Candid Camera Show: poche risate, montaggio con il turbo

Candid Camera showCandid Camera Show, in onda ogni domenica alle 20.30 sotto la conduzione di Ciccio Valenti e Federica Panicucci, più che un programma televisivo sembra la cornice nuova ad un puzzle di fine Settecento. Un quadro enigmistico da spolverare per giustificare la messa in onda degli stessi scherzi di sempre. Filmati talmente usati che pure il nastro video si è stufato e vuole passare a miglior vita. Con buona pace.

Il programma di Italia 1, con risultati non proprio da buttar via in access prime time, non è solo questo: vengono proposte infatti anche piccole produzioni italiane, alcune nuove, alcune di repertorio e altre vip, come quella proposta nell'ultima puntata con la collaborazione (non troppo originale) dei "Turbolenti", finti clienti che prendevano e posavano cibi dai carrelli altrui. Non che ci fosse nulla da ridere nemmeno in questo caso, sia chiaro. Risate a denti stretti o poco più.

A colpire, più di tutto, è la costruzione della cornice succitata. E' evidente l'intenzione di voler realizzare un programma veloce. E' talmente rapido che sembra sia stato accelerato nella fase di montaggio, tanto che delle presentazioni non si capisce quasi nulla. Ma non importa: è veloce, velocissimo, e tanto basta.

Non esiste programma di comicità rivolto al pubblico maschile che non abbia elementi hot, ed eccoli nella forma degli scherzi erotici, forse uno dei momenti più attesi di tutto il parapiglia. Ad aiutare in questa missione "mezzuccistica" collaborano le b(u)one Nora Amile e Melita Toniolo, due donne di marcata sessualità che nessun uomo vittima degli scherzi sembra riconoscere. La Panicucci si conforma come il Das e interpreta con successo la parte della brava speaker (visto che lo è e lo sappiamo, non avrebbe bisogno di fare la parodia di se stessa) e Ciccio Valenti è intelligente ma non si applica.

Dopo la simpatica parentesi di scherzi ben fatti di "Mai dire Candid" e abituati alle geniali gag de "Le Iene", ci si aspetterebbe un minimo di vintage in meno e un po' più di fantasia autorale. Ridateci Gip. Va bene che esistono dei prodotti e tipi di scherzi immortali, ma noi non lo siamo. Ridere delle stesse cose tutta la vita potrebbe farci morire, di noia però.

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