Chi stasera ha avuto modo di vedere Jericho avrà già capito a che cosa si riferisce il titolo di questo post. Per tutti gli altri ecco una veloce spiegazione: nell’ultima puntata del telefilm, andata in onda stasera, si racconta un aneddoto (reale) accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’inverno del 1944. Un comandante americano avrebbe risposto “Nuts!” (traducibile come “Andate al diavolo” oppure “Col cavolo“) ai nazisti che lo circondavano e che gli promettevano salva la vita in cambio della resa.
Dell’argomento si è occupato anche Notuno tempo fa (in un post intitolato “Noccioline per salvare Jericho”), visto che questa citazione all’interno del telefilm ha dato il via alla mobilitazione che ha fatto decidere i vertici della CBS per la produzione di altri episodi dopo un primo annuncio di chiusura della serie. Sì, perché “nuts” significa anche noccioline e proprio delle noccioline (a tonnellate) sono state inviate dai fan di Jericho che chiedevano a gran voce al network la continuazione del telefilm.
Seguendo distrattamente la tv stasera e trovandomi su RaiDue proprio nel momento del racconto dell’aneddoto, non ho potuto non notare con mio enorme stupore che la famosa risposta “Nuts!” è stata tradotta con…”Pigne” (a meno che il mio udito non sia andato a farsi friggere, il quel caso vi prego di segnalarmelo e provvederò a prendere un appuntamento dall’otorino). E mi sono immaginata la sede della CBS invasa da tonnellate di pigne spedite dai fan. Molto natalizio.
Ma i traduttori, chi diavolo li sceglie? Già le serie tv come Jericho lasciano l’amaro in bocca - e, se questa fosse stata davvero la puntata finale, ci sarebbe stato da strapparsi i capelli -, se poi ci si mettono pure i traduttori a rendere incomprensibile quel poco che non avrebbe bisogno di spiegazioni…
Pigne per salvare Jericho?
22 ago 2007 - 02:15 - #1[…] Chi stasera ha avuto modo di vedere Jericho avrà già capito a che cosa si riferisce il titolo di questo post. Per tutti gli altri ecco una veloce spiegazione: nell’ultima puntata del telefilm, andata in onda stasera, si racconta un aneddoto (reale) accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’inverno del 1944. Un comandante americano avrebbe risposto “Nuts!” (traducibile come “Andate al diavolo” oppure “Col cavolo“) ai nazisti che lo circondavano e che gli promettevano salva la vita in cambio della resa. […]
Royal Flush
22 ago 2007 - 02:20 - #2No, non sei sorda, anch’io ho capito Pigne!
asteroid
22 ago 2007 - 02:32 - #3giuro che ho avuto un flash della stessa scena..la cbs invasa da pigne.. Spero che quando (e se) si passerà definitivamente sul digitale venga data la possibilità di scegliere se guardare il film/telefilm di turno doppiato o in lingua originale (sempre che sia tecnicamente possibile con quella tecnologia).
piciopacio
22 ago 2007 - 09:02 - #4ammetto che ero un po assonnato, ma secondo me hanno detto BIGLIE.
e poi quando è stato kiesto al nonno di raccontare questo aneddoto, chiamato giustamente, anche nel film, noccioline….il nonno non capiva, ma si è ricordato subito appena suo nipote ha corretto l’amico dicendo BIGLIE O pigne…..
non so…..
Y
22 ago 2007 - 09:24 - #5Stanley chiedeva al nonno di Jack di raccontare l’aneddoto delle noccioline. Il vecchietto non capiva di che stava parlando (forse in inglese diceva peanuts?) e il nipotino lo corregge dicendo “pigne” (in origine nuts?). Capisco che i giochi di parole siano difficili da rendere in una lingua diversa da quella per cui sono stati pensati, ma a volte ho l’impressione che gli adattamenti non vengano curati con la necessaria attenzione.
Se penso poi allo scandaloso trattamento riservato da Rai2 alla serie…
Nuts!!!
