Il bravo Giulio Scarpati, che qualche tempo fa abbiamo definito “l’uomo con la faccia da fiction”, torna sugli schermi di RaiUno, ancora una volta nei panni di un personaggio religioso, per una miniserie in due puntate dal titolo Don Zeno - L’uomo di Nomadelfia, che andrà in onda questa sera e domani sera in prima serata. L’attore interpreterà il ruolo del protagonista, di Don Zeno Saltini, fondatore della comunità cristiana Nomadelfia (dal greco: “Dove la fraternità è legge”), che da oltre 60 anni si occupa di bambini abbandonati.
La vita avventurosa di un uomo che ha lottato contro il potere di allora per i suoi ideali. Zeno Saltini era nato in un paese agricolo dell’Emilia nel 1900. Il nonno, in contraddizione con i tempi, aveva trasformato il suo vasto podere in una comunità dove non si faceva differenza fra padroni e dipendenti. Veniva da questo insegnamento la vocazione di Zeno per la vita religiosa e per la difesa dei più deboli, soprattutto dei bambini. Dopo la terribile esperienza della Grande Guerra (aveva diciotto anni) Zeno prese i voti e si dedicò alla fondazione di una piccola comunità cristiana, con l’entusiasmo e l’allegria di chi ama la vita ed è pronto a battersi per le sue idee.
Prima dovette scontrarsi coi latifondisti, poi fu perseguitato dai fascisti (subì anche un processo dal Tribunale Speciale). Durante la seconda guerra mondiale, quando metà dell’Italia era occupata dagli alleati occidentali e metà dai nazisti, traversò con grandi rischi la linea del fuoco, fra morti e macerie, per raggiungere il Sud ormai libero, e da lì risalire con i liberatori verso il Nord, cioè verso il suo piccolo paese. Dopo la guerra fondò nel vecchio campo di concentramento di Fossoli una comunità unica al mondo, e che in tutto il mondo diventerà famosa: Nomadelfia. Ebbe tutti contro: la gente avida di ricchezza, il Governo e anche gran parte della gerarchia ecclesiastica, al punto da essere costretto ad abbandonare la tonaca.
Il vero motore della storia - spiegano gli autori Nicola Badalucco, Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis - è il carisma di Don Zeno, insieme al suo grande senso dello spettacolo e all’importanza attribuita alla comunicazione; dal 1945 iniziò a filmare tutto quello che faceva e per raccogliere fondi insegnò ai suoi ragazzi a cantare e a ballare. La regia è affidata a Gianluigi Calderone. Alle riprese hanno partecipato 100 attori tra italiani e bulgari, molti della zona di Modena, 1500 figuranti e sono stati utilizzati 700 costumi di varie epoche.
Le riprese si sono concluse nei pressi di Grosseto dove attualmente è attiva la comunità di Nomadelfia, in cui vivono circa 50 famiglie, 350 persone che come le prime comunità cristiane mettono ogni bene in comune, accolgono bambini in affido, non adoperano il denaro, lavorano e studiano nella cittadella dell’Utopia.
Meravigliao@
27 mag 2008 - 13:02 - #1 (nascondi)….che pa**e!!!! In tutti i sensi!!!
Debora
27 mag 2008 - 13:03 - #2Se devo dire la mia, tutte queste fiction religiose stanno stancando. Però non possiano non parlarne…siamo Tvblog dopotutto :)
blixer
27 mag 2008 - 13:11 - #3BeH, concordo ma, se non stasera, domani farà boom di ascolti, ho l’impressione che arrivi al 29% minimo…
In fondo le fiction Rai acchiappano molto…
Meravigliao@
27 mag 2008 - 13:24 - #4Debora mi è uscita dal cuore, davvero!!! Basta questa Rai pensa a fare sempre fiction fotocopia solo perchè come pubblico acchiappa sempre “i soliti”
erodio1976
27 mag 2008 - 13:29 - #5Maziera’ Paparazzo!
