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Mafalda di Savoia: su RaiUno avrebbe funzionato?

Pubblicato: 30 nov 2006 da Malaparte

Ci scrive nuovamente Il Tenero Giacomo, a proposito della recente fiction di RaiUno. Ecco le sue osservazioni.
Mafalda di Savoia Un post per commentare i deludenti risultati di ascolto di Mafalda di Savoia che, nella serata di martedì (18.50%) è stata superata addirittura da “50 Canzonissime” mentre in quella di mercoledì (22.73%) ha vinto la serata con uno scarto davvero risibile contro due repliche (di successo, ma repliche). La storia di Mafalda mi affascina da quando ero bambino e contiene tutti gli ingredienti per confezionarne il tipico “santino” di RaiUno: l’amore contrastato per uno straniero, l’intreccio della sua vicenda personale con la Storia tragica dell’Italia divisa in due, il martirio in un campo di concentramento. Tutto materiale che Saccà avrebbe saputo trasformare in un successo e che invece su Canale 5 è passato un po’ in sordina.
Eppure il prodotto non era male. Risentiva del tentativo degli attuali Savoia (Maria Gabriella consulente storica, Clotilde Coureau comprimaria) di lavare dall’onta la memoria della famiglia offrendo al pubblico una martire titolata. Risentiva anche di una programmazione scellerata dei blocchi pubblicitari (il primo blocco andava in mezzo ai titoli di testa della prima puntata), e di una certa ingenuità degli sceneggiatori nell’esordire con le immagini della morte della protagonista a Buchenwald (che forse hanno fatto da sfollagente in prima serata), ma era, tutto sommato, un prodotto onesto con alcune belle interpretazioni e qualche idea visiva non banale.
Quindi mi domando: esistono ormai pubblici differenti divisi per rete? Se un prodotto assomiglia troppo al linguaggio di Raiuno, su Canale 5 non funziona altrettanto bene? Il dibattito è aperto.

Il tenero Giacomo

P.S. Una cosa mi ha indignato però: il totale silenzio sulla responsabilità di Vittorio Emanuele III nella promulgazione delle leggi razziali del ’38. Secondo me nelle intenzioni originali degli sceneggiatori qualche riferimento ci doveva essere. C’era pure un personaggio, l’amica ebrea, della quale non si sa poi più nulla. Che la presenza dei Savoia nel progetto abbia pesato più del necessario?

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22 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di mou

    mou

    30 nov 2006 - 20:55 - #1
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    Sono d’accordo Giacomo,se ci pensi è uno dei motivi per i quali il passaggio di Amadeus sulla rete ammiraglia avversaria non si è rivelato entusiasmante(eufemismo),e un lampada Conti qualsiasi si scorderebbe i 9milioni dell’eredità,qualora seguisse il percorso del suo predecessore…..
    La verità è che i pubblici e i target delle rispettive reti generaliste si sono fossilizzati su loro stessi!
    Ma “50 Canzonissime”su Canale 5 avrebbe toccato i 4 milioni?

  • Profilo di Avanguard

    Avanguard

    30 nov 2006 - 21:09 - #2
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    Le fiction in Rai, tendenzialmente vanno tutte bene. Sono pochissimi i casi di flop. Al contrario in Mediaset se ne contano parecchi. Mafalda era realizzata molto bene, al di là di alcune lacune e ce n’erano tante, non solo quella citata. In Rai avrebbe fatto il botto. Vale lo stesso discorso per i conduttori ma non sempre. Mediaset dovrebbe concentrasi su quella tipologia di fiction che riesce e a far funzionare ovvero i var DIstretto e Ris perchè no anche Fantaghirò senza andarsi a mettere nei guai con progetti inadatti al suo pubblico. Amadeus per me è stato penalizzato da format non vincenti. Perchè è il format che vince o che perde, non il personaggio.

  • Profilo di Mauro

    Mauro

    30 nov 2006 - 21:13 - #3
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    concordo con Avanguard sul discorso di Amadeus. ma sulla fiction no anke xkè molte fiction di mediaset hanno fatto grandi ascolti. secondo me hanno sbagliato il periodo di messa in onda dovevano aspettare la prossima primavera.

