La Versione di Banfi, troppo sincera per Mediaset

alessandro banfiUn flop memorabile pure per Rete4, persino più di quelli della Folliero, ma che lascia l'amaro in bocca. La Versione di Banfi, al debutto ieri sera con una puntata sperimentale estiva, ha riportato ascolti disastrosi: 651.000 telespettatori, 3.69%. Quel che più resta sconcertati, però, è che il pubblico sia scappato dinanzi a un raro esempio di approfondimento sincero sulle reti Mediaset.

Il condirettore di Videonews si è presentato sin dal principio con una grande umiltà, chiarendo l'omonimia tra lui e il noto comico per non essere confuso con lui. Ha dichiarato di lavorare per l'azienda da dieci anni, ma di essere uno di quei topi da dietro le quinte che non si vedono mai. E si è occupato di un tema intricatissimo per i tempi di oggi, l'Italia.

Nel suo programma si discuteva finalmente di manovre finanziarie, caste, insomma politica pura, senza pruriti del gossip o morbose intromissioni di cronaca nera. A fare la differenza anche un dibattito in studio, con tra gli altri ospite la Meloni, pacato e costruttivo, senza la rissa a tutti i costi.

Più che un conduttore, Alessandro Banfi si è rivelato interprete e interlocutore schietto, persino nell'ammettere che - dopo aver lavorato con tutti i più grandi a Mediaset - si poteva permettere di "rubare" lo schema dell'intervista doppia alle Iene.

Nella sua Versione si è ritrovata anche l'impostazione documentaristica del primo Matrix, con una precisa volontà di analizzare i fatti. Insomma, Videonews che ti azzecca per una volta una vera missione giornalistica. Peccato che il pubblico di Mediaset sia drogato dal sensazionalismo di Quarto Grado e il flop di ieri costituisca un deterrente per un marchio politico di successo sulla tv commerciale.

In ogni caso a Banfi, che per andare in onda ha anche "lavorato" sulla sua forma fisica (sottoponendosi in quanto molto in sovrappeso alla dieta col sondino), va tutto il nostro sostegno e incoraggiamento. Dopo il riscontro altrettanto fallimentare di Hotel Patria su RaiTre, con al timone un altro Direttore di peso come Mario Calabresi, è l'ennesimo brutto colpo per il professionismo in televisione, che vede alla ribalta giornalisti ben più rampanti o conduttori scimmiottanti il mestiere del cronista.

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