Diego Cugia non è più l’autore di Funari. Apocalypse Show ora si chiama Vietato Funari. Al posto di Cugia, Giampiero Solari, altra firma storica delle produzioni Ballandi. L’operazione è di quelle da golpe - un po’ come avvenne con l’avvicendamento che portò la De Filippi sul trono di Uno, due, tre Stalla! al posto della Ercolani - e da far tremare i polsi persino a un irriducibile funariano come il sottoscritto.
C’è bisogno di spiegar perché? Bene. Proviamoci. Dunque, Funari ritorna in RAI dopo un confino durato un’eternità, roba che in confronto Biagi è stato veramente a farsi una vacanza. Poi finalmente gli danno il suo show di prima serata, insieme a Cugia. L’obiettivo è quello di fare qualcosa di diverso - nei limiti del varietà-Ballandi-style -. E qualcosa di diverso ci sarebbe anche, come testimonia la prima diretta-blog della prima puntata. Con alcuni aggiustamenti da fare, chiaro.
Invece, ecco la debacle nella seconda puntata: 12%, roba che a RaiUno in prima serata abbassa di parecchio una media di rete pur molto alta, in questo periodo. Ma nonostante tutto, Del Noce e Giancarlo Leone lasciano piena fiducia a Funari. E poi il fattacio.
Per questo, anche se attendo con curiosità di osservare insieme a voi cosa cambierà con la nuova gestione, esprimo le mie riserve sull’evento, convinto come sono che i cambi in corsa a livello autoriale non facciano che rimandare a altri responsabilità che sono di tutti. Di chi il programma lo produce, di chi lo ha collocato il sabato sera, di chi lo conduce, di chi lo dirige, di tutti coloro che lo rendono un prodotto fruibile al pubblico, secondo i rispettivi ruoli e gradi.
Del resto, dubito che l’operazione possa portare a un sensibile miglioramento degli ascolti. Anche se il Vietato Funari potrebbe funzionare da specchietto per le allodole.
Angelo Ferrari si chiedeva, insieme a altre domande cui sarà interessante provare a rispondere,
Vista la sequela di flop che sta collezionando Raiuno…sarà ancora una vola colpa degli autori o qualcuno comincerà a sospettare che anche la direzione di rete ha le sue responsabilità ?
La risposta, ahimé, giunge dagli eventi.
sal
07 mag 2007 - 23:33 - #1e inutile cambiare ormai il pubblico ha fatto la sua scelta.gli ascolti rimarranno invariati.
Teox
07 mag 2007 - 23:37 - #2Il sabato sera di raiuno si gioca tutto all’esordio della prima puntata… ormai la frittata è fatta!
ele87
07 mag 2007 - 23:50 - #3io non ho visto il programma ma questi cambiamenti almeno per “un due tre,stalla!” hanno peggiorato la qualità ma migliorato(di poco) lo share! come per “uomini e donne” partito da talk show come il vecchio “amici” e diventato una kermesse di aspiranti vallette/i!
reeno
07 mag 2007 - 23:52 - #4Funari resisti!!!!!!!!!!!!
Nonsonodante
07 mag 2007 - 23:58 - #5Il punto non è il cambio di autore, ma se Funari leggerà ancora il copione o no…
- Fabio -
07 mag 2007 - 23:59 - #6Piu’ che cambiare autore , bisogna apportare dei migliomaneti allo show….
Non dimentichiamoci che il sabato sera è monopolizzato da un “mostro sacro” della tv, ovvero La Corrida!!!
Sono proprio curioso di sapere che succedera’ sabato…
Nico lab
08 mag 2007 - 00:00 - #7Secondo voi Sabato prox lo share del programma sarà ad una cifra?
Picchiatello
08 mag 2007 - 00:10 - #8La minestra riscaldata ha le gambe corte…., a meno che non cambino tutto e comincino con il togliere il conteggio delle ore…ma mi ripeto Funari a quell’ora di sabato sera su Raiuno…
TELE VISIONI
08 mag 2007 - 00:13 - #9Vedrete che cambieranno anche il regista, è un classico…le colpe son sempre degli altri…tra un po’ daranno le colpe ai telespettatori che non hanno seguito il programma…
DanieleD
08 mag 2007 - 00:23 - #10Andrà ancora peggio
jackk
08 mag 2007 - 00:29 - #11scusate non capito ma cambieranno anche il titolo????????