  • Profilo di mou

    mou

    30 nov 2006 - 21:19 - #4
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    X Avanguard:Non sono d’accordo….vedrai cosa farà “Libero”senza Mammuccari….senza dimenticare “Affari tuoi”:il pur bravo Insinna,per non parlare di Pupo o Clerici non sono arrivati mai a toccare i vertici di spettacolarizzazione che toccava il format che solo il supremo Paolino riusciva a raggiungere….in passato “Tira e molla”:è stato indolore il passaggio Paolino-Ingrassia?

  • Malaparte

    30 nov 2006 - 21:27 - #5
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    Mou, in verità vi sono molti più esempi di format andati bene anche con cambio in corsa ;)
    Un esempio eclatante? Il Grande Fratello :)

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    30 nov 2006 - 21:28 - #6
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    @ Malaparte: nel commento iniziale hai commesso un errore. La fiction è andata su Canale 5…:-)

  • Federico P.

    30 nov 2006 - 21:57 - #7
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    Ma cosa state dicendo? Io mi sono stupito del contrario: il film è stato troppo antisabaudo. E dici una falsità: la responsabilità di Vittorio Emanuele III nelle leggi razziali (chi conosce la storia sa che il valore giuridico della firma del re era niente durante il Fascismo, in parole povere decideva Mussolini)era fin troppo rimarcata.
    Imputate a Mafalda frasi che non stavano né in cielo né in terra (del tipo: “Odio mio padre”) che non a caso il figlio Enrico d’Assia ha prontamente smentito.
    I falsi storici hanno fatto da padroni!

  • Profilo di Avanguard

    Avanguard

    30 nov 2006 - 22:55 - #8
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    Mou tendenzialmente è il format a predominare sul conduttore. Carlo Conti docet. Poi, è vero, ci sono stati dei casi in cui non è andata così ma secondo me non fanno media. Paolo Bonolis poi è un caso unico nel suo genere, sia in positivo che in negativo, impossibile prenderlo ad esempio.

  • jack

    30 nov 2006 - 23:48 - #9
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    non ho visto manco un minuto della fiction (per fortuna che c’è sky e 8000 alternative) ma se i risultati di una fiction che dite fatta bene devono dipendere dal canale che la mette in onda… il discorso sul libero utilizzo del telecomando da parte degli utenti non vale una cippa… della serie: lobotomizzati

  • Francesco

    01 dic 2006 - 00:53 - #10
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    ” della serie: lobotomizzati”

    Parla per te.
    Comunque sono d’ accordo perchè RAI 1 ha quasi sempre seguito una certa linea editoriale creando continuità di pubblico mentre Canale 5 è stato infarcito di reality e come ha scritto già qualcuno prima riempiono la rete dei film di Boldi e De Sica e poi di botto cambiano registro con “Mafalda di Savoia”? Troppi cambiamenti bruschi. Certa gente potrebbe anche diffidare di certi prodotti in onda su Canale 5.

  • Profilo di MarcoLovesBrittney

    MarcoLovesBrittney

    01 dic 2006 - 01:04 - #11
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    Non guardo le fiction italiane,ma sono d’accordo sull’ipotesi che certi prodotti e certi conduttori siano legati a doppio filo con la rete che è più congeniale per loro.
    Baudo,Carrà,Venier e Clerici su Canale 5 sono stati visti come corpi estranei,e quindi rigettati dal pubblico.Lo stesso vale per certe fiction. Anche se va detto che alcune stile Raiuno come “Padre Pio” con Castellitto,”Karol” e “San Francesco”,sono andate molto bene benchè trasmesse da Can5.

    Mi auguro sempre più che i telefilm americani prendano piede e cancellino,anno dopo anno,questa marea di fiction che sanno di vecchio e sorpassato. Persino Freccero,sul “Corriere” di oggi,ha elogiato le serie Usa e criticato i prodotti nostrani.

