
E’ passata una settimana dal naufragio della Costa Concordia, una delle tragedie che ha maggiormente catturato l’attenzione dei media negli ultimi anni, nonostante un epilogo fortunatamente meno pesante di quanto avrebbe potuto essere. Ogni trasmissione della tv generalista, che solitamente tratti o meno temi di cronaca, ha voluto dare il proprio “contributo” alla vicenda, cavalcando l’interesse degli spettatori e non rendendosi (forse) conto di aver iniziato un vero e proprio gioco al massacro.
Ospitate e interviste più o meno interessanti si sono susseguite per quasi 24 ore al giorno, tutte con un comune intento: raccontare l’orrore di quanto accaduto. Una parte dei naufraghi è diventata protagonista inconsapevole di un reality che rischia di compromettere ulteriormente una psiche già provata: da persone comuni, i sopravvissuti sono diventati dei piccoli divi con tutti i riflettori puntati addosso, cercati e coccolati da giornali e tv, che li sfrutteranno finché avranno bisogno di loro per fare ascolti e vendere qualche copia in più.
A fronte di molti naufraghi che hanno saputo rimanere coi piedi per terra, ce n’è già sicuramente più d’uno che è caduto nel tranello televisivo, credendo nell’amicizia e nell’affetto mostrato dal conduttore di turno. Anziché tornare alla realtà di tutti i giorni e iniziare il duro processo dell’elaborazione della tragedia, si è lasciato catapultare in una dimensione parallela che non fa altro che rimandare la partenza delle varie fasi che portano all’accettazione e al superamento.
Ma una volta finita l’attenzione dei media, ci sarà un’ulteriore processo da elaborare, quello della fine della propria “importanza”, come capita - o capitava nelle prime edizioni - ai protagonisti del Grande Fratello, vip momentanei che, da un giorno all’altro, si sono ritrovati faccia a faccia col disinteresse mediatico.
La tv sta quindi facendo del male ai superstiti, ma non solo a loro. Nelle varie trasmissioni, accanto a qualche raro esperto del settore, abbiamo visto i soliti tuttologi improvvisarsi esperti lupi di mare, quando nella realtà potrebbero non essere mai saliti nemmeno su un traghetto. Credendosi portavoce di un sentimento popolare, non hanno fatto altro che puntare il dito contro una presunta scarsa sicurezza, contro equipaggi inadatti, addirittura contro navi eccessivamente grandi, a detta loro.
Il risultato è stato una pessima pubblicità non solo contro la Costa Crociere - giusta o ingiusta, lo si capirà una volta terminata l’analisi della scatola nera -, ma contro le compagnie di navigazione in generale. Una disinformazione alla stregua del terrorismo psicologico che potrebbe portare danni non indifferenti ad un sistema che da decenni fa girare milioni di euro.
Descrivere una crociera come potenzialmente pericolosa significa accrescere esponenzialmente la già alta diffidenza dello spettatore, nel periodo immediatamente successivo al verificarsi di una tragedia. Il che potrebbe riflettersi in un calo drastico delle prenotazioni nei mesi a venire.
Quello che evidentemente non è chiaro ai tuttologi è che grazie ad una semplice crociera “mangiano” milioni di persone in tutto il mondo. Non solo la compagnia proprietaria delle navi e l’equipaggio che vi lavora, ma aziende di ogni tipo che, ad ogni tappa, riforniscono una nave di tutto il necessario: dal cibo al carburante, dall’elettronica alla carta igienica. Aziende che campano grazie alle collaborazioni con le compagnie e che, con un calo delle prenotazioni, potrebbero finire sul lastrico.
Prima di parlare di mancanza di sicurezza, di inadeguatezza dell’equipaggio - si è parlato tanto del fatto che non parlasse italiano, come se in una tipologia di vacanza con una clientela internazionale, dove gli italiani non sono nemmeno la maggioranza, ciò fosse assolutamente indispensabile -, forse è il caso di chiedersi se le proprie parole siano effettivamente utili o se non siano altro che benzina su un fuoco che sta già devastando un intero settore.
Ciò non significa non fare approfondimento; non significa non cercare di capire di chi siano le responsabilità di quanto accaduto. Ma si può indagare senza mostrare al pubblico decine di testimonianze che nulla aggiungono ad una vicenda già piuttosto chiara, e senza mandare in onda chiacchiere da bar tra opinionisti disinformati.
peppiniellomanstort
21 gen 2012 - 16:40 - #1tanto che se ne fregano i condurttori, loro pensano ai 3 milioni, al 30%, non gliene frega niente dei morti o dei danni che subira’ il turismo
modem
21 gen 2012 - 16:43 - #2Concordo con il commento 1….maledetti sciacalli ma la colpa è del pubblico che segue queste trasmissioni e poi non capisco di cosa parlano per 3 ore di seguito…anche i TG ora ne parlano di meno perchè in effetti c’è poco da dire.