Angelo Ferrari e le domande (sul flop Funari e al
08 mag 2007 - 01:15 - #12[…] In seguito al flop-Apocalypse Show, e prima che venisse diramato l’annuncio della sostituzione di Cugia con Solari, Angelo Ferrari, noto autore televisivo, poneva una serie di domande che mi piace riproporvi nella spranza di generare un dibattito costruttivo. Cercherò di dare le mie risposte a queste domande in un post futuro. Intanto, se vi va, cimentatevi anche voi. […]
Cecca
08 mag 2007 - 02:14 - #13La colpa è di DELNOCE, sempre lui.
Proprio oggi su “La Repubblica” ho notato un commento che condivido e che riassumo brevemente, con parole mie.
“Siamo sicuri che la colpa non sia di Funari? Che in colpo di Genio la colpa non sia della Ventura? Che, praticamente, la colpa sia sempre del pubblico che non apprezza il valore delle cose belle?
Non è che magari la colpa ce l’ha il direttore di rete, unico a non smentirsi mai, a non darsi mai la zappa sui piedi, a non mettersi in discussione, a non ammettere che si sbaglia quando vuole mantenere in piedi i suoi programmi e soprattutto i suoi personaggi ed invece pronto a dare contro a chi non ama?! Chi firmava l’articolo ricordava che il signorino DelNoce quest’anno ha difeso a spada tratta i due flop Colpo di Genio e Funari ed è stato capace di affossare l’unico grande successo della stagione di RaiUno, ovvero il Festival di San Remo del grande Pippo Baudo.
A questo punto io vorrei anche ricordare che sempre DelNoce ha chiuso nel dimenticatoio la Carrà con la scusa che il pubblico non la apprezzava più per poi travestire i suoi Sogni nel Treno dei Desideri per la Clerici, e sempre DelNoce ha firmato la fine della carriera televisiva della Cuccarini perché a suo dire “i suoi programmi non facevano ascolto”. Peccato che l’unico programma di Lorella che non faceva ascolto è stato SCOMMETTIAMO CHE?!
Lì si che era colpa di Lorella, mica del format, nuovissimo e bellissimo !!!
DIMETTITI !!!
Cecca
Bogo
08 mag 2007 - 05:05 - #14Ma di cosa stiamo a discutere? Si sa tutti che del noce è stato messo lì per affossare la rai…
Controvento
08 mag 2007 - 08:25 - #15Allucinanti certi commenti, Del Noce sono anni che vince sempre negli ascolti, altro che affossare
Controvento
08 mag 2007 - 08:26 - #16Per quanto riguarda Funari non credo cambierà nulla sugli ascolti, la gente lo rifiuta dall’inizio e questo già dalla prima puntata
DierRe
08 mag 2007 - 10:50 - #17Solari è stato spesso alla diretta di radiodue per Sanremo con i Gialappi (era autore di Michelle H.), fa morir dal ridere.
Doctorweb
08 mag 2007 - 11:11 - #18Chi lo dice che il cambio autorale non possa risolevar gli ascolti del programma??Certo Solari non e’ come Maria dei Miracoli,che ha reso ancora piou’ volgare e schifoso un progetto di fattoria decisamente brutto e a dir poco vergognoso…
CiA
08 mag 2007 - 11:19 - #19Ma non sarà che con il nuovo titolo gli autori abbiano raccolto il messaggio/speranza lanciato dai fruitori di Rai Uno -due-tre ….. stalla ??!!
sal
08 mag 2007 - 16:19 - #20del noce ha portato raiuno ad avere degli ascolti record, ha solo sbagliato gli ultimi due sabati sera e colpo di genio.
Piripicchio_
08 mag 2007 - 19:23 - #21Daje Funà! Sono sta-dispiaciuto per il flop di AP.Sh, il programma a me non dispiaceva ma in alcuni momenti era davvero troppo lento e il tema di fondo un pochettino pesante.Spero che questa nuova formula migliori gli ascolti, ne dubito, anzi sono certo del contrario, semplicemente perchè la Corrida è una corazzata.
Un uomo medio di 50 anni o una donna media di 50 anni (ad esempio) che sta a casa il sabato preferisce di gran lunga un presentatore rassicurante come Gerry Scotti e il disimpengo puro della Corrida, a temi apocalittici o monologhi di denuncia.Non so se dire purtroppo, però è così
Stefano Mura
09 mag 2007 - 12:00 - #22Jurassic TV
“La notizia è di quelle gustose. Gianfranco Funari a maggio prossimo potrebbe tornare in Rai dopo 11 anni di assenza e con una prima serata tutta sua”. “Enzo Biagi dichiara: «Presto torno in tv su Raitre» Il giornalista bolognese, volto storico della televisione pubblica, si prepara a un rientro dopo l’esilio forzato negli anni della Cdl”.