Ian
22 ago 2007 - 09:55 - #6Io di solito guardo i video in originale, ma capisco alcuni problemi di traduzione. Nuts dovrebbe suonare un po’ più volgare di “col cavolo!”. Da noi dipende molto dalle regioni, ma mi sembra più una risposta del tipo “’sta fava” e non mi sembra improbabile che in qualche parte di Italia si usi “due pigne” in quel senso. Forse lo capisce solo una parte del pubblico, o è troppo astrusa, ma come avrebbero dovuto tradurlo, senza poter inserire una spiegazione (o una mimica esplicita degli attori)? Noccioline o biglie è più il gergo di una mamma che spiega le cose al bimbo, che un generale USA durante la II GM… Certo, pubblicizzarla in Italia come “la puntata in cui si scopre tutto”…
iLollo
22 ago 2007 - 09:57 - #7JERICHO è abbastanza bello, un po’ ripetitivo, lungo ma a volte è fatto veramente bene. LOST però è il migliore! riguardo alla traduzione certe volte sbagliano proprio, come quando traducono i titoli dei film.
DanieleD
22 ago 2007 - 09:59 - #8Nuts!
glorfindel
22 ago 2007 - 10:22 - #9Ok.
Se l’attore dice “Nuts” è difficile far combaciare il labiale di “noccioline” nel doppiaggio.
Ma almeno “noci”!?!?!? Ci si avvicinava un po’ di più.
USAtv
22 ago 2007 - 10:40 - #10Non ho avuto modo ieri di vedere il finale di stagione di Jericho in Italiano ma leggo oggi sul TVBlog del fantastico lavoro di traduzione/adattamento per il finale di stagione… Se seguite il blog avrete sicuramente letto della campagna per salvare la serie che inizialmente era stata segata dalla CBS.
Si basava tutta sulle noccioline e sul gioco di parole creatosi ma in inglese in questo contesto (sia quando fu usato dal Generale Anthony McAuliffe durante la Battaglia di Bastogne, sia da Jake in Jericho) “nuts” è una semplice imprecazione, per quale motivo cercare una insulsa traduzione “vegetale”? E se proprio si doveva cambiare non era meglio usare i “cavoli” ed esclamare “col cavolo!” Se qualcuno trova una spiegazione, grazie… :)
carla2003
22 ago 2007 - 10:41 - #11JERICHO Rai 2 1.431 8,22%
sguardo
22 ago 2007 - 10:44 - #12A proposito di Lost, mi ricordo uno svarione in un episodio della seconda stagione. Quando gli chiedono se è sposato, Mr. Eko in originale risponde “worse” (peggio), mentre in italiano dice “Lo ero”. Probabilmente hanno tradotto ad orecchio e hanno confuso “worse” con “was”
Medusa999
22 ago 2007 - 11:41 - #13Ma voi come avreste tradotto? “nuts” in gergo significa matto, quindi la traduzione più letterale in questo caso sarebbe “fossi matto”. Ma poi si perde il gioco di parole, che, mi pare di capire, è importante in questo caso (io il telefilm non lo seguo). Allora pigne può andare, in fondo si dice “hai le pigne in testa” per dire “sei matto”.
Vero che “nuts” significa anche, volgarmente, testicoli, ma non credo sia questo il significato usato nel modo di dire suddetto (cioè, secondo me è sbagliato tradurlo “me’ cojoni” o simili). In inglese, l’unica parte anatomica usata per dire “neanche per sogno”, che io sappia, è il sedere (”my ass!”).
Medusa999
22 ago 2007 - 11:43 - #14Ma voi come avreste tradotto? “nuts” in gergo significa matto, quindi la traduzione più letterale in questo caso sarebbe “fossi matto”. Ma poi si perde il gioco di parole, che, mi pare di capire, è importante in questo caso (io il telefilm non lo seguo). Allora pigne può andare, in fondo si dice “hai le pigne in testa” per dire “sei matto”.
Vero che “nuts” significa anche, volgarmente, testicoli, ma non credo sia questo il significato usato nel modo di dire suddetto (cioè, secondo me è sbagliato tradurlo “me’ cojoni” o simili). In inglese, l’unica parte anatomica usata per dire “neanche per sogno”, che io sappia, è il sedere (”my ass!”).
Debora
22 ago 2007 - 12:30 - #15C’erano mille modi per tradurlo. Potevano semplicemente dire “Pazzi” con enfasi, in senso di diniego, potevano dire “Al diavolo” e non avrebbe portato via tantissimo tempo in quel contesto.
Giskard
22 ago 2007 - 12:39 - #16Per caso sono capitato anch’io a vedere il finale di Jericho, ma quando ho sentito “PIGNE!” sono rimasto incredulo. Se non sono riusciti a tradurre il gioco di parole in italiano (in effetti non di facile soluzione), potevano almeno adattarlo con qualcosa che avesse senso per il contesto: “Col cavolo!”, “Vai al diavolo”, “Fottiti!”, etc. … ma “PIGNE!” che cavolo vuol dire?!?
