Franco Bragagna a Londra 2012 commenterà le Olimpiadi per la dodicesima volta (iniziò ai Giochi Invernali di Albertville ’92): sarà, come sempre, la voce dell’atletica.
Al tuo fianco però non ci sarà lo storico compagno Attilio Monetti.
“Esatto, lui e Stefano Tilli commenteranno le competizioni da Casa Italia, mentre con me ci sarà Paolo Bellino”.
Dovrete fronteggiare la concorrenza di Sky, come hai sottolineato durante la telecronaca del Golden Gala.
“Sì, ma vorrei precisare che con quelle frasi volevo soprattutto esaltare il lavoro Rai, dire ‘Ci siamo, siamo pronti’. Non avevo assolutamente intenzione di sminuire il lavoro dei miei colleghi di Sky, anzi: Maurizio Compagnoni e Nicola Roggiero sono bravissimi, mi piacerebbe anche lavorare con loro”.
Ma…
“Ma quello che discuto è il caressismo: non puoi chiamare Fabio Caressa a commentare le gare di nuoto solo perché è famoso, è un insulto all’olimpismo. Per raccontare le competizioni olimpiche c’è bisogno di gente che conosca la materia, non sono ammesse improvvisazioni”.
Cos’è il caressismo?
“Non è giornalismo. È raccontare una partita in maniera folkloristica, usare la stessa enfasi per il gol che fa vincere l’Italia ai Mondiali e per il gol del sette a uno dell’Inter contro l’ultima squadra di serie A. Quando guardo una partita, a me la voce di un piazzista non interessa. La fortuna dello sport è che la cosa migliore sta per accadere, è imprevedibile. Non c’è il rischio di perdere lo spettatore, perché a lui interessa l’evento”.
Non credi, quindi, che un cattivo cronista faccia perdere spettatori.
“No, così come ritengo che molto raramente un bravo cronista ne faccia guadagnare. E quelle poche volte che succede lo fa perché è folcloristico o usa tormentoni. L’unica eccezione che mi viene in mente in questo senso è quella di Giampiero Galeazzi, che con le sue telecronache ha contribuito a dare fama al canottaggio. Ma le sue erano cronache giuste, a tono, e anche il tormentone veniva usato in maniera adeguata”.
E le tue telecronache come sono? Generalmente gli spettatori riconoscono la tua bravura e la tua competenza, ma a volte dicono che sfiori il saputellismo.
“Ma sai, l’atletica è uno sport strano da raccontare, nel senso che ci sono tanti fronti di racconto, tante cose in una, per cui devi essere in grado di capire all’istante di capire cosa è importante dal punto di vista giornalistico e se necessario passare da un argomento all’altro. Le immagini passano dal lancio del giavellotto di uno sconosciuto al salto in alto che vale la medaglia d’oro. Un mio difetto, in effetti, è quello di aprire tanti discorsi e concluderne pochi. Ma è normale che sia così, il prodotto televisivo dell’atletica propone continui rovesciamenti di fronte”.
Un’altra critica che ti fanno è che interrompi spesso il tuo compagno Monetti.
“Attilio è un commentatore tecnico atipico, spesso viaggiamo su torrenti differenti che non sono uno l’affluente dell’altro. E così succede che qualche volta va fuori dal seminato, si lascia un po’ prendere la mano come se volesse dire ‘Ci sono anch’io’. Però il mio compito è quello di capire cosa è giornalisticamente importante, e quindi se c’è bisogno di interromperlo, lo faccio per riportare l’attenzione sulla gara”.
Fino a pochi anni fa, tu, Sandro Fioravanti e Auro Bulbarelli eravate le tre voci storiche – rispettivamente – di atletica, nuoto e ciclismo. Adesso Fioravanti e Bulbarelli sono passati alla vice-direzione, abbandonando le telecronache. A te non è stato proposto?
“In realtà di proposte me ne sono arrivate, e di diverso tipo. Per esempio mi avevano anche chiesto di diventare il commentatore del ciclismo, ma – pur amando questo sport – ho preferito rinunciare, anche perché gli scandali che l’hanno travolto non si dimenticano facilmente. Per quel che riguarda la “promozione” a ruoli di coordinamento, ho fatto un ragionamento un po’ egoistico: continuando le telecronache guadagno di meno, è vero, ma di sicuro mi diverto di più. La possibilità di raccontare come il mondo cambia attraverso lo sport è qualcosa che non si può sostituire. Insomma, sarei anche adatto a un ruolo di comando per il modo di ragionare, ma non per il mio carattere. Fare il telecronista è sempre stato il mestiere che volevo fare sin da bambino, e in particolar modo il telecronista dell’atletica. Il mio sogno l’ho realizzato, perché cambiare?”