Butters84
27 mag 2008 - 14:00 - #6Sarà identica a quella su Don Diliegro che ha fatto l’anno scorso canale 5 in questo periodo con lo stesso attore e che ha floppato…
Su rai 1 grazie a chi sul telecomando vede solo il tasto 1 farà record d’ascolti…
focus82
27 mag 2008 - 15:22 - #7BEH SEMBRA CHE GIULIO SCARPATI SIA ADATTO A QUESTE INTERPRETAZIONI, PENSO CHE LUI SIA MOLTO BRAVO COME ATTORE, TANTO DI CAPPELLO!
BISOGNA VEDERE LA FICTION COME SARA’, SPERO BENE!
UN ULTIMA COSA TROPPE FICTION SULLA RELIGIONE, CAMBIAMO UN PO’!!!!
Meravigliao@
27 mag 2008 - 16:18 - #8Butters hai ragione, sicuramente non dico fara ascoltissimi record, ma vicino ai 6.000.000 ci arriva….sai com’è tutto dipende dal logo del canale…..
trentinGrana
27 mag 2008 - 16:21 - #9Debora,
ti ricordo che sei Trentina e nella tua provincia autonoma non sono accettabili queste critiche :-)
Dopo questa premessa fondamentale, va aggiunto ad onor del vero che il progetto Nomadelfia si discosta in maniera fondamentale dalla dottrina sociale della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Il rifiuto netto della proprietà privata (in netto contrasto con il catechismo) assomiglia infatti più ad una “comune” di hippy degli anni 70 o, se preferite, agli Esseni nell’antica Palestina.
Aggiungete pure la mancanza di dipendenti-datori di lavoro, quindi uguaglianza sociale… e Nomadelfia assomiglia molto ad un progetto di comunismo in salsa cristiana.
Quindi ben venga questa fiction non ortodossa (anzi quasi eretica)
Akien
27 mag 2008 - 16:32 - #10spinoff di don matteo? XD
Vince
27 mag 2008 - 16:33 - #11cavolo Meravigliao@ hai detto parole sante…
“tutto dipende dal logo del canale” purtroppo ancora MOLTE persone la pensano così..
erodio1976
27 mag 2008 - 17:11 - #12Vita da paparazzo va su rete4!
Tutta la produzione di Pingitore penso si spostera’ li.
Zoro!
27 mag 2008 - 17:30 - #13sarà sicuramente un gran successo, ai vecchi piacciono ste fiction!!!
Lucatg
27 mag 2008 - 19:29 - #14Scarpati lo faranno prete ad honorem. :già:
Comunque un bravissimo attore, vedremo cosa verrà fuori con questa nuova fiction.
fandango
27 mag 2008 - 21:09 - #15ma esiste ancora un prete di cui non abbiano fatto una fiction? ma bastaaaaaaa!
pampasosa
27 mag 2008 - 23:49 - #16è iniziato sforactor
mac queen
28 mag 2008 - 10:05 - #17Se Fiorellino fa il pugile se Marcorè fa Luciani se Insinna sogna
di rifare Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto ed
ovviamente nella parte che fu di G.M.VOLONTE’…perchè Scarpati
non deve fare il prete.
Noi caso mai, siamo esonerati dal guardare tanta spazzatura che
si aggiunge a quella già esistente a Napoli.
starlaz
28 mag 2008 - 11:26 - #18madonna sti preti hanno rotto i zapateri
Narcisa
28 mag 2008 - 13:19 - #19Don Zeno, Don Bosco e S Filippo Neri come esempio di vita e per non dimenticare che miliaia di sacerdoti come loro hanno dedicato la loro esistenza terrena al servizio dei più deboli. Devo dire che la Rai ogni tanto ci azzecca e l’audience ottenuto dalla prima puntata testimonia che i telespettatori hanno scelto Don Zeno piuttosto che assistere a un Ballerà farcito di politichese. Motivo per il quale va un sentito plauso alla Rai, al Cast, al Regista e ai Montatori che hanno fatto del loro meglio per rappresentare la storia di Don Zeno.
puled
28 mag 2008 - 15:24 - #20la fiction è molto bella inoltre parla di una storia interessantissima. Parla di un uomo che con la sua vita ha salvato più di 5000 bambini dall’abbandono e dalla strada. Quindi prima di criticare le scelte Rai a priori forse era il caso di leggere la storia e apprezzare il fatto che venga resa di pubblico dominio
Meravigliao@
28 mag 2008 - 16:06 - #21e la mia ennesima profezia si è avverata
giuliano risi
29 mag 2008 - 14:38 - #22Difficilmente seguo un programma qualsivoglia televisivo, per più di venti minuti.
