TvBlog Consiglia - The Shield

The ShieldCome sia possibile che Italia1 non abbia annunciato la partenza della quinta stagione di The Shield, è un mistero pressoché inspiegabile.

Non si è visto un promo, non si è letto quasi nulla: è una notizia per iniziati, a quanto sembra, e non voglio nemmeno immaginare quanto questa mancanza di informazione crei danno in termini di ascolti. A volte viene da chiedersi se per caso ci sia il dolo, in una precisa strategia di boicottaggio delle fiction americane, o se sia semplicemente stupidità endemica.

Comunque, The Shield, serie tv di rara bellezza - di quelle non potrebbero mai essere un prodotto italiano - è da vedere. Questa sera, dalle 22:55. E se il mio consiglio non vi basta, ecco quello di Marcus, che riporto per gentile concessione dello stesso.


Guardate "The Shield" questa sera e i prossimi giovedi alle 22:55 su Italia 1.
Si tratta degli episodi della quinta stagione inedita. Ma le puntate sono perfettamente fruibili anche da coloro che non hanno visto le stagioni precedenti, poiché la linea orizzontale della serie prende le mosse direttamente da un fatto di sangue avvenuto in prima stagione (con un ampio riassunto degli avvenimenti) e le sue conseguenze giudiziarie si stringono intorno al collo del protagonista quando, dopo anni di indagini, tutte le prove sembrano inchiodarlo.

Non capita spesso che una serie cresca in gradimento e giudizio critico da una stagione all'altra, come succede con The shield. La quinta stagione è, a giudizio unanime di appassionati e addetti ai lavori, la più bella, drammatica e profonda di quelle scritte e messe in onda fino ad ora. Da notare che lo stesso era stato detto al debutto di ciascuna stagione precedente.

Insomma, The shield va visto perché ha rivoluzionato i canoni del telefilm poliziesco, perché si muove intorno alle gesta di un protagonista cattivo, tormentato ed estremamente realistico nella caratterizzazione, perché annovera una performance collettiva degli attori di grandissimo profilo. Quest'anno, poi, il grande antagonista di serie, il poliziotto della disciplinare che darà filo da torcere a Michael Chiklis alias Vic è un bravissimo e ispirato Forest Whitaker.
Le scene che coinvolgono lui e Michael Chiklis sono di un'intensità drammatica quasi insostenibile. Il fatto che il torto e la ragione stiano in parti uguali da entrambi i fronti dell'indagine conferisce alla storia quell'aura di ambiguità, di realismo e di complessità che rendono The shield rivoluzionario nella forma e nel contenuto.
I due si combattono, cercano di mettersi i bastoni tra le ruote, di indurre l'altro a passi falsi per tutte e undici le puntate, in un gioco al gatto e al topo dove non si sa mai chi ricopre alternativamente il ruolo di preda e chi quello di cacciatore. Ma gli eventi sono destinati a precipitare come nella più cruenta e pessimistica tragedia elisabettiana. Il fatalismo, il crudele destino che si respira e che aleggia sulla testa dei personaggi fanno di questo telefilm una sfida continua ai propri nervi saldi, sicuramente non per tutti i gusti.

E la puntata finale della durata di 90 minuti meriterebbe davvero di essere distribuita al cinema. Perché questo è cinema di alto profilo.

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