Il destino catodico di Boris è inesorabilmente legato al pesciolino rosso che ne fa da mascotte. Il classico animale domestico che, nonostante i buoni propositi e le premure per preservarne la longevità, è destinato ad avere vita breve. Trasformate la fiera faunistica in una conferenza stampa e il gioco di parallelismi è fatto: l’entusiasmo per vendere il prodotto e per goderne nell’immediato dei frutti è seguito in entrambi i casi dalla disillusione per l’affare sfumato, sia per i produttori che per i telespettatori.
Negli accattivanti promo Boris veniva definita una fuori serie che si fa riconoscere. E infatti non passa decisamente inosservata. E’ sorprendentemente curioso - anche se non propriamente originale - vedere una fiction che irride se stessa, le leggi del proprio esistere in quanto finzione pagata, il proprio codice linguistico e narrativo.
In Boris, in quanto ad animali da set colti in tutta la loro primitiva bestialità, ce n’è per tutti i gusti, dal divo pieno di sè alla starlette svampita passando per lo stagista-zimbello di turno, completamente allo sbando in un set isterico e in preda a un insensato delirio di onnipotenza.
Questo crea ritmo, dialettica, non-sense a suo modo intriso di una sua carica sferzante e forse persino brillante. Trovare tra gli altri un insospettabile Dipollina nel calderone di citazioni e sfottò metatelevisivi strappa persino un sorriso di complicità, favorisce il consenso di un pubblico stuzzicato nella propria cultura del mezzo.
Boris nasce, dunque, come un’autocritica funzionale ad elevarsi rispetto al genere di appartenenza, grazie alla capacità di svelare le ipocrisie che si celano dietro la macchina da presa. E, proprio perchè lo sfottò è autoreferenziale, si candida da sè, in modo un po’ ruffiano, al titolo di prodotto intelligente, lungimirante, di qualità.
Per quella mentalità un po’ italiana e a cazzo di cane (parole non nostre, ma prese in prestito dal dissacrante diizionario della serie), va a finire che parlar male degli altri e del piatto su cui comunque si sta mangiando è sempre meglio che mettersi in discussione ed esporsi con dei propri contenuti.
Perchè, come scritto tra le righe da Dipollina, questa volta quello vero in carta e ossa, si corre il rischio che a rubarsi tutta la scena sia proprio Gli occhi del cuore 2, il prodotto di bassa lega ma pur sempre di budget ridotto che fa da cornice denigratoria durante le riprese della stagione stagione.
Carolina Crescentini che recita (?!?) la parte della cagna
DierRe
26 apr 2007 - 23:56 - #1Lo sto seguendo. Il dialogo per trattare sulle ragazze è geniale:
Stagista: Arianna ha detto che vuole 4 ragazze sui 25 anni, bionde….bone
Stagista: Ok, un attimo. Arianna, ha detto Alvaro: belle o bone?
Arianna: mmmhh…fregne
Stagista: Ah, ok! Arianna dice che le vuole fregne.
Stagista: dice che ha 3 fregnette!
Arianna: 4 eh!
Stagista: Alvaro? Sì, allora, fregnette vanno bene, però 4!
E qui ho lodato gli autori. Poi io l’ho scritta a braccio, seguitevi le puntate, ne vale la pena.
Manlio.
26 apr 2007 - 23:59 - #2Ho seguito tutte le puntate di Boris e lo trovo abbastanza divertente e piacevole da seguire.
però la collocazione praria mi pare panalizzante e riduttiva: un solo episodio di mezz’ora a settimana….
E cmq il cast secondo me è ben amalgamato, e poi ricordiamoci che loro recitano non hanno scritto copioni e trame…
Tra tutti cmq la Guzzanti è la migliore!
Gatto Nero
27 apr 2007 - 00:14 - #3Lucas, ma perché questa acredine? Son due post che vedo la stessa solfa…
ramada
27 apr 2007 - 00:18 - #4Questo filmato mi ha fatto ridere! Il telefilm mi ispirava molto anche prima di uscire e se avessi sky lo guarderei volentieri (a proposito, nn c’è speranza, vero, che venga trasmesso anche da qualche altra rete, tipo italia1 magari?)
p.s. sbaglio o quello che fa il regista è anche un doppiatore? la sua voce nn mi è nuova (George Clooney forse? e quasi sicuramente l’ex marito di Susan in desperate housewives..)
