La guerra in Libia continua - anche se le televisioni nostrane ne parlano in maniera saltuaria. Del resto, Tg1 e Tg5 bucarono clamorosamente la notizia del primo attacco - e, guarda un po’, prende di mira proprio la televisione.
Già, perché, come racconta Il Sole 24 Ore almeno dieci esplosioni si sono avvertite nella capitale libica, Tripoli. Si tratta di un attacco di precisione lanciato dalla Nato per bombardare emittenti televisive.
Il comunicato dell’Alleanza atlantica precisa che le motivazioni dell’attacco sono quelle di ridurre al silenzio il colonnello Gheddafi.
Nel comunicato NATO si legge che sono stati colpiti
tre centri di trasmissione satellitare della televisione libica […] con l’obiettivo di impedire al colonnello Gheddafi di utilizzarli per intimidire e incitare ad azioni violente contro la popolazione.
Perché un simile intervento? Le parole con cui prosegue il comunicato sono chiare, lapidarie e chiariscono molto bene il potere di un dittatore che controlla la comunicazione televisiva:
Il nostro intervento è stato necessario perché la televisione è utilizzata dal regime per opprimere la popolazione civile. Gheddafi usa i suoi interventi teletrasmessi per alimentare l’odio tra i libici e mobilitare i suoi sostenitori.
marcocappuccini
03 ago 2011 - 10:28 - #1Come qualcun’altro fa nemmeno troppo velatamente qua da noi in Italia….
Bobby_80
03 ago 2011 - 10:56 - #2Siamo sicuri che questi attacchi non vogliono invece nascondere qualche operazione non proprio pulita, da parte degli alleati?
Secondo me stanno “giocando” sporco.
sprack
03 ago 2011 - 10:57 - #3Nell’ultima frase provate a sostituire BERLUSCONI a GHEDDAFI nonché ITALIANI a LIBICI… si può avere il quadro attuale della storia italiana riassunto perfettamente in 3 righe. E’ una mia impressione o la cosa è effettivamente un po’ preoccupante?
ventiore
03 ago 2011 - 12:50 - #4Bravo Malaparte, ottima notizia, non avevo fatto in tempo a leggerla ancora.
Direi decisamente significativa.
È per trovare notizie come questa che ogni giorno vengo a leggere questo blog.
Tutti si rendono conto della potenza dei mezzi di comunicazione di massa, il contenuto che trasmetti ed il modo in cui lo fai. Non tanto per un condizionamento istanteneo, quanto piuttosto un veicolo d’informazioni con un’impostazione culturale ed ideologica (e vale per i tg come per la scelta delle sit-com) Solo che quando si sta in patria lo si nega, perché fa comodo avere televisioni non apertamente ostili o addirittura compiacienti.
Ed ognuno si fa la sua parrocchietta. In Italia poi siamo oltre, qua addirittura vengono utilizzate per arrivare in politica dal proprietario.
Nel caso specifico le ipotesi che mi vengono in mente sono due:
o non volevano che la popolazione fosse informata dei messaggi d’odio contro i ribelli e la NATO
o, più probabilmente, non volevano che la popolazione fosse informata dei loro atti contro civili e della tranquillità del dittatore, che pare tutto meno che prossimo alla sconfitta.
O tutte e due.