L’ottima interpretazione di Giulio Scarpati, la ottima regia (diciamo) soft, la cura nell’ambientazione, sopratutto il ritmo del racconto, mai statico, ricco di citazioni logistiche, politiche al contrario, scontri tra ideologie: comunismo nel modo Cristiano e retaggi di Gesuiti, Massoni,Maggiorenti abbienti, mi ha condotto a ben tre accessi: BRAVI!
DAVVERO UN LAVORO ENCOMIABILE, che ricorderò per avere mancato vedere la Parte Prima……giulio
Spot
03 giu 2008 - 13:12 - #23Ancora una pessima fiction italiana. Scarpati pensa ancora di essere sul set dellibro Cuore, anzi, peggiora e si fa fatica a capire perfino cosa dice. Ciuffettino al vento per dargli un tono che Don Zeno non aveva. Ricostruzioni storiche che nemmeno ai carri di carnevale si vedono così approssimative con testi tratti dai romanzi di Liala e sceneggiatura che scivola a tutta mancina dalla storia originale. Ridicola la scna con le jeep. Fiction dove il regista va a farfalle con un ritmo narrativo inesistente e si vedono benissimo i vari tagli dei “buona la seconda”. Fiction costruita sll’”Ignoranza del telespettatore” che tanto la storia di Zeno non la conosce e nemmeno la storia in generale. La ricostruzione di Fossoli è quanto di più penoso sia mai stato creato in una fiction. Fossoli non era assolutamente così come è stata rappresentata e questo ne snatura l’ambiente e la fiction. Veramente un rpdottino nemmeno sufficiente.
mdmecco
04 giu 2008 - 00:22 - #24Dopo aver letto i diversi commenti credo sia doverosa una piccola lista di considerazioni:
1) Fiction e’ e Fiction rimane, se si vuole qualche cosa di meglio c’e’ il Cinema.
2) degli ambienti di fossoli, alcune scene sono tratte da materiale vero di Don Zeno (che come si vede dal film aveva la mania del cinema e gia’ allora aveva una cinepresa) e scusate si vede anche molto bene quello che e’ originale da quello rifatto.
3) Sbagliato l’accento dei personaggi, sembrano Bolognesi, ma quanti italiani conoscono il nostro dialetto della bassa?!
4) Essendo Fiction credo che lo scopo non sia quello di fare una cronaca sulla vita di Don Zeno (per quello ci sono tanti documentari fatti dai ragazzi di Nomadelfia) ma quello di dare al grande pubblico uno spunto anche un pochino romanzato, che muova la curiosita’.
Io sono di Finale Emilia, conosco bene i posti che si vedono nella fiction, ed a dire il vero anche alcune delle comparse, ho visto i set utilizzati, e la gente che ci ha lavorato, ma non conoscevo la storia di Don Zeno, e non conoscevo neanche Nomadelfia.
Questa fiction mi ha dato lo spunto di cercare informazioni sulla storia di Don Zeno e dei ragazzi di Nomadelfia a Grosseto.
Il resto e’ fiction, e’ il fatto che una TV deve riempire degli spazi di programmazione con cose che le permettono di fare audience, al prezzo piu’ basso possibile, ed ecco perche’ un cast cosi’ fortemente composto da attori bulgari (hanno perfino ringraziato la bulgaria airlines!), questo e’ l’effetto di una TV commerciale che noi vogliamo vedere.
Se questa TV non piace basta staccare la spina.