DierRe
27 apr 2007 - 00:32 - #5sì sì, due tre son doppiatori, infatti è recitato bene il telefilm asd
Marioz
27 apr 2007 - 00:43 - #6oh! Lord Lucas scrivi semplice che non si capisce un c’azzo!
è bello o no?
Piero M
27 apr 2007 - 01:01 - #7Mi ha piacevolmente colpito la Guzzanti nel ruolo dell’assistente
La avevo già vista in trasmissioni insieme a suo fratello Corrado e sua sorella Sabina, e qui’ è stata una buona conferma
Gloria
27 apr 2007 - 09:06 - #8A me ’sto video ha fatto ridere. Certo, come dice Grasso, un conto è fare la parodia di grandi telefilm come il Dr House o Desperate Housewives e un conto è parodiare Un medico in famiglia, però un pizzico di originalità in più rispetto alle altre fiction di casa nostra c’è sicuramente.
sario
27 apr 2007 - 09:27 - #9Dite quello che volete, ma la Crescentini è una delle più belle attrici, o pseudo-attrici, che abbiamo in Italia.
mattia86
27 apr 2007 - 09:52 - #10Io vedendo Boris posso affermare che ho trovato la stessa atmosfera che c’è sui set quando io mi sono trovato a fare la comparsa. Assistenti di regia nervosi e sempre di corsa, truccatrici invadenti ed attori isterici. Oggi devo fare lo stagista anche io (ma solo per 3 giorni) e vedere questi episodi mi ha messo un po’ in guardia ,-)
FabrizioVH
27 apr 2007 - 09:57 - #11Loro si divertono e io mi diverto con loro…
Lord, ultimamente mi stai diventando un po’ troppo snob…
Henry
27 apr 2007 - 10:38 - #12ho visto un paio di spezzoni su youtube e non ho mai riso cosi tanto per una serie italiana.
Divertentissimo, dissacrante e con dialoghi ottimi!!!!
monsieur anonyme
27 apr 2007 - 10:54 - #13boris è moooolto carino. e sermonti in versione comica-autoironica è molto efficace, vedi la sitcom radio sex (che tipo va in onda su sky show, credo)
chardon
27 apr 2007 - 10:55 - #14ma scusa lord, ora che dovremmo ringraziare il signore (dio non murdoch) che finalmente si vede una fiction diversa che prende per il culo tutto e tutti (anche se stessa) e fa ridere e proprio tu ti metti a fare il superbo (o il rosicone, come si dice a roma)?
Lelisa
27 apr 2007 - 11:37 - #15Ho trovato bravi e divertenti Sermonti e la Guzzanti junior ma a parte qualche sprazzo di momenti comici la serie secondo me resta sul “piacevole”, quindi molto lontano dall’essere divertente, dissacrante, tagliente come le sitcom dovrebbero essere. Va bene la parodia ma se non si aggiunge un po’ di pepe il prodotto non è niente di speciale. Un personaggio mi pare ricalcare l’inserviente di Scrubs, per il resto forse vedendo il cast e il bombardamento mediatico mi aspettavo un prodotto migliore, perciò sono rimasta delusa. La qualità sembra la stessa delle fiction che dovrebbero prendere in giro con l’attenuante di far almeno ogni tanto ridere.
Se per voi basta vedere così qualche video estrapolato per gridare già al capolavoro e considerare snob e superbo chi invece alla fine si non si è divertito tanto beh vi accontentate di poco, per fortuna in giro si vede di molto meglio rispetto a Boris…
em-one
27 apr 2007 - 11:54 - #16Guardate la serie è molto carina.Io,che nel mio piccolo mi sono trovato a fare la comparsa sui set numerose volte, vi posso confermare che è davvero cosi che funziona quasi tutte le volte..trovi persone isteriche, nevrotiche,incapaci o arroganti e spesso vedi il ragazzo-stagista che è nuovo sul set e cerca di darsi da fare non sapendo neanche bene cosa..Boris sia d’esempio su come fare una sit-com all’italiana!!