Ossequi,
Giskard
DierRe
22 ago 2007 - 12:40 - #17Debora, sono d’accordo che pigne ha poco senso, ma mi potresti dire sti mille modi per tradurlo? Perché personalmente credo che sia un gioco di parole non traducibile visto che non ci sono parole simili in italiano quindi qualsiasi tentativo non avrebbe funzionato.
antenor
22 ago 2007 - 12:49 - #18oddio… hanno rovinato, distrutto, reso incomprensibile una serie… ahahahahahahah… pignw… santo dio…
Raf
22 ago 2007 - 12:55 - #19In effetti quando ho sentito la fatidica parola tradotta come ‘pigne’ sono rimasto un attimo perplesso :|
Il gioco di parole riguarda più la petizione fatta dai fan del tf, per me in italiano potevano anche tradurlo come “Siete matti!”. Ma ‘pigne’ non mi è dispiaciuto più di tanto.
Piuttosto, perchè dopo l’ultima scena, prima dei titoli di coda, è uscito “Jericho: ci vediamo nel 2008″ ?? Mamma Rai manderà -quasi- subito in onda le 7 (per ora) nuove puntate che stanno registrando ?
ZiggyStardust
22 ago 2007 - 13:49 - #20Tempo fa sentii in una puntata di Huff “…non vorrai che tua nonna si spaventi con i poster dei Megamorte…”. Dove i Megamorte sono la traduzione letterale dei Megadeath. Tutto molto triste.
antenor
22 ago 2007 - 14:19 - #21i megamorte… ahahahahahahahahahahah… oddio… oddio… mammamia… senza parole…
artemix80
22 ago 2007 - 14:33 - #22Ieri sera, DOPO TANTI RINVII del palinsesto, finalmente sono riuscito a godermi il Season Finale di questa serie che -stranamente- mi ha coinvolto anima e corpo…
Sono rimasto sgomento nel sentir pronunciare dalla voce italiana di Skeet Ulrich “Pigne!!”.
Sono uno studente di Lingue e Letterature Straniere. Secondo me “Pigne!!” è una traduzione SBAGLIATISSIMA di “Nuts!!”. Non credo ci possa essere una traduzione che rispecchi al 100% il significato in italiano di questa imprecazione. Molteplici vie potevano essere intraprese, allontanandosi però dal significato originario. Le mie proposte: “Giammai!!”, “Col Cavolo!” (+ volgare). Le parole che per me risulterebbero più adatte potrebbero essere “Sciocchezze!” (intendendo Nuts–> noccioline–>cose di poco conto), “Bazzecole!!” o “Quisquilie!!”, ma le due ultime parole in italiano hanno un che di fumettistico o di linguaggio “alla Totò”, quindi inserite in quel contesto non sarebbero adatte al 100%.
Per finire, il doppiaggio è stato eseguito dalla Direzione Radiofonia Rai. Se qualcuno riesce a reperire un recapito per richieste in merito me lo comunichi!
artemix80
22 ago 2007 - 14:35 - #23P.S.: vi immaginate noi fans italiani nei boschi a raccogliere pigne per inviarle a raidue? In America le noccioline magari se le mangiano…a Raidue servirebbero delle pigne..un’idea di che farsene ce l’avrei..
Simondel
22 ago 2007 - 14:58 - #24Sì, le traduzioni dei dialoghi in italiano fanno spesso ridere.
Per non parlare dei titoli… stravolti.
Comunque, per semplice informazione, le pigne (”pinecones”) impacchettate erano state inviate alla CW dai fans di Everwood in una delle iniziative tese a salvare la serie.
Purtroppo senza successo.
Che si siano confusi? :-)
MONK
22 ago 2007 - 15:40 - #25Non sapendo del gioco di parole in lingua originale , io come penso anche altri l’ho presa per buona.Certo potrebbero stare piu’ attenti. Facendo una battuta si potrebbe dire che era una pigna di noccioline.
