Decisamente, il video del giorno, che si merita addirittura un’Ansa.
In esso, Carmelo Bene chiama Benigni (i due erano in collegamento nel corso di una trasmissione Rai, quando il collegamento si interrompe). Successivamente, ecco Bene alle prese con una lettura dantesca con la quale l’attore celebrò il primo anniversario della Strage di Bologna dalla Torre degli Asinelli.
Era il 1981, ben prima che Benigni firmasse un contratto decisamente cospicuo per riportare lo stesso Dante in televisione, dopo averlo portato in giro per l’Italia. D’altra parte, Dante non è esclusiva di nessuno. Ma il video con la lettura di Carmelo Bene, reso disponibile su YouTube proprio da quella Medianova che cura insieme a Marsilio Editore la pubblicazione di “Carmelo Bene legge Dante”, è un preziosissimo documento storico.
Non so a che ora abbiate messo questo post, spero non da molto, perché son la prima a commentare. Se fosse uscito da tanto sarebbe significativo il silenzio. Carmelo Bene, il teatro e Dante sembrano diventati appannaggio di un’élite. Putroppo…
Merito a Benigni di aver riportato in auge il Poeta. Non credo che sia il miglior lettore dantesco, e credo non lo si reputi neanche lui. Ma portare le letture in tv da parte sua è buona cosa. Io son felice che il servizio pubblico paghi per questo.
Era, anzi è (in)cosciente “di come e di tatto”: una magnifica “bestia matematica”, fiera ed (es)temporanea.
Sarei stato offeso quanto deluso se a quest’articolo si fossero inseguiti commenti su commenti: ciò che egli disfece, a dispetto del dono logorroico, ostaggio del “senso”, che cerca di trasmettere un sempiterno significato delle immagini di volta in volta vieppiù scontate, non deve generare teatrante affabulazione o intellettuale comprensione di sé.
Quando vedo articoli come questi così poco postati capisco perché la tv e i rotocalchi sono invasi di gossip, reality e compagnia bella… Alla fine anche commentare che fanno schifo è un piacere e, come si dice nel mondo pubblicitario - italiano - “bene o male, l’importante è che se ne parli”… Mah…
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lookinfor
26 lug 2007 - 18:53 - #1Non so a che ora abbiate messo questo post, spero non da molto, perché son la prima a commentare. Se fosse uscito da tanto sarebbe significativo il silenzio. Carmelo Bene, il teatro e Dante sembrano diventati appannaggio di un’élite. Putroppo…
Merito a Benigni di aver riportato in auge il Poeta. Non credo che sia il miglior lettore dantesco, e credo non lo si reputi neanche lui. Ma portare le letture in tv da parte sua è buona cosa. Io son felice che il servizio pubblico paghi per questo.
Malaparte
26 lug 2007 - 19:33 - #2Eppure, il silenzio che precede e segue il tuo commento, ahimé, è davvero indicativo.
derma
26 lug 2007 - 23:42 - #3Bene : Benigni = Padre : Patrigno
derma
27 lug 2007 - 00:06 - #4C.B. non ha mai “voluto” essere “ecumenico”.
Era, anzi è (in)cosciente “di come e di tatto”: una magnifica “bestia matematica”, fiera ed (es)temporanea.
Sarei stato offeso quanto deluso se a quest’articolo si fossero inseguiti commenti su commenti: ciò che egli disfece, a dispetto del dono logorroico, ostaggio del “senso”, che cerca di trasmettere un sempiterno significato delle immagini di volta in volta vieppiù scontate, non deve generare teatrante affabulazione o intellettuale comprensione di sé.
lookinfor
27 lug 2007 - 19:33 - #5Quando vedo articoli come questi così poco postati capisco perché la tv e i rotocalchi sono invasi di gossip, reality e compagnia bella… Alla fine anche commentare che fanno schifo è un piacere e, come si dice nel mondo pubblicitario - italiano - “bene o male, l’importante è che se ne parli”… Mah…