Conversando... senza Bonolis

bonolis perego costanzoGrandi misteri (o dovremmo dire forfait annunciati) nel salotto domenicale di Canale5.
Il piatto forte che doveva fungere da traino al tiggì delle 20.00, vale a dire il clamoroso incontro televisivo tra Maurizio Costanzo e Paolo Bonolis, è stato sostituito da un banale surrogato dell'ultimo minuto: un'intervista alla dirimpettaia Paola Perego che aveva smontato il turno poco prima.
A motivare l'improvvisa sparizione dell'ospite di punta, la cui partecipazione a Conversando era stata segnalata dal primo pomeriggio, un'influenza funesta che avrebbe impossibilitato il Paolino nazionale a presentarsi in studio (chissà come mai, fino a qualche ora prima se la passava bene in compagnia della collega di agenzia).
Altra stranezza della giornata, a parte il caso presumibilmente montato ad arte della polemica anti-Bagaglino, l'annuncio della presenza di Bonolis, dallo stesso Costanzo, nel blocco immediatamente precedente, ovvero quello dell'intervista a Bruno Vespa.
Che la marketta al libro del noto giornalista fosse pre-registrata e dunque non potesse prevedere il mutamento di scaletta, peraltro anticipato dalla stessa Perego che prometteva alla fine del suo spazio di tornare eccezionalmente da Costanzo?
Stando ai fatti, Bonolis ha onorato gli obblighi promozionali della sua Commediasexi più malvolentieri di un Sergio Rubini, che un minimo di puzza sotto al naso se la poteva permettere. Ma guarda caso ha mandato giù il colpo in territorio amico, evitando di essere messo in difficoltà da un Costanzo che non lo ha mai particolarmente apprezzato (vedi di recente quando ironizzava sul suo Senso della vita).
La Perego, invece, che si è prestata all'ingrato compromesso aziendalista di tappabuchi, ha tirato fuori il dramma adolescenziale del busto, in contemporanea a un passato da modella, che ha soddisfatto la curiosità morbosa del suo interlocutore.
Quando si dice, meglio un'intervista improvvisata... che un'altra furbamente enfatizzata e poi disertata.
Ma cerchiamo di non farci abbindolare troppo dagli eventi.
Guardate quante se ne dicevano di santa ragione i due presentatori in questione ai tempi della concorrenza sul fronte domenicale.

Paolo Bonolis: "Apprendo con sincero divertimento che Maurizio Costanzo sostiene che Domenica in sarebbe stata battuta dal suo programma su Canale 5. Il mio amico Ciccio Baffo ha una irresistibile vocazione a manipolare e gestire i dati d'ascolto come se fossero malcapitati ospiti dei suoi programmi.
Domenica in ha sistematicamente battuto Buona domenica, con distacchi a volte imbarazzanti. Poi Ciccio Baffo, con strategica lucidità, ha deciso di gettare la spugna lasciando il posto al Grande Fratello e a Uomini e donne. A questo punto Domenica in si è battuta, spuntandola più volte, contro i due format più forti di Mediaset. Vorrei osservare che si tratta di approcci diversi alla vita e alla professione. A me piace cambiare e innovare. Al mio amico Ciccio Baffo piace insistere per lustri sullo stesso programma, consapevole di non rischiare mai. Infatti, quando vince, vince. E quando non vince, cosa che accade sempre più spesso, continua a pensare che ha vinto".

Maurizio Costanzo: "L'insuccesso gli ha dato alla testa, per il resto non posso dimenticare gli ospiti che lui ha preso dal Costanzo Show, da Teodora Stefanova ad altri sconvolti. Non posso nemmeno dimenticare che i numeri parlano chiaro: glieli farò avere per Natale in un pallottoliere. Quando Bonolis, infine, parla di rischio, gli ricordo Tutte le mattine, e gli ricordo anche che imitare Totò rubandone le gag non attiene a un professionista specializzato nelle interviste a Donato Bilancia".

Non vorrei che Paolo si fosse confuso con quell'altro film di D'Alatri, La Febbre appunto. Mentre Costanzo, nonostante l'età che avanza, non dovrebbe essere affatto affetto da problemi di amnesia...

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