Non hai altri sogni, dal punto di vista professionale?
“Mi piacerebbe insegnare. Ma non insegnare come si fanno le telecronache, per carità: quello è un fatto intimo, privato, corrisponde a un modo di essere personale, non si cambia. Bragagna non potrà mai diventare Galeazzi”.
Raisport è diventata bersaglio fisso della critica durante Euro 2012.
“Credo che sia un po’ la storia del ‘Piove, governo ladro’. Nell’immaginario collettivo noi siamo sempre la tv di stato vecchia, che fa fatica a cambiare, a prescindere. Nello specifico, poi, credo che il critico televisivo per antonomasia (Aldo Grasso, ndr) non abbia l’onesta intellettuale migliore per giudicare. Se le sue critiche sono costruttive (anche se in realtà di sport non capisce molto), di sicuro mi fermo a ragionare su quello che ha scritto, e se sia il caso di migliorare. Ma spesso lui scade in personalismi gratuite, ha preso di mira per anni Auro Bulbarelli senza un motivo preciso. Anche su di me ha scritto cose non vere, dicendo che ai Mondiali di Siviglia del 1999 avevo gridato allo scandalo perché nel salto in lungo l’oro non era stato assegnato a Fiona May. E pensare che invece la May da quella volta non mi saluta più proprio perché avevo detto che era giusto non darle l’oro!
In ogni caso, credo che quello di Grasso sia un astio personale verso la Rai nato dai tempi della sua direzione radiofonica, che non era stata ritenuta soddisfacente. Personalmente, comunque, durante i grandi eventi tendo a non leggere le critiche televisive, per non farmi condizionare”.
Ma secondo te la Rai agli Europei com’è andata?
“Io credo che mediamente i telecronisti di Sky siano più bravi della Rai, te lo dico senza mezzi termini. Questo è dovuto sia all’allenamento (nel senso che loro commentano le partite di calcio ogni settimana) sia a un fattore a monte. Per entrare in Rai devi essere un giornalista professionista e avere determinati requisiti: se poi sei un bravo telecronista, tanto meglio. A Sky, invece, possono scegliere chi vogliono, puntare su una persona senza vincoli”.
Temi la concorrenza in vista delle Olimpiadi?
“È chiaro che rispetto a Sky avremo delle limitazioni. Ma sono limitazioni che ci stuzzicano e ci spingono a fare bene, certo non ci buttano giù. Personalmente non credo che noi faremo molto meno rispetto alle edizioni passate, avremo comunque dodici ore al giorno. Magari trasmetteremo meno competizioni in cui non ci sono italiani, e quindi verremo un po’ meno allo spirito olimpico, ma nel complesso penso che la nostra offerta sarà completa. E poi seguire tredici canali in un mosaico come propone Sky non è certo semplice per lo spettatore!”
Commenterai solo l’atletica?
“No, anche le cerimonie di apertura e chiusura e qualche sport poco conosciuto, come il kayak o la canoa”.
E come ti prepari?
“Non mi preparo appositamente, nel senso che seguo già tutti gli sport (a parte il cricket, confesso che non lo capisco) e posso adattarmi senza problemi. Non c’è sport che non mi piaccia”.
Tu sei ormai la voce riconosciuta dell’atletica italiana. Come vivi questa responsabilità?
“Io sono arrivato dopo Paolo Rosi, ma non subito dopo, nel senso che c’è stato l’intermezzo di Marco Franzelli. Questa per me è stata una fortuna, nel senso che sarebbe stato difficile venire subito dopo un monumento come Rosi: il pubblico, abituato ad abbinare ogni sport a una voce, avrebbe fatto fatica ad accettare un telecronista come me, per altro piuttosto naif rispetto a lui. Rosi, per altro, non era espertissimo di atletica, ma come tutti i telecronisti dell’epoca del monopolio veniva idolatrato. Forse fin troppo”.

28 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
lordkobe
le critiche della concorrenza non erano inaccetabili?
