Fox America cancella X Factor. Simon Cowell torna nella versione inglese del talent show

La Fox America ha deciso di cancellare X Factor dopo tre stagioni. Simon Cowell ha deciso di tornare nella versione inglese del talent show

La ricerca della nuova popstar americana si ferma, almeno per "X Factor Usa": la Fox, che ha trasmesso per tre stagioni il talent show di Simon Cowell, ha deciso di non rinnovare il programma per una quarta stagione. Alla base della decisione del network, non solo la decisione di Cowell di tornare nella versione inglese del programma, ma anche lo scarso successo dello show che, a differenza di "American Idol" e "The Voice", non è riuscito ad ottenere ascolti sufficienti per diventare un altro talent show di successo.

Gli ascolti di "X Factor Usa" sono calati nel corso delle stagioni: se la prima stagione ottenne una media superiore ai dieci milioni di telespettatori, la seconda ha subìto un calo, fermandosi ad una media di otto milioni di persone. L'ultima stagione, invece, è stata vista da una media di sei milioni di telespettatori. Troppo pochi per fare di "X Factor" un talent show della rilevanza mediatica degli altri programmi del genere.

X Factor Usa

Il cambio di giurati non ha avuto l'effetto sperato dai produttori: fatti fuori Paula Abdul e Nicole Scherzinger nella prima edizione, l'arrivo di Britney Spears e di Demi Lovato nella seconda è servito a ben poco, mentre Kelly Rowland e Paulina Rubio, nella terza, non hanno contribuito ad alzare gli ascolti.

Neanche i vincitori delle tre edizioni hanno ottenuto la popolarità utile a rendere il programma una macchina di talenti: la vincitrice della prima edizione, Melanie Amaro, non ha avuto fortuna con i suoi singoli, tant'è che il suo album non è mai uscito. Tate Stevens, che ha vinto la seconda edizione, ha visto la chiusura del suo contratto con la Sony dopo le vendite non altissime del suo album, mentre Alex & Sierra, vincitori dell'ultima edizione, devono ancora pubblicare il loro.

La cancellazione sarebbe dovuta ad una difficoltà per il format di proseguire senza Cowell, che ha deciso di tornare nella versione inglese di "X Factor", in cui era stato giudice per sette edizioni (lo show è giunto all'undicesima edizione):

"Ho passato dei fantastici dodici anni, sia ad X Factor che ad American Idol. Ed a parte il fatto di essere abbastanza fortunato dal trovare qualche talento negli show, ho sempre ricevuto un incredibile benvenuto dal pubblico americano (per gran parte del tempo!). Lo scorso anno, per una serie di ragioni, ho deciso di tornare (per la prima volta dopo quattro anni) nella versione inglese di X Factor nel 2014. Quindi torno in Inghilterra e voglio ringraziare la Fox per essere stata una grande partner e voglio ringraziare tutti quelli che hanno sostenuto i miei show".

"Per tutti noi alla Fox, Simon è più di una delle personalità più prolifiche della tv- è parte della nostra famiglia", ha detto Kevin Reilly, presidente del network. "Uno showman e partner con esperienza, non c'è nessuno più creativo ed appassionato di Simon, e ci sentiamo fortunato ad aver partecipato ad una collaborazione incredibile con lui per dodici anni. Sfortunatamente, non c'è X Factor Usa senza Simon Cowell, ma capiamo e sosteniamo la sua decisione di focalizzarsi sui format internazionali e sulla prossima fase della sua vita personale. Gli auguriamo il meglio, e speriamo di potere lavorare ancora con lui".

Insomma, la Fox "dà la colpa" alla decisione di Cowell di tornare nella versione inglese dello show, anche se gli ascolti di "X Factor Usa" sembrano avere avuto la loro parte nella decisione di cancellare il programma. Ad ogni modo, gli americani potranno buttarsi su un altro talent tra i vari proposti dalla tv generalista.

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