trentatre
21 gen 2012 - 16:47 - #3dopo Avetrana un’altra brutta pagina della tv italiana
queennonelinferno
21 gen 2012 - 16:47 - #4e giusto parlarne si ma a tutto c’è un limite bastaaaaa, che parlassero di quello che sta succedendo in sicilia….
whenever
21 gen 2012 - 16:54 - #5L’epilogo non è ancora stato scritto: c’è un disastro ambientale da scongiurare. Ed è su questo che dovrebbero puntare i media, anche per sensibilizzare i telespettatori che credono che le sciagure siano solo quelle umane.
pppppp
21 gen 2012 - 17:06 - #6Io credo che ne dovrebbero parlare solo i telegiornali e basta, sia del disastro umano sia del disastro ambientale (che speriamo non si verifichi). Qualunque siano le responsabilità non sono certo da dimostrare nei processi sommari e faciloni della televisione messi in piedi dalla Venier, dalla D’Urso o da Infante.
fanzel
21 gen 2012 - 17:09 - #7pienamente d’accordo col #1
debora
21 gen 2012 - 17:10 - #8Whenever, sicuramente è uno degli argomenti che andrebbero approfonditi, ma si tocca giusto un paio di minuti la questione per liberarsi la coscienza (senza esperti, ovviamente) e poi si torna a parlare di quanti cucchiai sono caduti durante l’impatto.
dawson83
21 gen 2012 - 17:19 - #9Da ragazzo che lavora nel mondo del turismo da anni (anche se non nel settore crociere), posso solo concordare pienamente e totalmente con l’articolo. La stragrande maggioranza dei turisti medi italiani è un miracolo che riescono a sopravvivere ad una settimana di vacanza sulla terra ferma in terra straniera. Quindi no mi stupisco frasi del tipo nessuno parlava italiano, c’erano tanti filippini (che parlano quasi tutti o inglese o spagnolo), e fino a 5 minuti primi fare la vacanza nell’apparente lusso non gli dispiaceva che ci fossero. C’è un motivo se c’è tanta manodopera straniera, perché costa meno, e tutto permette di al turista medio di fare le sue vacanze a prezzi molto contenuti! A conferma della cattiva gestione che ha la TV nel settore turistico, ci sono altri esempi. Non tanto le situazioni di egitto e tunisia, che cmq un minimo di pericolo (alla lontana) lo hanno, ma è la Grecia. Il turismo italiano in Grecia non è si è ancora ripreso da come i TG hanno mal documentato le tensioni politiche-economiche di due anni fa! Si i greci se le sono date di santa ragione, ma le isole greche, cioè il 90% del turismo greco non ha nulla a che farci, visto che campano quasi solo di turismo. Però facciamo vedere che si picchiano, incendi senza spiegare un cappero. Ed ecco che il turismo in Grecia è crollato, mentre prima nonostante non fosse economicissima era uno dei posti preferiti dagli italiani per le vacanze estive! Ma la colpa non è solo della TV, è anche di chi la guarda, daltra parte lo vedo con i miei genitori, che credono più alla Tv che a me che ci lavoro in questi posti!
gigigi
21 gen 2012 - 17:27 - #10La tua visione, cara Debora, è, ahimé, fortemente realistica. Complimenti per il pezzo, molto ben scritto e da me pienamente condiviso in tutto e per tutto.
Liukss
21 gen 2012 - 17:31 - #11La Tv sciacalla di oggi fa veramente SCHIFO. Un conto è informare come giusto che sia ma ora si sta esagerando!! BASTA
Liukss
21 gen 2012 - 17:32 - #12Comunque se le trasmissioni continuano a sciacallare è perchè ci sono molti telespettatori che le guardano..infatti gli ascolti di molti programmi sono aumentati..quindi è colpa della tv ma anche del telespettatore che guarda questi sciacalli
fdv88
21 gen 2012 - 17:35 - #13Beh..dipende anche dal programma… Chi l’ha visto (lo cito perchè è presente nell’immagine) ha aiutato le famiglie dei dispersi, lanciando appelli in modo da raccogliere testimonianze
lothlorien
21 gen 2012 - 17:53 - #14Mah io non vedo ne’ vedrei mai certe trasmissioni, pero’ non posso non constantare che hanno molto pubblico. Quindi rispondono ahimè anche a una certa richiesta. Una cosa certo mi auguro come giustamente sottolinea Debora( a proposito, mea culpa per la rettondini, hai avuto ahimè ragione): che non crollino le prenotazioni per la Costa, sarebbe un grosso danno al turismo, eccome.
