Capita, nel marasma di commenti - di cui vi ringraziamo sentitamente, cari lettori - si perda qualche chicca. Capita che i giornalisti si interessino al mondo dei blog. Capita anche di assistere a interessanti scambi di vedute fra professionisti del settore, sulle semplici e turbinanti pagine digitali di un blog. Ed ecco che, al bel post Adriano Opera Rock di Italo Moscati su Rockpolitik, è giunto un commento di Mimmo Lombezzi - che ha un blog e ogni tanto lascia la sua firma fra i commentatori -. Ci sembra giusto riproporlo in home page perché non vada perduto. Scrive, Mimmo:
“temi che possono far comodo sul video e che provacano solo perchè c’è Qualcuno che si offende e a sua volta fa la vittima, il Premier, dopo che il rock melò è andato in onda“…. Moscati ha centrato in pieno il “game” innescato da Rockpolitic ma é anche vero che Freccero e gli altri autori hanno in qualche modo “aperto” una finestra di libertà europea in un panorama tv talmente balcanico talmente censurato che é vietato parlare non solo della mafia ma addirittura della crisi economica e in cui il Sole 24 ore appare un foglio sovversivo. La “rivoluzione culturale” è proprio questa. Purché duri……Tra quanto torneremo a parlare di Loredana Lecciso ?
Lo scambio di vedute continua qui.
carmen
29 ott 2005 - 21:56 - #1ma quand’è che parlerete del ritorno di Fazio, invece?
intelligente, godibilissimo Fazio, come sempre. Un pò di parte ma intellettual-chic..
Stasera aveva come ospiti Lerner e la Guizzanti-ci ha fatto più ridere Lerner che la Sabrina, però.
Malaparte
29 ott 2005 - 22:05 - #2Carmen, è che siamo troppo avanti, sai? ;-)
Scherzi a parte, ne ha già parlato il nostro bravo Fulvio Nebbia qualche giorno fa qui:
http://www.tvblog.it/post/922/che-tempo-che-fazio
e la bella trasmissione di Fazio sarà nei nostri consigli per la puntata di domani. Paolo Rossi, Sergio Cofferati e ingresso nel cast di Luciana Littizzetto.
mimmo lombezzi
29 ott 2005 - 23:23 - #3Grazie dell’attenzione ma non la merito.Vi ho scritto (come spettatore) perchè l’analisi di Moscati era forse la intelligente uscita su Rockpolitic.Una
precisazione : il mio blog é a questo indirizzo :
http://www.bloggers.it/Mimmolombezzi/index.cfm?
blogaction=archive&file=blog_4_2005.xml
Malaparte
29 ott 2005 - 23:51 - #4Grazie a te per i tuoi interventi, Mimmo. Ho corretto il link.
Angela Gamboni
30 ott 2005 - 01:22 - #5Celentano è solo un cretino di talento
Giorgio Bocca,giornalista ex particiano partigiano
Angela Gamboni
30 ott 2005 - 01:26 - #6Giulio Andreotti, Vito Ciancimino, Nicola Mancino, Rosa Russo Iervolino,Salvo LIma, Romano Prodi, stavano tutti nello stesso partito…e ora ? cos’è cambiato ?
Angela Gamboni
30 ott 2005 - 01:27 - #7Giulio Andreotti, Vito Ciancimino, Rosa Russo Iervolino, Salvo Lima, Romano Prodi, stavano tutti nello stesso partito e ora …..cos’è cambiato ?
mimmo lombezzi
30 ott 2005 - 07:00 - #8MILANO (Reuters) - Nella classifica sulla libertà di stampa nel mondo, diffusa oggi da Reporters Sans Frontières (www.rsf.org), l’Italia, al 42° posto, è ultima tra i paesi dell’Europa occidentale, davanti comunque agli Usa che hanno perso in un anno oltre venti posizioni scivolando al 44°.
E’ quanto rivela la speciale graduatoria stilata dall’associazione internazionale per la difesa della libertà di stampa ed i diritti degli operatori dell’informazione, che ha monitorato 167 Paesi di cinque continenti attraverso associazioni, giornalisti, giuristi e militanti di movimenti per i diritti umani.
Sono i Paesi dell’Europa settentrionale a meglio figurare nella classifica, guidata da Danimarca, Finlandia e d Islanda, seguite da Irlanda Olanda e Norvegia.
In Asia orientale e Medio Oriente buona parte dei Paesi in cui le condizioni sono peggiori, come Corea del Nord (167), Eritrea (166) e Turkmenistan (165). “In questi paesi, la stampa privata non esiste e la libertà di espressione continua ad essere sistematicamente soffocata. I giornalisti dei media ufficiali non fanno altro che diffondere la propaganda di Stato… Una parola di troppo, un nome scritto male, un commento che si allontana, anche di poco, dalla linea ufficiale possono provocare l’arresto di un giornalista o attirare su di lui le ire del potere”, dice Rsf. Che assegna giudizi pessimi anche a Cina (159), Cuba (161) e Libia (162), oltre all’Iraq (157) sceso dal 2004 dopo che la situazione della sicurezza per i giornalisti si è ulteriormente aggravata.
