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REPORT SULLA BOCCA...

Pubblicato: 26 ott 2006 da Italo Moscati

Report Sono seduto a un tavolo della mensa del Salario 2 della Rai, luogo dove avvengono i montaggi di numerosi programmi televisivi. Abbiamo un’ora di tempo, sono in compagnia del mio bravissimo montatore, intorno ci sono altri montatori, giovani programmisti, autori, operai, impiegati. Insomma, c’è un piccolo campionario di quel che si potrebbe definire, nonostante il tipo di lavoro, gente comune con i problemi di tutti i giorni e di…sopravvivenza in questa società sempre più agra (come direbbe Luciano Bianciardi).
Sono in metropolitana. Sto andando a raggiungere un amico con il quale ci recheremo in pullman in una città non molto lontana da Roma. La metropolitana è densa di gente comune, di free press e di sudore, mentre un kossovaro con moglie incinta sta cantando una nostra canzone, “Azzurro”. Siamo al buio appena rischiarato dalle lucette del vagone. La folla, ad ogni stazione, pare acqua di mare che va e viene spesso con ondate vigorose sulla battigia.
Sono sul pullman che ci porta nella città dove avremo una giornata per impartire lezioni a studenti di comunicazione. Pacchi, pacchetti, plastica, free press e giornali. Volti sconosciuti eppure conosciuti, sembra facile distinguere una persona dall’altra, secondo un identikit che traspare dall’abbigliamento. Immigrati con borse enormi, anziane pensionate con marito che dorme, ragazzi con zainetto, ragazze veline, ragazze dallo sguardo triste d’abitudini di servizi a domicilio, militari un pò sbracati…
In tutte queste diverse situazioni, nel giro di poche ore, ho sentito parlare di continuo, appassionatamente, in maniera scandalizzata e spesso accesa, della inchiesta di Report sugli stipendi e comunque sugli emolumenti che vengono pagati ai manager di stato (l’inchiesta a cui si riferisce il post è “Cattivi Consigli“, di Giovanna Boursier, andata in onda domenica 22 ottobre alle 21:30. Sul sito, come al solito, se ne trovano estratti e video, ndR) . Le voci chiamano in causa altre inchieste della redazione di Report: sulle sovvenzioni ai giornali italiani, sugli sprechi delle amministrazioni pubbliche, sul costo della politica. Le voci si fanno sempre più incazzate, si alzano i toni. Il massimo viene raggiunto quando le voci ruotano intorno a questo o a quel manager che in pochi mesi, oltre a incassare stipendi stratosferici, ha maturato una liquidazione da tesoro di Re Mida. Le voci diventano roche. Le mani si stringono, in pugni di rabbia. Gli occhi si iniettano di sorpresa, stupore, dolore. Domina l’inquietudine. Perchè tutto questo avviene? Com’è possibile?


Finisce la pausa pranzo, le porte del metro si aprono e si chiudono, il pullman scarica uomini, borse e valigie. Torna il silenzio, ma altre voci si accavallano dietro le porte chiuse.
Curioso. Tendiamo meglio le orecchie. Evaporate le parole scatenate dal grande lavoro di documentazione di Report, siamo aggrediti dagli applausi. Applausi al politico che va al talk show, ai protagonisti dei reality, alle prove dei cuochi e dei fuochi delle liti, al bar sport dei piccoli schermi…
Applausi che decorano il silenzio e ne aggravano il veleno.
Report denuncia, la gente comune discute, si appassiona, commenta…e alza la testa (ma subito sa che è inutile). I destinatari veri delle missive acute come frecce di Report, tacciono. I manager guadagnano troppo, riscuotono liquidazioni ingiuste e miliardarie, vengono gratificati con altre nomine in cda dove dreneranno tanti soldi (quelli che la gente comune sente uscire anche dalle sue modeste tasche)?
Il potere, la politica, i politici non rispondono? Cosa fanno? Si preoccupano? rispondono? provvedono? capiscono e correggono? No. Fanno gli affari loro mentre tv si fa gli affari tuoi o nostri, o ci prende per il c… con il fattore c, ed ecco lo spettacolo, il reality che va incontro al futuro, trionfante. Abbiamo un grande avvenire alle spalle! Vittorio (Gassman) , tu che hai inventato queste ultime parole per il titolo di un libro, perdonaci, anzi, grazie, abbiamo capito. Anche se è difficile adattarsi. Al silenzio dei colpevoli.
ITALO MOSCATI

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59 commenti

Commenti dei lettori

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  • William

    31 ott 2006 - 03:21 - #51
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    Mi piacerebbe un commento anche sul servizio delle Iene, riguardante le domande di cultura generale agli stipendiati di lusso fuori da Montecitorio. A parte l’immediata reazione di ilarita’,le considerazioni successive (almeno le mie) sono state caratterizzate dallo sgomento.Sul test antidroga poi….non avevo mai avuto dubbi, forse da analizzare la censura stalinista intervenuta prontamente ad evitare la messa in onda della trasmissione.