Queste, come molti nostri amici lettori potranno constatare aprendo le pagine di spettacolo (e non solo) dei giornali italiani, sono le notizie del momento. E a ben vedere hanno tutte le caratteristiche per essere le cosiddette hard news, le notizie importanti e di rilievo nazionale. Si, perché nell’Italia dei Reality tutto parolacce e corpi al vento, dei Carabinieri belli e intelligenti, dei Poliziotti scaltri, dei Pacchi combinati, dell’Italia (quella vera) sul Due e di Striscia la Notizia che su tutto vede e provvede, quella di Funari e Biagi che tornano in Rai è la più interessante delle notizie. Io su questo ho fatto un piccolo ragionamento. Mi immagino un ragazzo che coltiva passioni artistiche tipo la danza, il canto, la recitazione. Ne immagino un altro che è appassionato di giornalismo, di sport, di cultura, di cinema e storia. Li fondo insieme, grazie all’immaginazione, in un’unica persona. Ed ecco qua pronto il futuro studente di Scienze della Comunicazione. Ora lo faccio nascere e crescere in questa nostra cara Italia e a 24 anni, appena laureato e pronto ad entrare nel mondo del lavoro, lo piazzo davanti alla televisione, gli faccio leggere i principali giornali, lo metto di fronte alla triste realtà. 78 anni Funari e 86 Biagi. Due uomini che appartengono a un secolo diverso e che ancora non rinunciano a mettere i remi in barca, che non lasciano spazi ai giovani, che occupano i palinsesti della televisione pubblica. Ma soprattutto, come nel caso di Funari, hanno il coraggio di fare queste dichiarazioni: «Si è allungata la vita di tutti: i calciatori giocano a 40 anni. Perché hanno chiamato me e Biagi? Perché tra i volti nuovi non vedo artisti, piuttosto degli impiegati della tv». Allora mi chiedo, quali prospettive per noi giovani in un sistema che non ha il coraggio di cambiare? Come possiamo cambiare questa mentalità? E cosa dire a tutti i laureati che dello Spettacolo studiano teorie, principi, progetti, tecniche? Ed ecco che torniamo alla questione principale. Il giovane dalle precoci velleità artistiche dovrà fare Amici per diventare cantante o ballerino, perché tanto studiare costa troppa fatica e tempo. Sognerà di interpretare un Carabiniere, lasciando da parte De Filippo o Molierè. Deciderà di entrare nel Grande Fratello, cosi magari finisce a fare l’opinionista perché tanto di fare il giornalista non se ne parla. Badate bene, io non ce l’ho con Funari e Biagi. Io me la prendo con chi gli permette ancora di lavorare, alimentando in loro la convinzione di essere indispensabili e in noi giovani la frustrazione di stare a casa pensando a quale programma nuovo si potrebbe fare in tv, a come sarebbe bello scrivere un articolo o un palinsesto radiofonico, finendo invece a chiederci a quale Santo votarci per trovare un lavoro. Nel 1993 Steven Spielberg dirigeva il film Jurassic Park sul ritorno dei dinosauri nella terra grazie ad una manipolazione genetica. Potere profetico della settima arte?
Franco Boldrini
10 mag 2007 - 10:59 - #23Funari mal gestito, non credibile, proiettato in mezzo ad assemblaggi scriteriati
di spezzoni scollegati che potrebbero appartenere ad altre trasmissioni.
Inguardabile.
