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Alcatraz, la serie tv di J.J. Abrams da stasera su Premium Crime (i primi due episodi visibili per tutti su Premium Anteprima)

Pubblicato: 30 gen 2012 da Paolino

Alcatraz
Un’altra isola, un altro mistero, lo stesso clima spettacolare e da evento: tutto questo è “Alcatraz”, la serie tv ideata da J.J. Abrams in onda da stasera alle 21:15 su Premium Crime di Mediaset Premium e che, solo per stasera, sarà trasmesso in chiaro anche per i non abbonati alla pay-per-view su Premium Anteprima (canale 309 del digitale terrestre).

Abrams, quindi, torna su un’altra isola, dopo aver incantato e sorpreso milioni di telespettatori con il cult “Lost”, di cui si porta dietro Elizabeth Sarnoff, produttrice anche di questo show (che però, durante le riprese, ha abbandonato), e Jorge Garcia, interprete di Hugo e qui nei panni di un nuovo personaggio scritto apposta per sdrammatizzare la tensione provocata dalla trama principale.

“Alcatraz”, infatti, si nutre di due generi: il poliziesco ed il mistery, raccontando di come, nel 1963, 302 persone (256 prigionieri e 46 guardie) scompaiono nel nulla dal carcere di massima sicurezza di San Francisco, da cui, fino ad allora, nessuno era riuscito a scappare. La narrazione torna ai giorni nostri quando la detective Rebecca Madsen (Sarah Jones, “Sons of anarchy”), ancora scossa per la recente perdita del suo partner di lavoro, inizia ad indagare sull’omicidio di E.B. Tiller (Jason Butler Harner nei flashback), spietato direttore del carcere ai tempi.

Alcatraz
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Sarah Jones, protagonista di “Alcatraz”
Sarah Jones Sarah Jones Sarah Jones Sarah Jones

Rebecca scopre, però, che le le impronte rilevate sulla scena del crimine rimandano ad un detenuto di Alcatraz, dichiarato morto anni prima. Per la detective il tempo per farsi delle domande è poco, dal momento che ad impedirle di indagare arriva Emerson Hauser (Sam Neill), agente dell’Fbi scorbutico e misterioso, che prende in carico il caso.

Inutile dirvi che la protagonista non mollerà e, grazie all’aiuto di Diego “Doc” Soto (Garcia), esperto di Alcatraz nonchè fumettista e videogamer incallito, scopre una verità che non era mai emersa: secondo le carte, infatti, i detenuti di Alcatraz furono trasferiti tutti nel 1963. In realtà, 302 di loro sono scomparsi nel nulla. A complicare le cose, il fatto che i detenuti stanno tornando a mostrarsi, senza essere invecchiati di un giorno rispetto a 49 anni fa. Rebecca, Doc, Hauser e Lucy Banerjee (Parminder Nagra, Neela in “E.r.”) diventeranno così parte di una squadra i cui casi non mancheranno di riservare sorprese anche ai protagonisti stessi, i cui legami con Alcatraz potrebbero essere diversi da quelli che pensavano di avere (come Rebecca, il cui zio Ray -Robert Forster- è stata una guardia della prigione, così come il nonno).

Il nuovo show di J.J. Abrams, ad una prima visione, altro non è che un giocattolone che accontenta sia i fan di “Lost” che di “Fringe” (altra serie ideata e prodotta da lui): molti gli elementi ricorrenti della filmografia del regista, infatti, tornano in questa serie, a partire dalla protagonista femminile, una donna forte all’apparenza ma ricca di insicurezze, passando per i misteri, da snocciolare con saggezza nel corso delle puntate per tenere il telespettatore incollato davanti alla tv, e le musiche composta da Michael Giacchino. “Alcatraz” sfrutta la potenza di una leggenda reale (quella della prigione da cui era impossibile scappare) per costruire una mitologia basata sulla fantasia degli autori, ricca -come sempre accade quando si tratta di Abrams - di forti connessioni tra passato e presente.