Federicaa
27 apr 2007 - 12:43 - #17non sono x niente d’accordo con l’articolo.
la serie è carina, semplice e originale, fa benissimo a prendere in giro le fiction all’italiana.
karloff
27 apr 2007 - 13:30 - #18Guardatevi anche l’altro video:
http://www.youtube.com/watch?v=r3RXFYlYhoc
Lord Lucas
27 apr 2007 - 13:49 - #19Non ho detto che Boris non mi piace. Ho detto che non mi convince del tutto. Nella critica contano anche le sfumature ;)
TFM
27 apr 2007 - 15:28 - #20E visto che si parla di sfumature. Lord Lucas, tu dici che a Boris manca la credibilità “il potersi permettere la boria nei confronti della categoria”. Ecco, questa sfumatura non mi convince per nulla. Chi può permetterselo, allora? Chi dà la patente a chi?
Lord Lucas
27 apr 2007 - 16:03 - #21Caro Tuttofamedia, io penso che Boris sarebbe fantastica con Gigi Proietti che recita la parte del finto divo e Ambra Angiolini (attrice per caso che si dimostra più brava di chi la fa per mestiere) nei panni della finta starlette.
Ovviamente il mio è un paradosso, per dire che ci vorrebbero del vero talento e una cifra artistica veramente superiore per poter fustigare i vizi degli altri.
Nei protagonisti di Boris vedo poca ironia e troppa coscienza della propria superiorità ed è questo che non mi convince.
Ma, siccome in Italia al Festival di Sanremo non partecipano più gli Antonello Venditi o le Elisa, anche a Boris dobbiamo accontentarci degli scarti delle altre fiction, di chi vuole uscirne pulito snobbando storie d’amore in corsia e dandosi allo sfottò di qualità :)
Come in Italia un Antonio Albanese può permettersi di fare satira (non cito gli altri pluridecantati che per me farebbero bene a darsi alla politica), non penso che Pietro Sermonti e Carolina Crescentini riescano a farci riflettere prendendo le distanze dai propri personaggi.
TFM
27 apr 2007 - 19:10 - #22Caro Lord Lucas, mi hai quasi convinto. “Quasi” perché va dato atto a “Boris” di averci fatto vedere il grande Roberto Herlitzka nei panni di un vecchio attore di teatro -cocainomane- costretto a recitare in quella poltiglia per soldi. D’accordo con te sui Sermonti e sulle Crescentini, ma con Herlitzka (e grazie ad un’ottima scrittura) io nei primi due episodi il “corto circuito” l’ho visto, ed è per questo che elogio “Boris”. Rimanendo sempre in attesa delle prossime puntate. Ad ogni modo, sempre positivo avere idee differenti.
Saluti
Andrepx
28 apr 2007 - 14:31 - #23Sono riuscito finalmente a vedere una puntata della serie e devo diro che mi ha positivamente imopressionato. E’ carina e divertente…. non mi sembra vero che sia una produzione italiana…
Reloaded
22 mag 2007 - 00:08 - #24Fresco di visione del settimo episodio di Boris, che mi ha strappato dei sorrisi e qualche risata (evento raro con una fiction italiana, per quanto mi riguarda), navigo un po’ alla ricerca di notizie sulla serie quando inciampo nella recensione (recensione?) acida e bisbetica di Lord Lucas che mi ha lasciato addosso tristezza e sconforto per la sciattezza delle capacità argomentative, il pressapochismo dei giudizi sparati come nel meno sentito dei compitini in classe, e quell’inesorabile e asfittica sensazione “che tanto in Italia non va mai bene niente tanto vale tenersi quello che c’é”.
Lord Lucas, Boris è una commediola, non è un trattatello di sociologia della comunicazione sulla fiction italiana e tantomeno un tentativo di autocritica.
Boris non mette alla berlina proprio nessuno, Boris vuole intrattenere e basta. E, per quanto mi riguarda, ci riesce pure.
