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Berlusconi senza freni a Porta a porta

Silvio Berlusconi a Porta a Porta: “Senza cervello” chi vota Pisapia e De Magistris.

pubblicato 25 Maggio 2011 aggiornato 5 Settembre 2020 06:12


Silvio Berlusconi incendia verbalmente il salotto di Porta a porta prima ancora della messa in onda. Dalla puntata del programma di Bruno Vespa, ovviamente registrata, trapelano le dichiarazioni del Presidente del consiglio, ospite in studio. Dichiarazioni destinate a far discutere e, verosimilmente, a far prendere una deriva preoccupante alla parte televisiva – e non solo? – della campagna elettorale in vista dei ballottaggi.

Per prima cosa, Berlusconi ha lamentato una sorta di campagna di disinformazione, come se i media fossero tutti contro di lui:

Contro di noi è stato messo a segno un blocco mediatico terrificante

ha dichiarato il premier, accusando fra i giornali il Corriere della sera e fra le televisioni, La7 e SKY (senza soffermarsi minimamente sulla rilevanza in termini d’ascolto dell’emittente in chiaro e della piattaforma satellitare) per poi affondare anche sulla RAI che pagata con i nostri soldi starebbe con la sinistra. Dimenticandosi, evidentemente, che Porta a porta è in onda proprio sulla RAI, che ospita, naturalmente, anche il Tg1 di Augusto Minzolini e gli editoriali di Giuliano Ferrara, per esempio. E dimenticandosi Mediaset.
A proposito della RAI, Berlusconi ha così commentato la sanzione dell’AgCom per le sue interviste ai Tg:

Non credo che pagherete. E’ una follia perché c’è un sistema folle che si chiama par condicio, una norma liberticida dove il partito dell’1% deve avere lo stesso spazio di un partito che ha il 30%. Non succede in nessuna parte al mondo.

Eppure, le norme ci sono. E l’AgCom è un organismo super partes.

Poi, il premier si è dedicato nettamente alla campagna elettorale, nonostante, appunto, il regime di par condicio. Attaccando duramente i candidati Pisapia e De Magistris e persino i loro elettori.

Vorrei sapere come può essere adatto il signor De Magistris che era disistimato dai colleghi magistrati.

L’ex magistrato è stato definito dal premier un bell’uomo, agitatore politico e demagogo. Ha affermato che Pisapia non sarebbe in grado nemmeno di amministrare un’edicola e che le città come Milano sono come aziende da amministrare. Ciò detto, il commento – non nuovo – sugli elettori, che sarebbero “senza cervello” se determinassero una sconfitta di Moratti e Lettieri:

Io credo che Pisapia e De Magistris non riusciranno a vincere, se a Milano e Napoli la gente andrà a votare senza lasciare a casa il cervello. Non credo che ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare per il signor De Magistris; uno che vota per il signor del De Magistris vada a casa, si guardi nello specchio e dica sono un uomo o una donna senza cervello

Cosa accadrà, ora? Nessuno può dirlo per certo.

Di certo, il salotto televisivo di Vespa si è trasformato ad hoc per accogliere una serie di dichiarazioni di una delle più alte cariche dello stato. Dichiarazioni che non saranno certo fraintendibili. Dichiarazioni che sbeffeggiano, di fatto, l’AgCom; che attaccano gli italiani che non la pensano come il premier; che propongono inviti di voto in regime di par condicio; che propongono opinioni come verità assolute.

Una situazione surreale, forse drammatica o buffa, o forse tragicamente comica. Una situazione tutta italiana che in qualche modo dovrà essere risolta. Perché altrove, la politica in tv non si può permettere certi lussi e certe libertà senza freni e senza regole. Soprattutto considerato il fatto che le regole ci sono, e che sarebbe bello – come accadde in passato – vedere i politici confrontarsi su temi di programma, non su attacchi agli avversari e agli elettori.

La tv, in politica, potrebbe dare il buon esempio. Che non sembra proprio essere questo.

Porta a portaRai 1