  • Profilo di Alfredo

    Alfredo

    01 dic 2006 - 01:14 - #12
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    Credo che il motivo sia molto semplice, una cospicua parte del pubblico delle fiction a sfondo storico è di una certa età, un pubblico quindi più affezionato alla Rai e meno a mediaset; si pensi a come Maria José fece 10 milioni e altrettanti quasi ne ha raggiunti Il Grande Torino (fiction a mio avviso scadente).

    Su canale5 sfondano solo due categorie di fiction: quelle di azione (Distretto, i vari Ultimo, insomma quell della Tao2) o i romanzoni rosa (Rivombrosismi, Orgogli e rispetti, bello delle donne, ecc.).

    Un altro motivo, secondo me non da poco, è poi la fotografia che canale5 adotta nelle fiction; troppo patinata e sfumata, a me dà l’impressione di rendere artificiosa e poco reale una scenografia che invece dovrebbe riprodurre un’ambientazione storica; l’effetto su Rai1 di quelle stesse scene sarebbe molto diverso.

  • Domino

    01 dic 2006 - 01:54 - #13
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    La storia di Mafalda mi ha sempre commossa. Ho visto la fiction e mi è piaciuta. Forse molti particolari sono stati “romanzati”, ma si tratta pur sempre di una fiction, non di un documentario storico e dunque qualche licenza narrativa è consentita. All’inizio pensavo che Stefania Rocca, con una faccia così “moderna” e ironica, non fosse adatta al ruolo, ma mi sbagliavo…davvero brava ! Altrettanto dicasi dell’attore (non so il nome) che interpretava l’ufficiale nazista. Perfetto nella sua morbosa perfidia. Unico neo, l’insopportabile, invadente pubblicità che ha interrotto, com’è (pessima) abitudine di Canale 5, anche le scene più intense e drammatiche.
    Quando una storia mi piace ed è ben recitata la guardo indipendentemente dalla rete, quindi non so dire se su Raiuno Mafalda avrebbe avuto ascolti più alti. Mi è piaciuta Assunta Spina su Raiuno, non mi è piaciuta la Freccia Nera su Canale 5 e l’ho mollata dopo la prima puntata. Non ho guardato l’Onore e il rispetto nè Capri. Sarò un caso isolato ? Può darsi, ma penso che il pubblico, o gran parte del pubblico, sia meno stupido e sprovveduto di quanto sembrano pensare gli addetti ai lavori (lo dimostra il caso di House, andato in onda l’estate scorsa nel bel mezzo del “nulla televisivo” e grazie al riscontro del pubblico, me compresa, poi diventato il cult che è oggi).
    Elisa di Rivombrosa 1 (e sottolineo 1) avrebbe avuto meno successo se fosse andata sulla Rai ? Io credo di no. Dunque non è questione di fidelizzazione a questa o quella rete ma di qualità. Che paga - o dovrebbe - pagare sempre.

  • simbax

    01 dic 2006 - 02:57 - #14
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    Anche secondo me su Rai1 la fiction avrebbe funzionato meglio. Sia per il pubblico e poi perchè l’avrebbero saputa vendere meglio. E poi ci sarebbe stato di seguito un bel dibattito con porta a porta sulla principessa, la sua importanza, il fascismo, etc. Invece a canale5 matrix ha pensato di parlare d’altro. Ma i furbissimi di rai3, proprio alla fine della seconda puntata, hanno messo in onda uno speciale sulla morte di Mafalda realizzato tempo fa da Minoli.
    Proprio in quello speciale Maria Gabriella di Savoia ammetteva che la promulgazione delle leggi razziali fosse una grave responsabilità dei reali.
    Comunque, Stefania Rocca ha fatto una grande e toccante interpretazione. Bravissima.

  • papero

    01 dic 2006 - 12:26 - #15
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    NOn credo che sia il canale a fare la differenza.
    due opzioni di marketing spicciolo:
    a) personaggio
    b) interprete
    in questo caso non c’era ne l’uno nell’altro.
    Se fai Bartali, PapaLuciani, Falcone per l’interprete di basta un bravo attore
    Se fai Don XY prete eroe di Provincia devi farlo interpretare a Castellittoo cmq ad un nome di richiamo.
    nel caso in oggetto a mio avviso non c’era ne l’uno ne l’altro. Mafalda è un personaggio storico non cosi noto e l’inteprete na brava Rocca anch’essa non un volto ancora cosi popolare. Forse per esempio se fosse stata la Sandrelli protagonista.
    A differenza delle ficiton serial in cui c’è l’elemento della fidelizzazione, queste cose in due puntate si devono “vendere” prima della visione. Se prendiamo per esempio me, io avevo già deciso di non vederla ancorche’ fosse un buon o cattivo prodotto al di la della fotografia o della recitazione. Non mi suscitava ne interresse ne curiosità. Forse questo è il punto… e non il canale su cui viene trasmessa.

