Squid Game.
C’è una serie Netflix perfino più spietata di Squid Game
Ci riferiamo a Alice in Borderland, serie giapponese diretta da Shinsuke Sato. Arrivata ormai alla terza stagione, Alice in Borderland è tratta dall’omonimo manga a firma di Haro Asō. Il protagonista della storia è un giovane disoccupato di nome Arisu Ryouhei. Grande appassionato di videogame, Arisu si ritrova precipitato all’improvviso in una Tokyo distopica e deserta.
In compagnia degli amici Chōta e Karube, il giovane deve partecipare a una serie di giochi surreali e letali dove la posta in palio è la sopravvivenza. Uno scenario simile dunque a quello di Squid Game, rispetto al quale i giochi di Alice in Borderland si caratterizzano per la maggiore intensità fisica. Le sfide sono organizzate secondo le categorie dei semi delle carte da gioco francesi: Fiori, Cuori, Picche e Quadri.

Ogni carta sta a indicare un crescente livello di difficoltà. Il seme invece designa il tipo di prova. I Fiori sono giochi di collaborazione: un gruppo di persone è costretto a fare squadra per sopravvivere. I Cuori indicano invece i giochi psicologici, i più spietati in assoluto perché basati sulla manipolazione dei sentimenti e della psiche altrui.
La carta di Picche è quella dei giochi fisici: le doti qui richieste sono resistenza, forza e agilità. Infine ci sono i Quadri: giochi di intelligenza che premiamo logica e strategia, indispensabili per risolvere gli enigmi presentati ai partecipanti. Inutile dire che anche in Alice in Borderland la violenza (fisica e psicologica) è un elemento cardine: dilemmi morali e scelte estreme sono il pane quotidiano di questa serie.
Alice in Borderland, la differenza rispetto a Squid Game
C’è però una significativa differenza rispetto a Squid Game: nella serie giapponese i partecipanti ignorano il motivo del proprio coinvolgimento nei giochi, il che crea un’atmosfera ancor più assurda e inquietante. Un altro dei temi forti di Alice in Borderland è l’alienazione sociale. Arisu non ha un obiettivo chiaro come quello di Gi-hun in Squid Game e spesso si sente del tutto inutile.
La serie giapponese è una sorta di esplorazione del concetto di sopravvivenza in un mondo senza regole. Mostra le reazioni degli individui in un contesto totalmente ostile a loro, lontanissimo dalla normale quotidianità. La terza e ultima stagione di Alice in Borderland uscirà a settembre 2025. La prima e la seconda sono apparse rispettivamente a dicembre 2020 e a dicembre 2022.