Sammit
21 gen 2012 - 18:18 - #15Non che mi interessi, per me gli amanti delle crociere sono liberissimi di andare a giocare a calcetto nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, o di impegnarsi in altro genere di sconclusionate attività. Oltre tutto, per l’esperienza diretta che ho avuto di questo genere di popolazione, preferisco saperli ben recintati nei loro parchi giochi piuttosto che liberi per le strade. Pertanto, lunga vita alle crociere. Tuttavia, non si può seriamente sostenere che sia sicuro portare quattromila e più persone in mare aperto. Quest’ultimo episodio, tra gli altri, ci insegna che la presenza delle scialuppe è utile solo nei casi in cui l’entità dell’incidente non ne pregiudichi l’utilizzo. In sostanza, i naufraghi della Concordia si sono in larga parte salvati grazie al fatto che la nave si trovava sottocosta. Se fosse stata una crociera transatlantica, e dunque i soccorsi non fosero stati immediati, sarebbe stata una carneficina.
dawson83
21 gen 2012 - 18:26 - #16Bhe Sammit, mi sembra che gli incidenti e i morti che ci sono stati in questi anni dimostrano che la crociera è molto sicura, qui l’errore è stato solo ed esclusivamente umano, se si ragiona così, non prendere l’aereo allora, e neanche il treno. Infatti ora tutti a discutere sulle crociere, ma quindi, come detto a te gli aerei sono da evitare come la peste!
debora
21 gen 2012 - 18:34 - #17Questo incidente, se (nella peggiore delle ipotesi) tutti i dispersi non verranno ritrovati vivi, ha fatto meno dei morti che ogni GIORNO ci sono nella sola Italia per gli incidenti stradali, ed è stato causato da un’idiozia umana evitabilissima. Ed è il primo dopo 100 anni.
Poi gli stereotipi su chi viaggia in crociera non li commento nemmeno, sono proprio quelli sentiti in tv dagli opinionisti improvvisati.
taichi
21 gen 2012 - 18:34 - #18anche “a sua immagine” ci sta marciando, proprio in questo momento stanno intervistando il cappellano della concordia, ormai mancano solo le previsioni meteo che parlino della concordia e poi ne hanno parlato tutti
Ross23
21 gen 2012 - 18:43 - #19behhhhh io dei superstiti che vengono in tv a dire (giuro, l’ho sentitta un’ora fa alle amiche del sabato, bleah…) mamma baba (papà) sto qqqqua sto bbbène e giù lacrime, ne ho abbastanza. Se fossi traumatizzata non vedrei l’ora di riabbracciare la mia famiglia altro che fare passerella in tv. E chi sta cercando i parenti ancora in fondo al mare? Quindi superstiti…. contenetevi un po’ abbaimo centinaia di filmati, di testimonianze abbiamo capito…. e abbiamo capito anche che mirate a una bella somma di risarcimento. Fatelo con un po’ di dignità però, e rispetto per chi dalla nav non è più sceso!!!!!!
aranbenjio2
21 gen 2012 - 18:46 - #20la tv da solo quello che chiede la gente
laura00
21 gen 2012 - 18:51 - #21Purtroppo la gente è peggio di quello che possiamo pensare. A proposito del fatto della cattiva pubblicità alla navigazione Facebook è pieno di messaggi del tipo “Non prenderò più una nave in vita mia”. Come se dopo aver sentito di un incidente stradale una dice che non salirà più su un’auto. Non perchè le probabilità di morire salendo su un’ auto sono tipo una cosetta come 1600% più grandi che salendo su una nave.
masso4321
21 gen 2012 - 19:42 - #22Sulla Concordia..la mia curiosità sarà sempre e solo una.E’ possibile che su un totale di 4229 presenti sulla nave….più di 1000 fossero di equipaggio?Praticamente 1 persona ogni 3 persone paganti.L’anomali è tutta li.E’ per questo che non ci sarà mai una lista precisa di passeggeri a bordo.Chissà quanto e come pagavano tutto questo personale asiatico…
Maximilian66
21 gen 2012 - 20:32 - #23Ottimo articolo. Quoto in pieno.
debora
21 gen 2012 - 21:01 - #24masso, te lo posso spiegare io :)
Ci sono circa 1500 stanze e ogni cameriere di cabina ne cura una decina (pulizie, letto 2 volte al giorno, servizio in camera 24h ecc), quindi sono 150 solo quelli.
I camerieri di sala servono 5-6 tavoli (alcuni grandi) con 25 persone massimo ogni cameriere+un aiuto cameriere, quindi dividendo per i due turni sono una quasi 150.
I camerieri del bar - ogni nave ne ha almeno una 10ina disposti sui vari piani - sono minimo 2 o 3 in servizio ogni turno nei bar più piccoli, una decina nei saloni, quindi sono oltre un centinaio anche quelli.
Il personale che si occupa dell’intrattenimento, tra animazione, cantanti, corpo di ballo, ecc. avrà un’altra cinquantina di persone.
Le cucine hanno un personale infinito tra chef, aiuto cuochi, sguatteri ecc. Aggiungici: personale della piscina, personale del casinò, macchinisti, tuttofare, ufficiali, guardie, donne della lavanderia, personale della reception, commessi dei vari negozi che ci sono sulla neve, personale dell’infermeria, cappellano e non so chi altro. Insomma, mi pare che i conti si facciano presto a fare.
Non è un’anomalia. La maggior parte dell’equipaggio prende 400-500 dollari al mese (completamente spesati nel vitto e nell’alloggio, ovviamente) e, venendo da paesi poveri, riesce a mantenere tutta la famiglia grazie a questo stipendio che a noi sembra misero.