LORD LUCAS HA SCRITTO:
“Dunque, quel che manca a Boris, in certi passaggi, è proprio la credibilità, il potersi permettere la boria nei confronti della categoria, la coscienza dei propri handicap, spacciati per punti di forza di una campagna autocelebrativa che ha invaso i manifesti pubblicitari come le pagine dei giornali senza rinunciare allo spamming via blog (che è un po’ il vecchio passaparola).”
Lord Lucas, ti faccio una domanda prendendo spunto dalle tue stesse parole: e tu che credibilità avresti per scrivere “recensioni” così boriose?
Il programma-relitto: non lo vedo e non ne parlo
19 giu 2007 - 15:05 - #25[…] E’ tempo di bilanci di stagione e non c’è sito web o quotidiano che ometta la lista nera dei flop annuali. Persino Fabio Canino ha stemperato la tensione dell’insuccesso, dichiarando che comparire a tutta pagina nella pagina dei necrologi televisivi è diventato un must che contempla solo la gente che conta (da Simona Ventura a Gianfranco Funari passando per Paolo Bonolis). Ma, accanto al gran numero di format ed esperimenti che naufragano miseramente, ce ne sono tanti altri, annoverabili nella categoria dei programmi relitto, che non meritano nemmeno la considerazione della stampa. Della serie, nun te se fila nessuno, sia nel bene che nel male. Dunque è il caso di fare un piccolo sunto per dare onore anche a quei programmi tv di cui non ha parlato nessuno. Prendete lo Stile Libero di Max Giusti ad esempio. Quantomeno Siani aveva fatto gridare al flop, animando accese discussioni sulla deriva napoletana dello show e sollevando contestazioni sulla sua inadeguatezza alla conduzione. Ma chi ha commentato l’assoluta indolenza con cui Giusti ha assunto le redini la baracca? Il comico più inflazionato di Raidue ha preso in consegna un’eredità così onerosa visibilmente controvoglia, senza alcuna propositività creativa. E i risultati ne sono stati la conferma: non soltanto Libero in seconda serata è andato malissimo, ma è giunto al termine nel più assoluto anonimato. Ma per un Max che non buca c’è un Mazzocchi insapore che riesce a far passare inosservato persino un format bomba come Balls of Steel. Un prodotto così ben confezionato e audace che, se sperimentato su Italia1 con una conduzione da Iene, avrebbe fatto sfracelli. Peccato che su Raidue vada in onda a fine stagione, buttato lì dopo una prima serata al miele con La Sposa Perfetta, senza alcuna coerenza editoriale. Il pubblico giustamente se ne impipa e, dunque, non vale neanche la pena di scriverne fenomenologie o stigmatizzarne il presunto rischio diseducativo (visto che lo corrono in pochi). Voliamo ancora più basso facendo un passo cronologico indietro. Pensiamo a una trasmissione andata in onda a gennaio-febbraio, ogni domenica in seconda serata, che ha completamente seminato le proprie tracce. Trattasi di Anche se… di Francesco Paolantoni, l’one man show che avrebbe dovuto risollevarne le sorti e ne ha definitivamente segnato l’oblio. Anche in questo caso bisognerebbe chiedersi… chi l’ha visto e soprattutto chi ne ha parlato? Perchè, diciamola tutta, o bene o male purchè se ne parli resta una ricetta di lunga vita catodica, che renderà immortali anche delle castronerie allucinanti come Colpo di Genio o, tanto per non gradire, un trash-show imperituro come Grimilde. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ L’indifferenza, insomma, è la peggior nemica del piccolo schermo, soprattuto se dopo una prima edizione plurichiacchierata e di grande impatto mediatico si assiste al completo tracollo di un’idea. Pensiamo a Distraction, che l’anno prossimo potrebbe ritrovare il conduttore sferzante di sempre dopo un’annata impalpabile targata Enrico Papi. E’ il rischio della sperimentazione, destabilizzare e dunque rinunciare alla potenza di un format in cui ha un gran peso una tenuta efficace e brillante. Il palinsesto di Italia1, non a caso, ha un altro grande fantasma disperso nei meandri della programmazione: Danger. Il suo Marco Berry le ha provate tutte, ottenendo prima di tutto lo spostamento al mercoledì sera per evitare i temibili Amici di Maria. Ma purtroppo non è servito e, vista la totale mancanza di appeal sul prime time, si è trovato relegato in seconda serata, senza troppe protese nè rumori. E chissà che non vada incontro a un destino analogo Colpi di Sole, la sitcom anticonformista dell’access di Raitre che sta riuscendo a far peggio dei Buttafuori dell’estate passata. In questo caso se n’è parlato tanto alla vigilia, ma come sempre la visione desta qualche perplessità e dunque i buoni auspici iniziali lasciano il tempo che trovano. Non basta una marketta della Littizzetto o un parrucchiere gaio fin troppo caratterizzato per auspicare alla qualità e all’innovazione dei contenuti. E il telespettatore, fiutata la fuffa, se ne tiene alla larga. Ora, in chiusura di questo dossier, verrebbe da chiedersi in modo del tutto spassionato… tra i programmi-relitto di cui non vedremo un futuro (forse perché non c’è mai stato un presente), possiamo contemplare anche Boris? In tal caso, si accettano suggerimenti perchè, se da una parte c’è l’effetto hype della rete non trascurabile, dall’altra troviamo un dato di fatto innegabile: il popolo dei telefili di Sky, tra un’anteprima di Grey’s e una prima visione di Lost, non rimane tempo né voglia per Radio Sex & Co. Questione di gusti… e di lungimiranza. postato da Lord Lucas il martedì 19 giugno 2007 in: […]
Renzo86
20 giu 2007 - 12:50 - #26Caro Lord Lucas, guardando le puntate di Boris, mi sono fatto un’idea.
Lo scopo principale di questa serie è quello di mettere alla berlina le fiction italiane con un’ironia pungente e dissacrante. La scelta di Sermonti è stata più che mai azzeccata proprio perché lui stesso è interprete di fiction! Un Gigi Proietti in un simile ruolo sarebbe davvero poco credibile!
Effettivamente le intenzioni della serie sono un po’ snob, ma non capisco perché solo i “pluridecorati” possano permettersi di fare satira. Boris fa ridere e soprattutto fa riflettere: pensate a tutte le frecciate sui raccomandati, al direttore che prende la pillola blu e chiama la segretaria, all’attrice che può dire quello che le pare “basta che non ti fermi”. La satira è contro dei prodotti italiani che sinceramente trovo inguardabili ma che purtroppo la gente ama (vedi incantesimo, che per me rappresenta l’aberrazione pura), e che sono proprio fatti “a ca**o di cane”.
Ben venga la Boria di Boris :-), piuttosto che guardare certa robaccia!
Lord Lucas
20 giu 2007 - 13:56 - #27Infatti io lo guardo ancora con tanto interesse, pur riconoscendone alcuni limiti. Grazie per il tuo intervento, Renzo. un saluto! ;)
Edoardo Costa? Insoapportabile!
10 lug 2007 - 13:47 - #28[…] Pare che i criteri per entrare siano molto selettivi e che il portfolio degli iscritti sia davvero prestigioso. Stanno prendendo lezioni di recitazione da Costa, per fare due nomi “di punta”, la sua ex-fiamma Mirela Kovacevic (appena uscita dal Grande Fratello) e l’ex-tronista Salvatore Angelucci. Insomma, alla boria del nostro Edoardo non c’è mai fine (persino questa mattina non ci ha risparmiato i suoi aneddoti di uomo di mondo come ospite di Stella, in cui ha raccontato di aver praticato konfu (mica cotiche). Sapete a cosa fa pensare il suo atteggiamento falsamente cosmopolita? All’esilarante macchietta della sitcom Boris, di nome Stanis La Rochelle, per il quale è tutto ‘troppo italiano’. […]
Samaele1977
07 nov 2010 - 15:55 - #29Praticamente basi il nodo principale della tua critica non sull’attuale qualita’ del prodotto, ma sul curriculum di chi ci lavora. Decisamente “italiana”, e poco credibile, per non dire poco seria, come argomentazione.