Tutta colpa dello share… recita lo slogan di Boris, fuori-serie tutta italiana targata Fox Italia (finalmente un’eccezione al diktat dell’importazione).
Da lunedì 16 aprile sbarca su Fox, ogni lunedì alle 23.00, il primo prodotto seriale realizzato da Sky Italia giocato sul rapporto tra finzione e realtà (in un post di Notuno tutti i dettagli).
L’intento è quello di un’incursione satirico-graffiante nel mondo della fiction italiana, con un’interessante dose di metanarratività e backstage.
Per la serie, che succede dietro le quinte di una produzione in balia delle leggi dell’audience?
Tra i protagonisti, come precedentemente annunciatovi, un Pietro Sermonti sempre più dedito ad avventure sperimentali, visto che dopo il reality della terza età SuperSenior e l’esperienza in Radio Sex di Rosso Alice ha deciso di puntare sul satellite, e Caterina Guzzanti, direttamente dall’influente entourage della Gialappa’s Band. In più c’è anche Carolina Crescentini, attrice rivelazione di Notte prima degli esami.
Come mai vi annunciamo nuovamente l’arrivo sugli schermi di questa serie?
Perchè è online il blog grazie a cui interagire con la produzione, pronta a condividere con voi tutti i segreti del set.
Il piccolo schermo ha sempre più bisogno della rete per raccontarsi e mettersi a nudo… che Boris sia l’ennesimo armistizio dell’acerrima lotta internet vs tv?
Boris-Expedit
08 mar 2007 - 21:41 - #1ahahahah….una fiction a mio nome……che bello….:D
razorina
28 mar 2007 - 09:28 - #2sono molto curioso di vedere questa serie…mi sembra un’idea molto interessante quella di fare una fiction sulla fiction, e per quel che ne so dovrebbe essere anche la prima di questo tipo. No?
Il programma-relitto: non lo vedo e non ne parlo
19 giu 2007 - 15:06 - #3[…] E’ tempo di bilanci di stagione e non c’è sito web o quotidiano che ometta la lista nera dei flop annuali. Persino Fabio Canino ha stemperato la tensione dell’insuccesso, dichiarando che comparire a tutta pagina nella pagina dei necrologi televisivi è diventato un must che contempla solo la gente che conta (da Simona Ventura a Gianfranco Funari passando per Paolo Bonolis). Ma, accanto al gran numero di format ed esperimenti che naufragano miseramente, ce ne sono tanti altri, annoverabili nella categoria dei programmi relitto, che non meritano nemmeno la considerazione della stampa. Della serie, nun te se fila nessuno, sia nel bene che nel male. Dunque è il caso di fare un piccolo sunto per dare onore anche a quei programmi tv di cui non ha parlato nessuno. Prendete lo Stile Libero di Max Giusti ad esempio. Quantomeno Siani aveva fatto gridare al flop, animando accese discussioni sulla deriva napoletana dello show e sollevando contestazioni sulla sua inadeguatezza alla conduzione. Ma chi ha commentato l’assoluta indolenza con cui Giusti ha assunto le redini la baracca? Il comico più inflazionato di Raidue ha preso in consegna un’eredità così onerosa visibilmente controvoglia, senza alcuna propositività creativa. E i risultati ne sono stati la conferma: non soltanto Libero in seconda serata è andato malissimo, ma è giunto al termine nel più assoluto anonimato. Ma per un Max che non buca c’è un Mazzocchi insapore che riesce a far passare inosservato persino un format bomba come Balls of Steel. Un prodotto così ben confezionato e audace che, se sperimentato su Italia1 con una conduzione da Iene, avrebbe fatto sfracelli. Peccato che su Raidue vada in onda a fine stagione, buttato lì dopo una prima serata al miele con La Sposa Perfetta, senza alcuna coerenza editoriale. Il pubblico giustamente se ne impipa e, dunque, non vale neanche la pena di scriverne fenomenologie o stigmatizzarne il presunto rischio diseducativo (visto che lo corrono in pochi). Voliamo ancora più basso facendo un passo cronologico indietro. Pensiamo a una trasmissione andata in onda a