Anche qui, infatti, troviamo numerosi flashback, che raccontano la vita dei prigionieri all’interno del carcere. Ma questa volta a dominare sono anche i casi di puntata, una trama verticale che permette anche ai telespettatori meno costanti di tornare a vedere lo show senza causare (o almeno così dovrebbe) cali particolari di pubblico nel corso delle puntate.

Abrams, insomma, non ha inventato nulla di nuovo, ma è riuscito un’altra volta a creare intorno ad una sua produzione quell’hype necessaria a lanciarla tra il grande pubblico ed attirarne l’attenzione. I primi due episodi, trasmessi in un’unica serata, in America hanno raccolto dieci milioni di telespettatori, facendo di “Alcatraz” uno dei migliori debutti per una serie crime sulla Fox. Il calo nella terza puntata, vista da nove milioni di persone, è fisiologico, ma per ora l’attenzione resta alta nei confronti di una serie che sembra ancora avere molto da dire.

Ora dipenderà tutto dalla capacità degli autori di intrattenere i telespettatori senza ingannarli con eccessive puntate riempitive e colpi di scena sempre più radi: una buona storia è tale anche grazie a come la si racconta, e nel caso di serie tv con una componente mistery, la pianificazione di ogni risposta che deve essere fornita è fondamentale.

In molto accusano Abrams di aver creato dei capolavori che col tempo si sono persi per strada. L’ampia gamma di personaggi potenziali da cui “Alcatraz” può prendere spunto fanno ben sperare in un intreccio ricco di svolte, con cui giocare senza troppe conseguenze. Se Abrams riuscirà a sfruttare per bene questa sua idea senza rimanere… prigioniero del suo stesso entusiasmo, lo capiremo già dai prossimi episodi.

Vi ricordiamo che la trasmissione su Premium Crime avverà in maniera tale che la distanza tra la messa in onda americana e quella italiana sarà di una settimana: stasera andranno in onda due episodi doppiati ed un terzo (quello della scorsa settimana) sottotitolato, la settimana prossima andrà invece in onda, alle 21:15, il terzo episodio doppiato ed il quarto sottotitolato, mantenendo questo ritmo fino alla messa in onda di tutte e tredici le puntate.



Alcatraz, la serie tv
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Sarah Jones
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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di giuma

    giuma

    30 gen 2012 - 12:16 - #1
    1 punto
    Up Down

    persone che scompaiono e riappaiono senza cambiare apparentemente, mi fa ricordare un altro telefilm 4400..
    cmq mi incuriosisce ugualmente.. lo vedrò..

  • Profilo di cresc75

    cresc75

    30 gen 2012 - 12:47 - #2
    2 punti
    Up Down

    due episodi in chiaro: ecco come spingere gli spettatori ad abbonarsi a premium

  • Profilo di giulya

    giulya

    30 gen 2012 - 14:47 - #3
    0 punti
    Up Down

    che fi#ata che sia in chiaro anche per chi non ha l’abbonamento…lo guarderò sicuramente

  • Profilo di niknik79

    niknik79

    30 gen 2012 - 15:41 - #4
    -3 punti
    Up Down

    Io non lo giarderò proprio…JJ calca sempre sullo stesso pedale: il mistero “logico” (fringe), che ti fa spremere le meningi (lost), ma poi svanisce in bolle di sapone! Non guarderò piu nulla di questo individuo, salvo quando tra 2-3-4-5 anni finirà la serie e saprò che è un VERO CULT assolutamente da guardare. Sono però sicuro che, sebbene partirà alla grande, coinvolgente, fantastico, stupendo, pian piano diventerà MELMA. Stavolta non ci casco caro JJ…

  • Profilo di BluVelvet

    BluVelvet

    31 gen 2012 - 02:54 - #5
    0 punti
    Up Down

    Vista la prima sottotitolata che dire ti prende intrigante il secondo episodio ti spiazza all fine .J.J. Abrams un genio dopo lost ancora sorprese ce no fossero in italia come lui altro che le nostre fiction di sfigati con preti carabbinieri e affini come diceva Totò. Siamo un pase di vecchi

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