Suonarono come pietre quelle parole che dal pulpito della cattedrale di Palermo diceva quell’esile signora, fino a quel momento sconosciuta, davanti a tutta quella gente, riunita per i funerali di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Mortinaro e Vito Schifani, assassinati due giorni prima dalla mafia, facendo esplodere 500 kilogrammi di tritolo sull’autostrada che porta dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Lei era Rosaria, la vedova di Vito Schifani. I funerali erano trasmessi in diretta televisiva e la chiesa traboccava di rabbia, tanta rabbia, che travolgeva, anche fisicamente i politici presenti, fra cui il neo eletto Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Già, i politici che per molti dei presenti erano i veri responsabili della morte di Giovanni Falcone, lasciato praticamente solo in prima linea nella lotta alla mafia.
Sono passati vent’anni da quella data e quella frase così semplice ma allo stesso tempo così complessa: “Vi perdono però dovete mettervi in ginocchio” seguita da un’altra frase che lasciava poche speranze “se avete il coraggio di cambiare, ma loro non cambiano” è stampata lì nella memoria di chi seguiva in diretta quelle immagini o era lì presente in quella cattedrale o nella piazza antistante. Questa sera sulla terza rete del servizio pubblico radiotelevisivo Rosaria Schifani si racconta e ci racconta questi venti anni nel documentario “Ho vinto io” la sua storia di dolore e di coraggio. La storia di una donna che ha lasciato Palermo, con un figlio che non ha mai conosciuto il padre, ora ventenne arruolato nella guardia di finanza, alla ricerca di una vita, che 500 kilogrammi di tritolo gli aveva strappato.
Oggi come ieri dice che non crede al pentimento dei mafiosi, ma stasera racconterà come, con grande fatica, ha saputo ricostruirsi una vita, mentre gli esecutori materiali e non di quella strage, restano avvolti in una spirale di morte, senza speranza. L’appuntamento è per stasera a partire dalle ore 21:10 sulla terza rete, a cui seguirà alle ore 22:15 una puntata speciale di “Lucarelli racconta”, dedicata al giudice Paolo Borsellino, che venne ucciso due mesi dopo, nel luglio di quel 1992 in via d’Amelio, assieme ai suoi 5 agenti di scorta, per mezzo di un’automobile imbottita di 100 kilogrammi di tritolo.
Il Tg1 edizione straordinaria di quel sabato 23 maggio 1992:

7 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
Giugiola
Io ero davanti al televisore…non riesco a dimenticare quel grido di dolore…
#1 - Scritto il
criticotelevisivo
Sarà per il triste avvenimento causato probabilmente da un mitomane a Brindisi che ha ucciso un'innocente ragazza, sarà per il terremoto in Emilia di ieri che a 3 anni dal mio di terremoto, ancora mi suscita sgomento… Sarà per tutta la mafia, la camorra e quant'altro di losco c'è ancora in giro in Italia… MA QUESTA DONNA MI FA VENIRE I BRIVIDI.
#2 - Scritto il
plutone
Ogni tanto la rai si sveglia e si ricorda che è suo preciso dovere fare servizio pubblico! Sarà sicuramente interessante e soprattutto servirà a non far dimenticare (semmai qualcuno lo avesse fatto) quei tragici avvenimenti di vent'anni fa!
#3 - Scritto il
dama52
Ci sono momenti che rimangono impressi nella nostra memoria, questo e' uno. La RAI fa bene a riproporlo per chi non c'era. PER NON DIMENTICARE MAI.
#4 - Scritto il
sonyk0
Si riuscirà mai a proporre il video in cui Borsellino parla di una certa imprenditoria lombarda?????
#5 - Scritto il
zap
C'è un errore nell'articolo: durante i funerali di Falcone il presidente della Repubblica non era Oscar Luigi Scalfaro, che fu eletto nel pomeriggio dello stesso giorno, ma il presidente del Senato Giovanni Spadolini, in qualità di supplente, poiché il presidente della Repubblica Cossiga si era dimesso nei giorni precedenti. Scalfaro sarà travolto durante i funerali di Paolo Borsellino.
#6 - Scritto il
mimmo79
Purtroppo il dolore e la rabbia degli italiani hanno avuto poco seguito…lasciando spazio alle trattative mafia-Stato, impersonate poi pienamente dal nostro Nano malefico e dalla sua Corte di mentecatti che hanno mandato in fallimento l'Italia fisica e morale.
#7 - Scritto il