Finalmente Fiesta su Canale5 e Confessione reporter su Italia1: la domenica estiva Mediaset

finalmente fiesta
Le testate giornalistiche Mediaset non vanno in vacanza. Da domenica 3 giugno, alle 20.40 su Canale5, arriva Finalmente fiesta, il nuovo access prime time informativo dell'estate. Per ora non si sanno altri dettagli, se non che sarà a cura di News Mediaset. Insomma, trattasi dell'erede di Bikini, rotocalco patinato di costume non più confermato.

Da questa domenica, invece, in seconda serata su Italia1, arriva la seconda edizione di Confessione reporter, un programma di Videonews in collaborazione con Mediafriends a cura di Stella Pende. Otto puntate dedicate al mondo dei reportage, descritto in tutte le sue facce.

confessione reporter

Confessione Reporter vuole mostrare il dietro le quinte di ogni avventura giornalistica, gli appuntamenti, le attese e le buche, ma anche la commozione. Tutto quello che si nasconde dentro e dietro l'essere giornalisti.

Questo è il taglio editoriale del reportage principale che vedrà, in ogni puntata, Stella Pende impegnata a guidarci in Afghanistan, nella Libia del post Gheddafi, in Marocco e in Somalia, ma anche dentro l'inchiesta sugli allevamenti intensivi in Italia, o nell'universo psicologico degli stalker. In studio, nomi importanti del giornalismo e dell’editoria commenteranno le immagini e il materiale raccolto per la realizzazione del servizio.

Nella seconda parte della trasmissione, verrà presentato settimanalmente un “Reportage d’autore”, realizzato da chi, giornalista ed inviato non lo è mai stato. Perciò nomi illustri, da Moni Ovadia a Cesare Prandelli, da Dominique Lapierre a Isabella Rauti, affrontano temi e realtà diverse calandosi nei panni di inviati speciali o giornalisti neofiti, ma mai improvvisati.

Inoltre, comune denominatore in tutte le puntate sarà l'attenzione al mondo della disabilità. Uno dei reportage d'autore, che per inviato ha Cesare Prandelli, il Ct della Nazionale Italiana, è dedicato proprio a questo.

Il tema della disabilità entra in gioco anche attraverso i numerosi current che racconteranno il lavoro dei medici e degli operatori di Emergency, capitanati da Gino Strada. Uno di questi, girato in Cambogia da Vauro, dimostra come la miseria e la guerra possano ridurre in condizioni di "disabilità" migliaia di persone, privandole, alla stessa stregua di una malattia genetica, della dignità e della speranza.

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