I nuovi Mille, Minoli alla conquista di RaiDue

i nuovi mille minoliPer ora continua ad accontentarsi delle retrovie di seconda-terza serata, ma chissà che non siano solo un antipasto. Come promesso dal direttore di rete Pasquale d'Alessandro, RaiDue apre a Giovanni Minoli.

Il direttore di Rai 150 firmerà da domani, ogni giovedì a mezzanotte, I nuovi mille, un'inchiesta in dieci puntate sui giovani italiani che, come i garibaldini di un tempo, vogliono rifare L'Italia. A dar loro volto (nuovo) Federica Cellini, nelle doppia veste di conduttrice e autrice giovane coadiuvata da colleghi altrettanto giovani.

Il programma nasce da una costola di Citizen Report, programma in cui giovani videomaker filmavano piccole realtà ignorate dai media: a presentarlo era la stessa Cellini coadiuvata da TheBlogTv.

La sigla, cantata dal rapper napoletano Lucariello e scritta dai Negramaro, fa parte dell’album I nuovi mille, il cui ricavato andrà alla fondazione Polis che in Campania aiuta i parenti delle vittime della criminalità.

Così Minoli commenta questa nuova avventura:

"Non so come lo accetterà il pubblico, ma posso assicurare che le lunghe interviste fatte ad intellettuali sul nostro risorgimento, in onda su Raistoria, hanno avuto un ascolto in crescita costante, forse perché dell’informazione urlata non se può più. C’è bisogno di un approfondimento pacato. La prova è il gran numero di persone che partecipano ai festival di filosofia o di arte, affollano le mostre di pittura, tornano nei teatri, chiedono cultura".

Il giornalista, in fondo, ha sempre sperimentato nella sua carriera. Come dimenticare il suo Davvero su RaiDue, docusoap tratta da The Real World di Mtv? Prima del Grande Fratello raccontava in differita la permanenza in una casa a BOlogna di otto giovani, che pure potevano entrarci e uscirci a proprio piacimento.

Poi fu nominato direttore generale dei programmi Stream, antesignana di Sky:

"I primi abbonati li ho portati io, quando 600mila persone erano impazzite per il Grande Fratello. Ma Sky oggi è sempre più generalista: ci sono le partite, belle sì. Ma il resto? Tutti copiano tutti".

E qui arriva una polemica contro la sua stessa azienda:

"La Rai dovrebbe chiedere i danni a La prova del cuoco, di proprietà Endemol. Negli archivi ci sono almeno 7 format di cucina, basta citare Ninchi e Veronelli".

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