Heinz
22 ago 2007 - 16:27 - #26A parte le pigne, di questo “finale” mi ha deluso la mancanza di rivelazioni chiare sulla situazione bellica mondiale, come invece era stato promesso dalla voce fuori campo che commentava le anticipazioni trasmesse in coda alle puntate precedenti, le notizie trapelate nel dialogo tra Heather e il colonnello Hoffman erano molto scarne, e quella bandiera a stelle e strisce mutate in verticali è un puro effettaccio… Dove andremo a finire se anche le produzioni statunitensi stanno perdendo il rispetto per i telespettatori?
gatz
23 ago 2007 - 00:45 - #27Ma sinceramente non l’ho trovato così scandaloso. Chi ha visto l’intera puntata l’ha capito lo stesso. E’ praticamente impossibile doppiare nuts con qualche altra imprecazione senza cadere in un fuori sincrono macroscopico. I giochi di parole purtroppo si perdono praticamente sempre se si procede con il doppiaggio.
Ian
23 ago 2007 - 09:52 - #28Ma non erano complessivamente di meno le stelle sulla bandiera di camp liberty?
ash
23 ago 2007 - 12:16 - #29Quando si traduce si deve rendere il senso (e non tradurre letteralmente) e inoltre si ha l’obbligo di far combaciare il labbiale con il suono. Problema da nn sottovalutare…
I pun si perdono spesso. Ma non mi pare un dramma.
Ian
23 ago 2007 - 15:39 - #30Nella pagina dell’episodio su wikipedia c’è uno screenshot della bandiera, http://en.wikipedia.org/wiki/Why_We_Fight_%28Jericho_episode%29, e un video su youtube con le sequenze finali originali http://www.youtube.com/watch?v=3xCB6QtohHA . A me sembrano di meno delle 50 attuali.
molengai
23 ago 2007 - 19:52 - #31invece di pigne si poteva rispondere
“picche”, direi che il senso in italiano è quello ed è della stessa lunghezza
nathan79
27 ago 2007 - 01:40 - #32Ho scaricato le puntate di raidue da A-mule dopo averle viste già in tv; per essere sicuro ho riguardato la puntata in questione e sia il nonno che Jake dicono: “BIGLIE!” ripetuto tipo tre volte; nel Film di guerra degli anni ‘60 (intitolato “Bastogne” appunto) il comandante tedesco quando legge il foglietto dice (chiaramente nel doppiaggio italiano, ignoro nella lingua originale): “CICCIA!”. A questo punto non so più chi ha ragione.
artemix80
31 ago 2007 - 21:43 - #33Non so se qualcuno leggerà questo post..comunque, commentando il famoso episodio della battaglia di Bastogne nella quale un generale americano rispose “Nuts!” all’ordine di arrendersi da parte dei tedeschi, il suddetto generale americano spiega poi in una “velina” ai tedeschi: “Se non sapete cosa significhi “nuts”, esso sta all’espressione inglese “ANDATE ALL’INFERNO”". Secondo me quindi “All’inferno!” (se non proprio “Andate all’inferno”) ci stava tutto. ecco il link dove è narrato l’episodio della battaglia di Bastogne, Belgio, Seconda Guerra Mondiale:
http://www.thedropzone.org/europe/Bulge/kinnard.html
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23 ott 2007 - 14:00 - #34[…] La Season Premiere, andata in onda Giovedì, nonostante la forte promozione, il traino di CSI e la presenza delle Guest Star Hugh Jackman e Melanie Griffith ha raccolto solo 8.4 mln di telespettatori. Il secondo episodio, programmato domenica nel suo slot definitivo, ha fatto anche peggio con 6.2 mln. Alla CBS, lo sanno bene i fans di Jericho, non si scherza con le cifre ed è arrivata istantanea la chiusura. […]
Overrated! I limiti della risorsa telefilm per Al
21 nov 2007 - 03:50 - #35[…] Di certo, i puristi che consultano le fonti americane saranno rimasti inorriditi da un tale ritardo, ma esiste un target di massa anche per le serie tv che a mio parere non andrebbe snobbato, fatto dai tempi dettati dalla programmazione in chiaro. In più, bisogna ricordare che non tutti sono in grado di consultare i siti stranieri. Personalmente, ho ritenuto di condividere delle indiscrezioni-anteprima che da noi fanno notizia solo adesso, vista la recente conclusione della terza stagione, e che fanno di un Dr.House un prodotto commercialmente appetibile come L’Isola dei Famosi, seppur di tutt’altra qualità. Di certo, se vi avessi parlato con tanta rilevanza della seconda serie di Kyle Xy, non avrebbe destato lo stesso interesse (e poi per questo ci sono i siti specializzati che monitorano il panorama americano con un intento più specialistico che divulgativo come il nostro). Mettendo da parte ogni giustificazione, visto che resto fermamente convinto di ciò che scrivo e del perchè lo scrivo, vorrei riallacciarmi allo spunto di riflessione che vi richiamavo all’inizio. Si tratta di un articolo scritto da Aldo Romersa, responsabile coordinamento acquisti Rti, intervistato di recente dal nostro Share. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Quando ho letto il suo intervento sul libro della collana Link dedicato ai telefilm, inizialmente sono rimasto tanto scettico quanto incuriosito. Vedere un professionista del settore, che lo conosce più delle sue tasche, dare al telefilm dell’overrated, vale a dire del sopravvalutato, dà da pensare. Soprattutto se lui per primo è pronto a riconoscere i limiti di questa risorsa che tanto si decanta con i guanti. Ve ne propongo un breve ma esaustivo sunto, con le speranze che sia di auspicio per imparare a trattare il telefilm per quello che è, né più nè meno, senza il bisogno di ricorrere alle snobbistiche prese di posizione del cinema d’autore o alle svilenti strategie promozionali della reality-generation: “Nonostante come programmatore mi sia passata per le mani roba buona… nè la passione nè il mestiere mi spingono ad aggiungermi all’incondizionato peana del seriale di importazione che oggi sento intorno a me. Certo: mi rendo conto che di questi tempi il telefilm statunitense possa apparrire il luogo del Moderno Televisivo, il racconto in cui più spesso troviamo innovazione di linguaggi e di generi… Oggi faccio un lavoro diverso rispetto al passato: devo chiedermi quanto e quale seriale servirà alla reti generaliste Mediaset, soprattutto in futuro. Se voglio immaginare quanto sarà strategico il seriale statunitense anche in futuro, sulle reti free italiane, devo considerare bene alcuni insegnamenti che mi arrivano dal passato: ne ho, li uso. E questo confronto col passato mi dice un po’ di cose: che il successo dei telefilm è ciclico, che molta parte dell’attuale successo del telefilm è mediatica, drogata dalla chiacchiera che ci si sta facendo sopra e sovrastimata, che il telefilm è una risorsa scarsa e che è anche una risorsa rischiosa… Il successo del serial americano, per chi opera nella free, è relativo. Se escludiamo l’europeo Rex, le punte passate di Beverly Hills 90210 e Er, o più recentemente Dr. House, i telefilm si muovono mediamente in un range di ascolti che sta fra l’8% e il 14% di share, dai 2,5 ai 4 milioni e più di telespettatori, sempre più spesso eroso dal precedente passaggio effettuato dalle reti pay. Insomma, rappresentano buoni, talvolta ottimi risultati per reti con obiettivi di ascolto contenuti, più targettizzati. La risorsa del seriale Usa è una risorsa scarsa, almeno se guardiamo alle necessità teoriche dei nostri prime time. Agli screenings avevamo visto 18 nuovi drama destinati ai principali network Usa e solo tre d’acchito ci sono sembrati degni del nostro prime time italiano: Ugly Betty, Heroes, Jericho e già sapevamo che mai sarebbero potuti essere tutti e tre Mediaset. Se in un anno porti a casa 24 o 36 prime time per tre reti non è che hai trovato un asset che ti cambi radicalmente il tuo mix di palinsesto… In più, il seriale USA è una risorsa rischiosa. Ci si trova ad acquistarlo quasi a scatola chiusa: opzionare una serie dopo aver visto il solo pilot è comunque un azzardo, per quanto fiuto ed esperienza servano proprio a non sbagliata… Una risorsa abusata: per amore di controcanto ho certo esagerato nel descrivere le problematiche, e non solo i vantaggi. Ma insomma, che cosa ti insegnano quando impari a giocare a calcio in cortile? Che la cosa peggiore è buttarsi tutti sulla palla, e sul seriale mi sembra che rischiamo di fare lo stesso… Persino la metariflessione è il segnale che il fenomeno è maturo, sfruttato. Perchè in effetti, per un Dr. House, quanti perdibilissimi episodi abbiamo visto di infiniti altri serial malriusciti? No, grazie, risparmiamoci l’importazione indiscriminata. Altrimenti finiremo presto a guardare questa bella fioritura come fosse stata una fiammata, e a giudicare il fenomeno seriale con le parole definitive e tombali di Gregory House: Overrated”. (nessun voto) 0 Commenti […]