gennaio-febbraio, ogni domenica in seconda serata, che ha completamente seminato le proprie tracce. Trattasi di Anche se… di Francesco Paolantoni, l’one man show che avrebbe dovuto risollevarne le sorti e ne ha definitivamente segnato l’oblio. Anche in questo caso bisognerebbe chiedersi… chi l’ha visto e soprattutto chi ne ha parlato? Perchè, diciamola tutta, o bene o male purchè se ne parli resta una ricetta di lunga vita catodica, che renderà immortali anche delle castronerie allucinanti come Colpo di Genio o, tanto per non gradire, un trash-show imperituro come Grimilde. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ L’indifferenza, insomma, è la peggior nemica del piccolo schermo, soprattuto se dopo una prima edizione plurichiacchierata e di grande impatto mediatico si assiste al completo tracollo di un’idea. Pensiamo a Distraction, che l’anno prossimo potrebbe ritrovare il conduttore sferzante di sempre dopo un’annata impalpabile targata Enrico Papi. E’ il rischio della sperimentazione, destabilizzare e dunque rinunciare alla potenza di un format in cui ha un gran peso una tenuta efficace e brillante. Il palinsesto di Italia1, non a caso, ha un altro grande fantasma disperso nei meandri della programmazione: Danger. Il suo Marco Berry le ha provate tutte, ottenendo prima di tutto lo spostamento al mercoledì sera per evitare i temibili Amici di Maria. Ma purtroppo non è servito e, vista la totale mancanza di appeal sul prime time, si è trovato relegato in seconda serata, senza troppe protese nè rumori. E chissà che non vada incontro a un destino analogo Colpi di Sole, la sitcom anticonformista dell’access di Raitre che sta riuscendo a far peggio dei Buttafuori dell’estate passata. In questo caso se n’è parlato tanto alla vigilia, ma come sempre la visione desta qualche perplessità e dunque i buoni auspici iniziali lasciano il tempo che trovano. Non basta una marketta della Littizzetto o un parrucchiere gaio fin troppo caratterizzato per auspicare alla qualità e all’innovazione dei contenuti. E il telespettatore, fiutata la fuffa, se ne tiene alla larga. Ora, in chiusura di questo dossier, verrebbe da chiedersi in modo del tutto spassionato… tra i programmi-relitto di cui non vedremo un futuro (forse perché non c’è mai stato un presente), possiamo contemplare anche Boris? In tal caso, si accettano suggerimenti perchè, se da una parte c’è l’effetto hype della rete non trascurabile, dall’altra troviamo un dato di fatto innegabile: il popolo dei telefili di Sky, tra un’anteprima di Grey’s e una prima visione di Lost, non rimane tempo né voglia per Radio Sex & Co. Questione di gusti… e di lungimiranza. postato da Lord Lucas il martedì 19 giugno 2007 in: […]
Giacomo di "2 Come Loro"
25 giu 2007 - 12:23 - #4Buongiorno a tutti!
Da una parte sono veramente contento che si riesca a portare sullo schermo delle produzioni Italiane! ed aggiungo - Finalmente - perchè sarebbe l’ora di dare un cambio di direzione al trend di importare sempre e comunque.
Il perchè invece ho un pò di astio a leggere ciò riguarda un progetto al quale sto lavorando da quasi 2 anni.
2 anni in cui per promuovere quello che secondo me ed i miei collaboratori è un progetto dai contenuti molto forti, abbiamo cercato di far leva proprio su quello: L’Italia che Produce!
Il problema? Nonostante le centinaia di commenti entusiastici delle persone che hanno visitato il nostro sito e il nostro mySpace, ci è totalmente impossibile farci ascoltare se non dalla comunità! …che dovrebbe essere la parte fondamentale visto che sono loro i consumatori, ma che purtroppo non ha la facoltà di mandare in onda.
Non ho ancora avuto modo di guardare Boris, ma rimedierò quanto prima!
tvblog
21 lug 2007 - 23:37 - #5[…] […]
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22 gen 2008 - 22:31 - #6MeshX 2.3 crackMeshX 2.3 crack