  • zoe

    01 dic 2006 - 13:23 - #16
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    Anche secondo me su Rai1 la fiction avrebbe funzionato meglio. Sia per il pubblico e poi perchè l’avrebbero saputa vendere meglio. E poi ci sarebbe stato di seguito un bel dibattito con porta a porta sulla principessa, la sua importanza, il fascismo, etc

    Concordo

    I falsi storici hanno fatto da padroni!

    Riconcordo

    Il re sembrava una macchietta,la regina Elena non era così ecc..

  • giubra63

    01 dic 2006 - 14:31 - #17
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    concordo con le critiche allo sceneggiato tv. la Regina Madre di Romania non poteva sapere le informazioni che ha dato nella finction, il Principe Filippo d’Assia era internato prima a Flossemburg poi a Dachau dopo aver capito il nazismo (ed era amico dei dei patriottici aristocratici tedeschi anti-Hitler), il Re Vittorio Emanuele III non era cosi’ morbosamente legato alle monete (tant’e’ vero che da quando inizio a regnare alla fine non si aumento mai lo “stipendio”, la Regina Elena non era di ghiaccio ma donna di sensibilita’ inaudita e vera crocerossina,sicuramente una figlia non avrebbe detto odio mio padre cosi’ teatralmente, …. ecc.

  • Profilo di grog di magog

    grog di magog

    01 dic 2006 - 15:18 - #18
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    Io credo di sì! Se fosse stata trasmessa su Rai1, i dirigenti della rete avrebbero fatto + pubblicità alla fiction cosa non accaduta per Canale5!

  • Profilo di zeppo

    zeppo

    01 dic 2006 - 16:43 - #19
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    i vecchietti amano la fiction, i vecchietti sono il pubblico di raiuno —> la fiction va bene su raiuno

    (quella commemorativa e noiosa, che parla di personaggi storici, di morti e di santi e papi, le altre vanno dovunque)

  • Profilo di Fabio

    Fabio

    01 dic 2006 - 19:40 - #20
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    Dato che ultimamente Canale 5 sta proponendo solo un cumulo di reality la sera, credo invece che Raiuno si stia caratterizzando come rete difiction….. per cui il pubblico risponde bene alle sue proposte !

  • alessandra

    02 dic 2006 - 12:52 - #21
    0 punti
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    Ho trovato la fiction bellissima!!Mi è davvero spiaciuto che gli ascolti non l’abbiano premiata!un vero peccato!credo che il problema non sia tanto il canale di trasmissione quanto piuttosto la scarsa preventiva pubblicità mediatica!dovevano parlarne molto di più!
    Volevo inoltre rispondere a domino che si lamentava delle troppe pubblicità..Ti ricordo che mediaset è un canale privo di canone e che quindi per sopravvivere ha bisogno di molta pubblicità..ovvio che gli spot avvengano nei momenti più intensi e drammatici..è una tecnica per creare suspanse e “catturare” l’attenzione del telespettatore.

  • Domino

    03 dic 2006 - 17:46 - #22
    0 punti
    Up Down

    Ciao Alessandra, so bene che la pubblicità per Mediaset è vitale, ma gli spot dovrebbero essere dosati con un minimo di criterio: passare in un nanosecondo dalla povera Mafalda che esala l’ultimo respiro al vigile Urbano che dà un capocciata al palo… non solo non crea suspence, ma “rompe”. In tutti i sensi: tensione drammatica, pathos, continuità narrativa, coinvolgimento dello spettatore.
    Ma questo è un discorso vecchio, che resterà inascoltato. Business is business.

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