APPUNTI SULLA POST TELEVISIONE (19)- ELOGIO DEI R
11 giu 2007 - 19:25 - #24[…] Cari miei, non stiamo messi bene. E’ tempo di bilanci e scopriamo che se Dio è morto noi telespettatori non ci sentiamo meglio. Siamo morti di stanchezza. Dopo l’Apocalisse a metà flop per uno tra Diego Cugia e Gianfranco Funari; dopo lo scassamento di balle western di “Wild West” della mai silente Alba Parietti; dopo il fuori di testa di “Colpo di genio” a cura della spremiata ditta Del Noce (che aveva cominciato meglio) e Simona Ventura (i sogni di mattatrice spesso son desideri come nella canzone di un celebre film di Disney); dopo… eccetera eccetera, ci troviamo a fine stagione di “garanzia” così si chiama (”garanzia” di che?) a leccarci le ferite sulle mani vuote. “Garanzia” di qualità? Come siamo ridotti, mamma mia. La consolazione qualcuno la trova in qualche stagionato documentario storico (da mascella slogata a furia di sbadigli) o in qualche speranza ancora lontana: san Bob Benigni salvaci tu con il Dante sciacquato in acque toscanacce, mentre Carmelo Bene dal cielo o da dove si trova si affaccia perplesso ai merli della Torre degli Asinelli di Bologna tra i quali recitò indimenticato i versi del Gran Poeta, oggi tappabuchi nazionale. Si guarda al futuro perchè il passato è mesto e il presente è lesto a rovinar serate e a crear equivoci di stagione con qualche film recuperato dai magazzini della critica lodante e qualche tentativo di sit comedy che più sit, seduta, non si potrebbe, dai colpi di genio si richia di prendere insolazioni con i “Colpi di sole”. Comunque, auguri ai debutti sperimentali o speri…colati, insomma molto poco mentali in senso giusto. Mi pare che non ci siamo. Non tanto per colpa degli autori, quanto di chi comanda, dei produttori e dei dirigenti. La sorte delgi autori sta, come dimostrano le grandi storie dello spettacolo e della cultura del Novecento, in braccio a chi produce e dirige; gli autori solo in pochi casi sono in grado di scuotere il servaggio, solo pochissimi strappano con talento e astuzia spazi creativi, ampliandoli. Chi gira vuoto spesso sono i megacapi che procedono, quando va bene, per aggiustamenti progressivi o regressivi (l’Apocalisse). Di Antonio Serra ce n’è uno e pochi altri, i restanti se non son nessuno sono amici di Nessuno con la maiuscola (i megacapi che parlano fitto fitto sui giornali per dirci quando sono bravi e come sono malcompresi). Che si fa? Ricette non ne ho. Leggo però nel libro “Fare storia con la televisione”, a cura di Aldo Grasso, edizioni Vita e Pensiero, un capitolo a firma di John Ellis, professore di Media Arts a Londra. Balsamo per le mie ferite. Balsamo per le mie attese legate, come si sa, a “Viziati 2- La Tv ha un grande futuro alle spalle” ,senza punto interrogativo, che andrà in onda dal 10 luglio alle 23.30 su Rai3. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Ellis scrive che la tv può essere stata visitata in questi ultimi cinquant’anni da “gioielli”, ovvero programmi prestigiosi, realizzati per un pubblico “d’élite”, spesso ricalcando opere teatrali, cinematografiche o letterarie apprezzate da un punto di vista culturale. Ma, ecco il punto, Ellis continua sottolineando un fatto che abbiamo sotto gli occhi: la vera testimonianza offerta dalla televisione saranno i rifiuti veri e propri. Ovvero, il trash. Ellis dice ad esempio che il “Grande Fratello” e gli altri reality show sono, se visti semplicemente come programmi, solo testi impoveriti; e che la loro importanza “sta nel clima di discussione che li circonda”, sta nella forza che dimostrano all’interno dei contesti nazionali, creando una reazione positiva ai tentativi di internazionalizzazione della tv, delle tv. Per conto mio, suggerisco di Ellis di usare l’imperfetto - “stava” invece di “sta” - e di dubitare sulla capacità antagonistica in chiave nazionale di questi programmi. Ma lo stimolo delle cose che afferma nel suo scritto “Il passato sullo schermo” mi pare notevole. Anche per l’invito che rivolge: bisogna studiare il trash, i reperti, poichè attraverso di essi (anche attraverso di essi, aggiungo) si può capire come sta cambiando il modo con cui la storia viene prodotta e vissuta. Ecco il gran lavoro da fare. Rimbocchiamoci le maniche e frughiamo nei cassonetti. Non ci sono solo bambini abbandonati (che orrore) o corpi sminuzzati di genitori assassinati e mandati in discarica (altro che Quentin Tarantino) ma ci sono reperti da analizzare singolarmente come componenti dell’insieme che formano, e che ci hanno trasformato,e vogliono calcare il tallone di ferro, in “viziati” per adesso e soprattutto gli anni a venire. Viziati di tutto il mondo unitevi! Nelle mani vuote o nel pugno alzato, o dove volete voi, fate che il telecomando sia la vostra arma non violenta! ITALO MOSCATI postato da Italo Moscati il lunedì 11 giugno 2007 in: […]