  • Tittibella

    31 ott 2006 - 10:41 - #52
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    Io sono d’accordo per la manifestazione di sdegno. Si potrebbe spargere la voce anche su altri blog, ad esempio quello di Beppe Grillo.
    Un’idea… La butto lì. Visto che le categorie che hanno più potere organizzano scioperi ben riusciti (trasporti pubblici, autotrasportatori, giornalisti) perché, invece di lamentarci del caos da loro creato non ci coalizziamo tutti?
    Lo so che è un’utopia… So che il precariato - fra le altre ragioni - è stato inventato anche per limitare le possibilità di protesta, avendo aumentato i rischi di perdere il posto… E so anche che il mondo è pieno di crumiri…
    Ma coalizzarci - al di là di bandiere e ideologie - è l’unica via per contrastare il “divide et impera” con cui i potenti del mondo ci tengono in scacco. E ribadisco: non datemi della qualunquista. Ho molti valori e ideali, ma uno sicuramente mi è più caro di tutti: l’uguaglianza sociale.

  • DanieleC

    31 ott 2006 - 11:53 - #53
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    x William… damme pure a 4… ;-)
    x Titti, l’eguaglianza sociale, è solo un utopia, per lo meno sul nostro pianeta.

  • Tittibella

    31 ott 2006 - 13:08 - #54
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    Lo so bene, per questo è un ideale…

  • italo moscati

    31 ott 2006 - 22:47 - #55
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    E’ vero, l’utopia può far male. Basta guardare indietro al secolo che ci siamo lasciati alle spalle, il Novecento…Può far male anche l’illusione (quelle ideologiche sono state letali)…ma le idee e i principi non possiamo delegarli alle tv, ecco la nostra battaglia, It

  • William

    01 nov 2006 - 14:38 - #56
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    Ricordate le monetine indirizzate a Bettino Craxi all’uscita dall’hotel di Roma dove alloggiava? Immagini che sono state trasmesse allo sfinimento (indubbia la manipolazione politica) e che hanno in qualche modo rappresentato la gogna mediatica e la fine della vita politica del leader socialista.
    Le ideologie devono essere lo stimolo all’azione e l’utopia fa male solo quando non e’ realizzabile.Non si riuscira’ ad ottenere l’uguaglianza sociale questo e’ certo, ma segnalare e cercare di dare eco a un sentimento di protesta credo sia possibile con un minimo di organizzazione.Certo non e’ delegando sempre ad altri il proprio sdegno che possiamo sperare di farci sentire.Ma credo che siamo molti qui dietro le tastiere ad aspettare che qualcuno si faccia promotore di qualsiasi forma di protesta disposti persino a sacrificarsi e abbandonare per un attimo il telecomando.

  • Tittibella

    05 nov 2006 - 06:10 - #57
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    Ieri a Roma la manifestazione contro il precariato. Ecco le dichiarazioni di D’Alema pubblicate dal Corriere della Sera on line:

    A fare buon viso a cattivo gioco è il ministro degli Esteri Massimo D’Alema sostenendo che la manifestazione «è a favore e non contro il governo: è contro il precariato ed io la condivido». Infatti «il precariato -aggiunge - danneggia il futuro delle giovani generazioni».

    Ma con quale coraggio il ministro si permette oggi di parlare? Falso che non è altro! Proprio durante il suo governo è stato approvato il Pacchetto Treu che ha introdotto il precariato in Italia nel 1997. Questo paese non ha proprio memoria… Io me lo ricordo bene l’esimio ministro quando alla televisione decantava i vantaggi della flessibilità per il futuro del nostro paese. Sembrava fosse il viatico per risolvere tutti i nostri mali. E ricordo anche il silenzio dei sindacati confederali, che non hanno battuto ciglio (non una manifestazione di protesta durante il governo di sinistra), permettendo così la frantumazione del mercato del lavoro e la distruzione della dignità dei lavoratori.
    In molti continuano ad attribuire al governo Berlusconi la responsabilità della precarizzazione, ma non è così. Qualcuno gli ha spianato la strada molto prima. E ciò è ancora più grave dal momento che da un nemico certe cose si aspettano, da un “amico” no. Essere colpiti a tradimento da chi ha sempre professato di stare dalla tua parte è la cosa peggiore al mondo, tanto più che in questi casi si fatica ad essere obiettivi.
    E di ciò si approfittano le facce di bronzo che, nonostante i fallimenti del passato, si ripresentano puntualmente sulla piazza come se niente fosse, contraddicendo se stessi e il proprio operato, credendo in questo modo di cancellare tutte le macchie. Peccato che l’alone resta eccome. Basta volerlo vedere.

  • mat

    24 nov 2006 - 15:06 - #58
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    sono nauseata di tutto ciò che accade destra, sinistra, non importa, la cosa che importa è la qualità degli uomini che ci governano che non và. Propongo di costituire un gruppo, indipendente da qualsiasi partito,anche tassandoci di qualche euro e cercare di reagire e non accettare come percore tutto ciò che ci impongono con leggi fatte su misura, può essere un utopia? ma l’importante e reagire ciao a tutti

  • homestaydeli

    07 lug 2008 - 21:48 - #59
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    kitchen letter boat me tree apple frog sun red elephant water day

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