
La scusa principale che si sente ripetere come risposta all’accusa perché non riusciamo a far prodotti di qualità come gli americani è una sola: loro hanno i soldi.
Negli anni, qualsiasi osservatore dotato di un minimo di capacità analitica, si sarà accorto di quanto possa essere falsa o almeno incompleta questa informazione.
Gli americani hanno le idee, hanno una visione imprenditoriale globale sui loro prodotti televisivi, hanno un’innata capacità propositiva e promozionale e sono sempre al passo con le nuove tecnologie.
Certo, sì, anche loro per presentare i palinsesti fanno le conferenze stampa, ci mancherebbe altro.
Ma il fatto che tutti i canali principali abbiano il loro channel su YouTube è dimostrazione di quanto siano attenti a un pubblico, quello di internet, che in qualche modo deve essere reindirizzato o comunque favorito nell’interazione con la vecchia tecnologia televisiva.
E così, su YouTube, potete vedere, come tutti nel mono, le preview di tutti i principali programmi made in U.S.A. che si affacciano alla nuova stagione televisiva 2007.
Mica male, no?
Nick84
08 set 2007 - 14:08 - #1Gli americani stanno imparando a piegare la rete alle loro esigenze.
Se prima si piratavano le cose adesso si ha quasi il sospetto che le premiere le tirino fuori i network senza contare che alcuni show via cavo tipo i tudor hanno beneficiato di una premiere visibile anche sui siti internet on demand per esempio.
Anche le presidenziale spesso si fanno a colpi di youtube.
Gli show americani sono migliori però ci sono i soldi perchè si investe in perdita si investe su un pubblico giovane e si esportano . Pi c’è anche una dura concorrenza da affrontare , qui le licenze televisive le danno a pizze e fichi li le paghi oro.
Cmq è tutta l’impostazione della fiction
anglo-fona (america canada UK australia e nuova zelanda) ad essere diversa dalla fiction europea.
Nick84
08 set 2007 - 14:13 - #2C’è differenza infatti se una fiction la fa la janus o la paramount dato che la prima qausi sicuramente ha solo il budget della rete.
Senza contare poi che in italia spesso rai1 e mdiaset devono realizzarsele da sole le serie.
NEgli altri paesi europei solitamente la fiction si mischia al telefilm nel palinsesto questo permette una maggiore omogeneità e un budget maggiore per le produzioni nazionali.
Se ne deduce che le fiction nostrane andando da sole vengono realizzate proprio con 4 soldi.
Le co-produzione invece hanno il problema della lingua ma è l’unico modo per raggiungere un budget come quello di guerra e pace che è considerevolmente alto per la media italiana.
Death Note
08 set 2007 - 14:58 - #3I soldi?
Io non credo che sia l’unico motivo per il quale gli americani riescono a creare prodotti decisamente superiori ai nostri.
Non so se avete mai visto un telefilm giapponese (i “drama”). Bè, anche per i nipponici i budget sono quelli che sono, eppure riescono a creare prodotti di tutto rispetto, che riescono ad ottenere successo tanto in patria quanto all’estero (”Densha Otoko”, “Nobuta wo Produce”, “1 litre of tears”, tanto per citare i più famosi).
Noi invece cosa riusciamo a sfornare? Strazianti e patetiche storie piene di carabinieri, poliziotti, professori, dottori, edicolanti, becchini, e chi più ne ha più ne metta. TUTTE identiche!
Altro problema è, effettivamente, la poca attenzione che i produttori riservano nei confronti del pubblico.
Questo sì, il più grande dei problemi.
Elia
08 set 2007 - 17:44 - #4“cura dei particolari”, aggiungerei questo a tutte le vostre giustissime osservazioni. Basta anche solo guardare i siti delle principali reti televisive americane e confrontarli con quelli di casa nostra: un vero e proprio abisso. Per non parlare poi dell’attenzione che i network americani pongono nei confronti dell’immagine: grafiche curatissime, montaggi che nulla hanno da invidiare al cinema, scenografie spettacolari, bumpers e promo ad effetto, e potrei continuare. Ogni rete è una realtà viva e coerente con se stessa, che segue regole precise e politiche decisamente più “coerenti” rispetto al marasma televisivo italiano. Eppure anche in Italia abbiamo un gruppo di canali che segue (più o meno) questo tipo di direzione, con un’attenzione particolare non solo ai contenuti, ma anche al COME vengono proposti al pubblico.. Peccato che questo gruppo si chiami Fox, e il suo papà, guarda caso, si chiami Rupert Murdoch.