#1 - Scritto il
Fabsite
Caressa risponderebbe: "a Franco, stai a rosica'…"
#2 - Scritto il
alexius00
Su Caressa ha ragione! Lui e Rosolino non reggono il confronto, per dire, con un Mecarozzi ed un Sacchi!
#3 - Scritto il
sansav
sinceramente questa diatriba Sky-Rai ha un pò rotto le scatole. guarderò le olimpiadi in Muto
#4 - Scritto il
taichi
questa "polemica" tra commentatori sta iniziando a rompere le scatole, manco i bambini di 5° elementare litigano così, avete rotto, commentate e cercate di fare bene il vostro lavoro invece di criticarvi a vicenda
#5 - Scritto il
black_bellemy
Se ognuno guardasse in casa sua sarebbe meglio. Comunque quello di Caressa è uno stile e può piacere o non piacere, mentre il problema della Rai è l'inadeguatezza del duo Collovati-Gentili, della Ferrari, di Varriale… Hanno messo a commentare i mondiali il duo Costanzo-Galeazzi, ci rendiamo conto?
#6 - Scritto il
filfil
Beh su Grasso ha ragione da vendere! Un piccolo monarca in regno in cui ha tanti sudditi che guardano la tv per lui e poi sempre per lui muovono delle critiche…Basti pensare a come è cambiato il suo giudizio sulla Ventura. Quando era in Rai era una pescivendola, ora che è passata a Sky per fare esattamente quello che faceva in Rai, più quell'orribile programma sugli Oscar è diventata una sorta di Madonna scesa in terra! A RadioRai fece solo danni,era il 92/94 circa, non ricordo bene l'anno ma i disastri che apportò li ricordo ancora. Il suo allontanamento fu solo una liberazione… ovviamente se la legò al dito!
#7 - Scritto il
edokenobi
Caressa almeno mi terrà sveglio senza addormentarmi con la bava alla bocca sul divano
#8 - Scritto il
filfil
Hai ragione quello di Caressa è uno stile, da folklore, ma è uno stile! Ma proprio perché nel commentare sembri posseduto, dovresti evitare critiche a chi fa il tuo stesso lavoro. Soprattutto quando ti viene fatto notare che le tue critiche hanno sollevato un polverone ed evitare di rispondere con frasi del tipo"si vabbè però hanno iniziato loro"..sembra di tornare alle elementari, quando la maestra ti rimprovera per una frase di troppo e tu per giustificarti rispondi " ma ha iniziato lui signora maestra"…insomma da sbattere al muro entrambi! Detto questo che si impicchino tutti :-) oddio a Caressa aggiungete uno o due cuscini, da nanetto qual'è non arriverebbe al cappio :-))
#9 - Scritto il
Giugiola
Caressa commentatore di qualsiasi sport è un insulto all'intelligenza!!
#10 - Scritto il
chiara86
caressa a commentare il nuoto? ma siamo impazziti?! "e phelps va a prendersi un thè caldo, pubblicità! " orripilante.
#11 - Scritto il
chiara86
caressa a commentare il nuoto? ma siamo impazziti?! "e phelps va a prendersi un thè caldo, pubblicità! " orripilante.
#12 - Scritto il
i90
bragagna la tua arroganza non ha limiti mi fai schifo come uomo e come giornalista
#13 - Scritto il
Bactrocera
Bragagna ha ragione su tutto. Qualunque giovane sotto i 35 anni appassionato di atletica e sci di fondo lo deve in parte anche a Bragagna per il suo modo di raccontare. Forza Bragagna !
#14 - Scritto il
biruz
Grande Bragagna! Caressa che il nuoto equivale ad una Binetti che dirige un film porno. Comunque il problema della Rai sono i vari Collavati, Varriale e, soprattutto, la sig.ra De Benedetti-Twitter.
#15 - Scritto il
TonyBrando
Il nuoto è uno sport noiosissimo, ottimo ci abbiamo messo Caressa, me lo perdo ancor più volentieri.
#16 - Scritto il
TidusFFX
E' vero il caressismo esiste. E' cmq uno stile diverso, molto caciarone tendente alla spettacolarizzazione. Caressa ha fatto del suo stile di telecronaca un suo tratto distintivo. C'è a chi piace e a chi no. Ma meno male, altrimenti avremmo le telecronache tutte uguali. La gente poi sceglie. Mica c'è solo lui a fare le telecronache. Quanto alla competenza, non mi sembra che si possa dire nulla a Sky. Certo caressa non c'entra niente con il nuoto, però sky ha messo come commento tecnico per ogni gara, atleti olimpici super competenti, mica un dossena o uno zazzaroni qualunque.