Nick
31 ott 2005 - 17:03 - #9Angela, Bocca definiva così Celentano nel 1988, più o meno quando lui stesso era leghista…
antonio stornaiolo
02 nov 2005 - 00:51 - #10ALL THAT JAZZ.
Un Paese che a seconda del palinsesto pende dalla bocca di Celentano o della Ventura, è un Paese sull’orlo del baratro. Da una parte il vuoto pneumatico senza un briciolo di fantasia, dall’altra la fantasia senza un tocco di eleganza. Da un lato Dolce & Gabbana, dall’altro Giorgio Armani. Ed in mezzo a questo “chic and choc” ci siamo noi telespettatori con gli stracci addosso. Che coi soldi che costano quelle “mise” ci dobbiamo campare un anno o su di lì.
Assai facile, troppo semplice. Mi dispiace, ma io non ci sto. Sono stufo dei play back, delle scene faraoniche e dei collegamenti intercontinentali. Aridateme Paolo Panelli e Bice Valori.
Albano è in crisi con Loredana, il Papa è hard-rock, mentre Zapatero è lentissimo? Chi se ne frega! Suvvia, non abusate della pazienza di noi poveri cristi che stiamo lì stanchi morti ad ascoltarvi solo perchè non abbiamo i soldi per fare altro. Abbiate pietà della nostra povertà. Siate più umili, per carità.
E se proprio ci tenete a giocare con i generi musicali, beh, amici televisivi, altro che rock. Il futuro è nel jazz. In quel sound originale basato sul principio dell’improvvisazione: senza auricolari nelle orecchie con qualcuno che suggerisce, senza stecche, senza 10 milioni di euro a disposizione per fare e dire cose gratuite. Venite a stare in equilibrio, amici televisivi, venite a suonare il jazz, una musica per la quale conta ancora il talento, la passione, il senso del ritmo, la capacità di rapportarsi agli altri in quella splendida metafora della vita che è –per l’appunto- l’improvvisazione, la jam session…
Altro che il rock, genere sbruffone ed esibizionista, che crede di poter prendere in giro la platea definendola “lenta”. A’ Valentino Rossi, guida che è meglio!
Amici televisivi, intonate la “solita” marcetta alla Benigni e tutti insieme venite dalle nostre parti. Venite nei bassifondi, venite a mischiarvi con noi nelle nostre città dormitorio; a conoscere famiglie dove la nonna si chiama Assuntina e la nipotina Sharon, o Jessica, o Samantha. Con le vostre cazzate, le vostre illusioni, le vostre mode, avete distrutto una civiltà, quella contadina. Venite, televisivi che non siete altro, venite a godervi il vostro spettacolo dalla parte di chi vi guarda. Scoprirete di fare uno show sciocco e deprimente, scoprirete che non si cita Socrate a capocchia per chiudere in levare un pezzo nato in battere e per il quale le buonanime di Totò e Peppino –di sicuro- si sono rivoltate nella tomba.
Ecco, amici televisivi, in tivvù voi andate a battere. Ed inesorabilmente siete battuti dalla vostra stessa presunzione. Resi ridicoli dalle isole lontane con la faccia di Maria Giovanna Elmi, dagli studios iper-scenografati dove piove per finta.
Alla larga da me, amici televisivi. Rimpiango Ugo Tognazzi. Rimpiango Pier Paolo Pasolini. Rimpiango Berlusconi quando mi stava antipatico. Se quelli come voi, che hanno la grazia di avere “un microfono” in mano, continuano così, finisce che alla fine il colui mi diventa pure simpatico. E’ sempre così. Alla lunga il troppo stroppia. Eppoi vincere sì, ma con dignità. Con i loro stessi mezzi che senso ha? Fate qualcosa. Anzi, non fate più niente, datevi una calmata. A riposo per un po’.
Altrimenti io il nove di aprile resto a casa, perché –grazie a voi- di differenze tra gli uni e gli altri ormai non ne vedo più. Nossignore. Tutti uguali, come squali, a buttarsi sulla preda. Con gli stessi denti aguzzi. Con le stesse facce abbronzate dal sole dei Caraibi. Con le stesse tasche piene di pacchia e di Auditel che è una fregatura. Rimpiango Pasolini, Tognazzi e Bianciardi, Luciano Bianciardi.
Ha detto qualcuno che vivere è uccidersi senza farlo apposta. Ma voi, mi sa che state esagerando.
Quando si dice una lacrima sul viso.
bear personals
07 dic 2007 - 18:29 - #11bear personalsbear personals