#17 - Scritto il
stef_mec
Sul fatto che Caressa sia una pippa, perché è quello che è, ha tutte le ragioni del mondo.
#18 - Scritto il
robmax
So che Bragagna può sembrare un pelino saccente, ma le sue telecronache sono ottime non solo sotto un profilo sportivo ma anche culturale. Avete sentito di sfuggita le telecronache del Mondiale giovanile di Atletica leggera su Raisport1 fatte dal suo sostituto (non conosco il nome…)? terrificanti! Impreparazione, incompetenza, errori su errori… Attilio Monetti, tanto simpatico ma che non brilla per lucidità, doveva correggerlo… siamo al colmo! Addirittura presentando il podio del salto triplo ho detto che il vincitore aveva lanciato a una misura di 16 metri e rotti invece che saltato… e ha continuato così per 10 minuti! Quanto alla rivalità con Sky si tratta di gusti personali… tramnne i casi di incompetenza manifesta come quello sopra riportato
#19 - Scritto il
scarlett89
collovati, zazzaroni, mazzocchi, dossena e gentili sono un insulto a chi paga il canone. caressa può piacere o meno, ma non è l'ultimo scemo uscito da chissà dove, è un giornalista, è laureato e parla pure qualche lingua straniera, quanti alla rai possono essere descritti così? pochi. infine, "A Sky, invece, possono scegliere chi vogliono, puntare su una persona senza vincoli.” per vincoli intende raccomandazioni, conoscenze altolocate ecc?
#20 - Scritto il
scarlett89
ah dimenticavo, sembra che gli unici a criticare raisport siano stati aldo grasso e i colleghi sky-mediaset. dimenticano di citare i 20 mln di telespettatori che dovevano sorbirsi le loro scempiaggini
#21 - Scritto il
ella
Nooo che peccato. Mi piaceva la coppia bragagna-monetti, nonostante tutto si completavano bene. Su Caressa è sottoscrivibile al 100%, e se il piccoletto non fosse così tanto pieno di sè farebbe tesoro di certe critiche per il bene suo e di chi l'ascolta.
#22 - Scritto il
bomber75
Ma cosa avete, il filtro anti-critiche Sky?
#23 - Scritto il
santiagooc
Ma come si fa ad affermare che il commento tecnico non fa la differenza? Cioe' sono talmente lontani da un concetto di concorrenza in Rai che pensano veramente che ci sia ancora il pubblico del monopolio… Con tutti i difetti che ha almeno Caressa si aggiorna, si tiene al passo e soprattutto evita di addormentarsi…
#24 - Scritto il
natan93
Dinanzi a Bragagna volassero tutti basso a cominciare da quel miracolato di caressa. Non basterebbero 100 commentatori sky per fare un Franco Bragagna.
#25 - Scritto il
Tony1991
Lasciate fuori dalla polemica Paola Ferrari, ottima giornalista che non c'entra nulla. Ormai sembra diventato lo sport preferito sfottere la Ferrari , cosa diamine c'entra la sua professionalità sportiva se anche si fosse rifatta ? La verità è che non si tollera ancora una donna che commenta il calcio
#26 - Scritto il
odone
Grande Bragagna! Competenza ai massimi livelli. Certo, ogni tanto "sbraca" un po' ma se lo fa per coprire l'inutile Monetti va benissimo. Anche Bellino è bravo e preparato, quando si collegava dalla regia era sprecato. Sono stati un'ottima coppia nelle ultime tappe della Diamond League e non vedo l'ora di ascoltarli alle Olimpiadi.
#27 - Scritto il
gilear
Bragagna non si discute, e per carità, ma non nominiamo Mecarozzi, per favore !!! Fioravanti era ben altra presenza, presentava la gara facendoti capire l'evento, comunicava emozioni pure. Caressa, col suo stile finto-improvvisato, in realtà si fa un mazzo tanto di preparazione e così sarà anche per le olimpiadi. Da abbonata sky, guarderò l'atletica sulla Rai e il nuoto su Sky, e viva la possibilità di scegliere !
#28 - Scritto il